TENUTA DELLE TERRE NERE

ETNA ROSSO DOC BIO 2024 - TENUTA DELLE TERRE NERE

Regular price €31,50 Sale price€34,00you save €2,50

Abbinamenti, La freschezza, la finezza tannica e la particolare componente sapida dell'Etna Rosso 2024 lo rendono un vino estremamente gastronomico, capace di accompagnare piatti anche molto differenti tra loro. È eccellente con pasta alla Norma, melanzane alla parmigiana, primi piatti al ragù, arrosti e carni rosse alla griglia, ma trova grande sintonia anche con coniglio, anatra, faraona e carni bianche saporite. La componente speziata e leggermente affumicata crea un abbinamento particolarmente interessante con preparazioni alla brace, funghi e verdure arrostite, mentre la freschezza permette di affrontare senza difficoltà piatti della tradizione siciliana caratterizzati da pomodoro, erbe aromatiche e ingredienti mediterranei. Ottimo anche con formaggi di media stagionatura, pecorino siciliano e salumi artigianali.
Alcol, 14,5%
Annata, 2024
Denominazione, Etna Rosso DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nerello Mascalese 95%, Nerello Cappuccio 5%

NOTE SENSORIALI:

L'Etna Rosso 2024 di Tenuta delle Terre Nere è una delle interpretazioni più rappresentative del versante settentrionale del vulcano, un vino che riesce a coniugare la generosità mediterranea della Sicilia con una finezza e una tensione che ricordano i grandi rossi delle regioni più settentrionali. Nato dal lavoro di Marco de Grazia, tra i protagonisti della rinascita vitivinicola dell'Etna, esprime una personalità costruita soprattutto sull'eleganza, sulla precisione del frutto e sulla particolare energia dei terreni vulcanici. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, attraversato da delicati riflessi granati. Il bouquet è raffinato e progressivo: ciliegia, lampone selvatico, fragolina di bosco e piccoli frutti rossi incontrano violetta, rosa e scorza d'arancia, seguiti da erbe mediterranee, pepe e spezie delicate. Con l'ossigenazione emergono sottili sfumature affumicate, richiami di cenere e sensazioni minerali che aggiungono profondità al quadro aromatico. In bocca è fresco, slanciato e sorprendentemente elegante, con una struttura ben definita ma mai pesante. Il tannino è fine e presente, sostenuto da una vivace acidità che attraversa il sorso e ne accompagna la progressione. Il finale è lungo, sapido e leggermente speziato, con ritorni di frutti rossi, erbe aromatiche e una sottile impronta fumé. La 2024 mostra così il lato più fragrante e dinamico dell'Etna Rosso, mantenendo una profondità e una precisione che lo rendono molto più di un semplice vino introduttivo alla produzione della tenuta.

CURIOSITÁ:

L'Etna Rosso 2024 nasce prevalentemente da Nerello Mascalese, accompagnato da una piccola percentuale di Nerello Cappuccio, provenienti da diversi vigneti situati nei comuni di Randazzo e Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell'Etna. Le parcelle si trovano indicativamente tra i 600 e i 900 metri di altitudine, con esposizioni settentrionali e viti di età differenti, comprese tra circa 7 e 50 anni. I terreni sono di origine vulcanica, ma presentano caratteristiche molto variabili in funzione delle diverse colate laviche e dei materiali depositati nel corso dei secoli: sabbie nere, ceneri, lapilli e rocce vulcaniche contribuiscono a creare un mosaico geologico particolarmente complesso. È proprio questa diversità a rappresentare uno degli elementi centrali della filosofia di Marco de Grazia, che ha costruito il progetto Tenuta delle Terre Nere valorizzando le singole contrade dell'Etna, secondo un'impostazione che richiama il concetto borgognone di cru. L'Etna Rosso aziendale nasce invece dall'assemblaggio di più vigneti, con l'obiettivo di offrire una lettura complessiva del territorio. Le uve vengono raccolte manualmente, generalmente durante il mese di ottobre, e vinificate con fermentazione a temperatura controllata, accompagnata dalla macerazione sulle bucce. Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura prevalentemente in botti di rovere francese, generalmente di grande capacità, per un periodo che si avvicina a un anno, prima dell'imbottigliamento. Le rese vengono mantenute intorno ai 60 quintali per ettaro, mentre la produzione annuale indicativa è di circa 120.000 bottiglie. Un aspetto particolarmente interessante è il ruolo che questo vino occupa nella gamma della cantina: pur essendo l'etichetta più rappresentativa e accessibile, nasce da uve coltivate con la stessa attenzione riservata alle selezioni di contrada, offrendo una sintesi delle diverse anime del versante settentrionale del vulcano.

