MARCO SARA

FRIULI COLLI ORIENTALI DOC CABERNET FRANC 2023 - MARCO SARA

Regular price €21,50 Sale price€24,00you save €2,50

Abbinamenti, La freschezza, la componente erbacea e il tannino misurato del Cabernet Franc 2023 lo rendono particolarmente versatile a tavola. È ottimo con salumi friulani, salsiccia, carni bianche arrosto e primi piatti con ragù, ma possiede sufficiente profondità per accompagnare manzo, agnello, carni alla brace e preparazioni in umido. Le sfumature di pepe, menta ed erbe selvatiche creano un abbinamento particolarmente interessante con maiale alle erbe, faraona, anatra e verdure grigliate, mentre la freschezza riesce a contrastare efficacemente piatti dalla componente grassa. Molto piacevole anche con funghi e formaggi di media stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2020
Denominazione, Friuli Colli Orientali DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Friuli Venezia Giulia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cabernet Franc 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Cabernet Franc 2023 di Marco Sara è un rosso che racconta con grande naturalezza il volto più fresco dei Colli Orientali del Friuli, interpretando il vitigno senza ricercare concentrazione o maturità esasperate. Marco lavora a Savorgnano del Torre, nella parte più occidentale e fresca della denominazione, dove il Cabernet Franc ha trovato da tempo un equilibrio particolare con il clima e con la ponca friulana. Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso ma luminoso. Il profilo aromatico è immediatamente riconoscibile: piccoli frutti rossi e neri si intrecciano a menta, erbe selvatiche e pepe, accompagnati da richiami di radice, china e da quella componente vegetale che appartiene naturalmente alla varietà e che qui viene ricercata come elemento di carattere, non nascosta attraverso surmaturazioni. In bocca è succoso, fresco e dinamico, con un tannino fine che sostiene il sorso senza irrigidirlo. La materia è presente ma agile, attraversata da una vena sapida che richiama i terreni della zona e rende il vino particolarmente scorrevole. Il finale è lungo, leggermente pepato e balsamico, con il frutto che lascia progressivamente spazio alle erbe e alle spezie. Un Cabernet Franc elegante e territoriale, lontano dalle interpretazioni più muscolari del vitigno e costruito soprattutto su freschezza, precisione e bevibilità.

CURIOSITÁ:

Il Cabernet Franc 2023 è prodotto da 100% Cabernet Franc coltivato biologicamente nei vigneti di Marco Sara a Savorgnano del Torre, dove l'azienda dispone complessivamente di circa otto ettari di vigna circondati da quattro ettari di bosco, distribuiti tra circa 175 e 300 metri di altitudine. È una delle zone più fresche dei Colli Orientali del Friuli e qui domina la caratteristica ponca, l'alternanza di marne e arenarie che Marco considera fondamentale per ottenere vini sapidi, longevi e fortemente legati al territorio. Pur avendo origini francesi, il Cabernet Franc è presente in Friuli da così tanto tempo da essere ormai profondamente integrato nella cultura viticola regionale, tanto che Marco lo considera, in sostanza, uno straniero che straniero non è più. La vendemmia avviene generalmente all'inizio di ottobre. In cantina la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e la macerazione sulle bucce si prolunga per circa 20-25 giorni tra acciaio e cemento, con rimontaggi eseguiti durante la fermentazione. Dopo la svinatura, mosto fiore e parte ottenuta dalla pressatura possono essere mantenuti separati e valutati individualmente prima dell'assemblaggio definitivo. L'affinamento prosegue per circa un anno in legno, privilegiando recipienti già utilizzati e botti di dimensioni maggiori, in modo che il rovere accompagni l'evoluzione senza modificare il profilo aromatico del Cabernet Franc. Il vino non viene chiarificato né filtrato e l'impiego di solforosa è mantenuto molto basso. La produzione è artigianale e decisamente limitata, nell'ordine di circa 4.000 bottiglie.

