LE VERZURE

Le Verzure è una piccola realtà vitivinicola artigianale della Toscana, profondamente legata al paesaggio delle colline senesi e a una concezione del vino che mette al centro il rispetto della terra, la biodiversità e la valorizzazione delle caratteristiche naturali delle uve. Il progetto si distingue per un approccio lontano dalla standardizzazione produttiva, nel quale il lavoro agricolo assume un'importanza fondamentale e ogni vendemmia viene interpretata come un'espressione irripetibile del territorio. La filosofia aziendale privilegia una viticoltura attenta agli equilibri naturali, con l'obiettivo di preservare la vitalità dei suoli e accompagnare la maturazione delle uve senza forzature. Il rapporto tra vigneto e ambiente costituisce il punto di partenza di una produzione che ricerca autenticità, carattere e riconoscibilità, mantenendo una dimensione volutamente contenuta e artigianale.La storia contemporanea di Le Verzure prende forma nei primi anni Duemila, quando Luigi e Antonella Villa, provenienti dal mondo della ristorazione e accomunati da radici familiari agricole, decidono di cambiare vita acquistando una proprietà nella località La Befa, nel comune di Murlo, a pochi chilometri da Montalcino. Qui trovano un paesaggio ancora straordinariamente integro, caratterizzato da boschi di sughere, macchia mediterranea e terreni precedentemente utilizzati per il pascolo e la coltivazione dell'erba medica. La tenuta si estende oggi per circa 43 ettari, dei quali 6,5 dedicati alla vite, mentre il resto è occupato da uliveti, boschi e seminativi. Il progetto nasce dalla volontà di recuperare la naturale vocazione agricola di questi terreni, trasformando progressivamente gli antichi campi in vigneti di Sangiovese Grosso e recuperando successivamente un piccolo appezzamento destinato a Trebbiano e Malvasia, due varietà profondamente legate alla tradizione toscana. La vicinanza al territorio del Brunello di Montalcino, il particolare microclima e la presenza dei fiumi Crevole e Ombrone contribuiscono a definire un ambiente viticolo di grande interesse, nel quale terreni argillosi, ciottoli fluviali e componenti calcaree favoriscono la produzione di vini strutturati ma capaci di conservare eleganza e freschezza. L'azienda è certificata biologica dal 2015 e utilizza anche pratiche ispirate alla biodinamica, con una gestione agricola che privilegia lavorazioni manuali, inerbimenti e semine alternate di leguminose, graminacee ed erbe officinali per favorire la fertilità naturale e la biodiversità. Le rese vengono controllate attraverso un'attenta selezione dei grappoli direttamente sulla pianta e la vendemmia è interamente manuale, con raccolta in piccole cassette e ulteriore selezione delle uve prima della fermentazione. In cantina Luigi e Antonella seguono una filosofia altrettanto essenziale, affidandosi ai lieviti indigeni e utilizzando grandi botti di rovere e anfore di terracotta per accompagnare l'evoluzione dei vini senza comprometterne l'identità. Il Sangiovese Grosso rappresenta il cuore della produzione e viene interpretato attraverso due vigneti distinti: Vigna Bassa, dalla quale nasce RossoBruno, più immediato, fragrante e caratterizzato da una particolare piacevolezza di beva, e Vigna Alta, destinata a Il Bruno, espressione più profonda, austera e strutturata, concepita per affrontare lunghi affinamenti e una significativa evoluzione in bottiglia. Entrambi vengono prodotti a partire dalla vendemmia 2013 e rappresentano due letture complementari dello stesso vitigno. Sileo approfondisce invece la ricerca sul Sangiovese attraverso lunghe macerazioni e affinamenti in anfora, offrendo una versione più libera e materica della varietà. BiancoAugusto, la cui prima annata risale al 2015, nasce dall'incontro tra Trebbiano e Malvasia e valorizza la tradizione dei bianchi toscani attraverso una vinificazione che prevede il contatto prolungato con le bucce e l'utilizzo della terracotta, ottenendo un vino di struttura, personalità e grande vocazione gastronomica. La gamma si è successivamente ampliata con altre interpretazioni, tra cui Naturalmente Bianco e Naturalmente Rosso, che esprimono ulteriormente la volontà di lavorare attraverso fermentazioni spontanee e interventi contenuti. Le Verzure rappresenta così una Toscana profondamente agricola, lontana dalla ricerca della concentrazione a ogni costo e costruita intorno alla relazione tra uomo, paesaggio e biodiversità. Luigi e Antonella Villa hanno trasformato una proprietà circondata da boschi e antichi pascoli in un piccolo ecosistema produttivo nel quale vite, ulivo e vegetazione spontanea convivono naturalmente. Il Sangiovese Grosso rimane il protagonista assoluto, ma Trebbiano e Malvasia completano una produzione capace di raccontare anche il patrimonio storico dei bianchi della regione. Agricoltura biologica, pratiche biodinamiche, vendemmie manuali, fermentazioni spontanee, grandi botti e anfore costituiscono gli strumenti di una filosofia coerente, nella quale ogni scelta cerca di preservare il carattere delle uve e del territorio. È proprio questa combinazione tra sensibilità artigianale, rispetto della natura e interpretazione personale dei vitigni toscani a rendere Le Verzure una delle piccole realtà più interessanti del paesaggio vitivinicolo senese, capace di offrire vini autentici e riconoscibili, profondamente legati alla terra da cui provengono.

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SANGIOVESE IGT "ILBRUNO" 2013 - LE VERZURE
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