Marco Sara

Marco Sara è una piccola realtà artigianale di Savorgnano del Torre, frazione di Povoletto, nella parte più occidentale e fresca dei Colli Orientali del Friuli, dove la famiglia lavora la terra da generazioni. Il nonno conduceva un’azienda agricola mista, con vigneti, seminativi e animali, mentre il padre di Marco scelse progressivamente di concentrarsi sulla vite e sulla produzione di vino sfuso, secondo una tradizione molto diffusa in questa parte del Friuli. È Marco a cambiare definitivamente direzione: dopo la scomparsa del padre sente la responsabilità di valorizzare direttamente le vigne familiari e nel 2003 inizia a imbottigliare, scegliendo come primo vino proprio il Picolit, varietà rarissima e storicamente legata a Savorgnano. Quel primo passo definisce già buona parte della filosofia futura dell’azienda: recuperare ciò che appartiene al territorio, lavorarlo senza forzature e trasformare una zona poco conosciuta dei Colli Orientali in una precisa identità viticola. Oggi Marco, insieme alla moglie Sandra, conduce circa otto ettari di vigneto affiancati da circa quattro ettari di bosco, distribuiti in piccoli appezzamenti tra 175 e 300 metri di altitudine. Molte vigne hanno tra cinquanta e sessant’anni e crescono sulla caratteristica ponca friulana, un flysch eocenico formato dall’alternanza di marne e arenarie che Marco considera uno degli elementi fondamentali dei propri vini. Non tutta la ponca è però uguale e il suo lavoro si concentra proprio sulla comprensione delle differenze tra le varie parcelle: Riù Falcon presenta una maggiore componente di sabbie e argille e ospita alcune vecchie vigne, mentre Monte della Guardia mostra una presenza più marcata di marne calcaree ed è diventato uno dei luoghi simbolo della ricerca aziendale. Il clima relativamente fresco di Savorgnano del Torre e le importanti escursioni termiche favoriscono maturazioni lente, conservazione dell’acidità e sviluppo aromatico, caratteristiche che si ritrovano nella tensione e nella sapidità dei vini. Marco ha eliminato i prodotti di sintesi dai vigneti già dal 2005 e successivamente ha intrapreso il percorso di certificazione biologica, ottenuta nel 2011. La conduzione privilegia vitalità del terreno, biodiversità, lavoro manuale e rispetto dei cicli naturali, con l’obiettivo di ottenere uve sufficientemente sane e mature da rendere superflui interventi invasivi in cantina. Le fermentazioni vengono condotte con lieviti indigeni, spesso attraverso pied de cuve, la solforosa viene utilizzata con grande moderazione e le filtrazioni vengono evitate quando non considerate necessarie. L’approccio non ricerca però l’irregolarità come valore: per Marco la precisione tecnica e la pulizia del vino rimangono condizioni indispensabili per permettere al territorio di emergere realmente. Il patrimonio varietale è fortemente friulano e comprende Friulano, Ribolla Gialla, Picolit, Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso e altre varietà storicamente presenti nella zona, affiancate dal Cabernet Franc, vitigno internazionale ormai profondamente radicato nella cultura viticola regionale. Il Picolit rimane il vino più intimamente legato alla storia personale di Marco e alla vocazione di Savorgnano, territorio tradizionalmente conosciuto per passiti e vini da uve botritizzate: la naturale predisposizione del vitigno all’aborto floreale determina rese bassissime, mentre particolari condizioni climatiche possono favorire lo sviluppo della Botrytis cinerea e consentire la produzione di vini dolci di straordinaria concentrazione, sostenuti però dalla freschezza tipica della zona. Nel tempo la gamma si è ampliata senza perdere questa impostazione territoriale: il Friulano viene interpretato tanto in una versione più immediata quanto attraverso selezioni come Erba Alta; la Ribolla Gialla conserva un profilo teso e verticale; Schioppettino, Refosco e Cabernet Franc raccontano il volto rosso dei Colli Orientali privilegiando freschezza, spezia e bevibilità rispetto alla concentrazione; Monte della Guardia rappresenta invece una delle espressioni più profonde della ricerca sulle singole vigne. Negli ultimi anni Marco ha inoltre continuato ad ampliare il proprio lavoro sulle varietà autoctone, arrivando anche al Pignolo, prodotto per la prima volta con l’annata 2022 e commercializzato nel 2025. La produzione complessiva rimane inferiore alle 30.000 bottiglie annue, dimensione volutamente contenuta che permette a Marco di seguire direttamente l’intero processo dalla vigna alla bottiglia. È proprio questa scala artigianale a rappresentare uno dei punti centrali del progetto: Marco Sara non cerca di costruire una gamma attraverso numerose etichette o tecniche spettacolari, ma di approfondire progressivamente la conoscenza di Savorgnano del Torre. Vecchie vigne, boschi, forti pendenze, ponca, agricoltura biologica, fermentazioni spontanee e vitigni storici diventano strumenti di una ricerca iniziata con il Picolit nel 2003 e oggi molto più articolata. In un territorio rimasto a lungo ai margini della notorietà dei Colli Orientali, Marco ha contribuito inoltre a creare una nuova consapevolezza collettiva sull’identità di Savorgnano, sostenendone la valorizzazione come area viticola specifica. I suoi vini raccontano quindi non soltanto una piccola azienda familiare, ma un luogo preciso del Friuli: una zona fresca e collinare nella quale la ponca incontra il bosco e dove varietà come Picolit, Friulano, Ribolla Gialla, Schioppettino e Refosco possono esprimersi attraverso vini profondi, sapidi e longevi senza perdere naturalezza e bevibilità.