Tenuta Delle Terre Nere

Tenuta delle Terre Nere è una delle realtà più importanti della rinascita vitivinicola dell’Etna e uno dei produttori che maggiormente hanno contribuito a trasformare il vulcano siciliano in un territorio di riferimento internazionale per i grandi vini di terroir. La cantina nasce nel 2002 dall’intuizione di Marco de Grazia, profondo conoscitore del vino italiano e protagonista della sua diffusione sui mercati internazionali, che dopo una lunga carriera nel commercio e nella selezione di grandi etichette decide di dedicarsi direttamente alla produzione. La scelta ricade sul versante settentrionale dell’Etna, tra Solicchiata e Randazzo, un territorio che all’epoca non godeva ancora della notorietà attuale, ma nel quale Marco riconosce immediatamente caratteristiche straordinarie: vigneti antichissimi, altitudini elevate, una geologia estremamente complessa e soprattutto un patrimonio di Nerello Mascalese capace di esprimere eleganza, profondità e una sorprendente somiglianza stilistica con i grandi Pinot Noir della Borgogna. Fin dalla prima vendemmia, nel 2002, decide di vinificare separatamente le uve provenienti dalle differenti contrade, introducendo una concezione del vino etneo fondata sulla valorizzazione delle singole origini. Questa scelta rappresenta una vera rivoluzione per il territorio, perché fino ad allora la maggior parte dei produttori tendeva a riunire uve provenienti da vigneti differenti, mentre De Grazia comprende che ogni contrada possiede una propria identità, determinata dalla composizione delle colate laviche, dall'altitudine, dall'esposizione e dall'età delle vigne. Il lavoro di Tenuta delle Terre Nere contribuisce anche al riconoscimento ufficiale delle contrade all'interno della denominazione Etna DOC, ottenuto nel 2012 dopo un lungo percorso di valorizzazione e delimitazione delle sottozone storiche. Oggi la proprietà comprende circa 45 ettari suddivisi in 29 appezzamenti distribuiti in nove contrade, principalmente sul versante settentrionale del vulcano, con ulteriori vigneti sui versanti orientale e meridionale. Le altitudini variano indicativamente tra 600 e 1.000 metri sul livello del mare, creando condizioni climatiche molto differenti rispetto alla Sicilia costiera. Le forti escursioni termiche, le precipitazioni relativamente abbondanti e le maturazioni tardive permettono di ottenere vini caratterizzati da freschezza, tensione e grande precisione aromatica. Anche la geologia assume un'importanza fondamentale: l'Etna è un vulcano attivo e i suoi terreni derivano da colate laviche di epoche differenti, progressivamente trasformate dall'erosione e dall'attività biologica. Sabbie vulcaniche, lapilli, ceneri, rocce basaltiche e materiali ricchi di minerali si alternano anche a breve distanza, creando un mosaico di suoli nel quale il comportamento della vite cambia sensibilmente da una parcella all'altra. Il patrimonio viticolo è altrettanto straordinario. Fatta eccezione per alcuni impianti più recenti, numerose vigne hanno un'età compresa tra 50 e 100 anni, mentre nella contrada Calderara Sottana sopravvive una piccolissima superficie di viti prefillosseriche, con oltre 140 anni di età e ancora coltivate a piede franco. Da questo vigneto nasce La Vigna di Don Peppino, una delle etichette più prestigiose della cantina, dedicata al contadino che per circa settant'anni si è preso cura di quelle piante, permettendo loro di attraversare oltre un secolo di storia. Il Nerello Mascalese rappresenta il protagonista assoluto dei rossi, generalmente accompagnato da piccole percentuali di Nerello Cappuccio, mentre il Carricante costituisce il riferimento principale per i bianchi, affiancato secondo le cuvée da Catarratto, Inzolia, Grecanico e Minnella. La conduzione dei vigneti segue i principi dell'agricoltura biologica, certificata dal 2010, con una particolare attenzione alla conservazione dei suoli e alla gestione delle vecchie vigne ad alberello, che richiedono un lavoro manuale estremamente impegnativo. La filosofia di Marco de Grazia parte dalla convinzione che la qualità debba essere costruita soprattutto in vigneto, attraverso una cura meticolosa delle piante e una raccolta effettuata al giusto livello di maturazione, così da ridurre al minimo gli interventi successivi. In cantina le differenti parcelle vengono vinificate separatamente, privilegiando fermentazioni controllate e affinamenti capaci di accompagnare il vino senza sovrapporsi al carattere dell'uva. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo la struttura e la provenienza delle singole cuvée, con un impiego del rovere orientato soprattutto alla maturazione e all'evoluzione del vino. La gamma rappresenta una vera cartografia dell'Etna. L'Etna Rosso costituisce l'introduzione allo stile della tenuta e nasce dall'assemblaggio di uve provenienti da differenti vigneti, offrendo una lettura complessiva del Nerello Mascalese del versante settentrionale. Le selezioni di contrada permettono invece di approfondire le differenze tra territori vicini ma profondamente distinti. Calderara Sottana, caratterizzata da suoli particolarmente pietrosi e da antiche colate laviche, produce generalmente vini strutturati, austeri e capaci di lunghissime evoluzioni. San Lorenzo, con terreni ricchi di materiale vulcanico e una maggiore componente sabbiosa, esprime Nerello di grande profondità, concentrazione e complessità aromatica. Santo Spirito offre interpretazioni generalmente più eleganti e floreali, mentre Guardiola, situata ad altitudini elevate, si distingue per freschezza, tensione e una particolare precisione espressiva. Feudo di Mezzo e Moganazzi completano il mosaico delle grandi contrade settentrionali, mostrando ulteriori sfumature del rapporto tra Nerello Mascalese e territorio vulcanico. Anche i bianchi occupano un ruolo fondamentale nella produzione. L'Etna Bianco nasce prevalentemente dal Carricante, vitigno capace di mantenere acidità e freschezza anche nelle condizioni mediterranee, mentre le selezioni più ambiziose approfondiscono il rapporto tra vecchie vigne, altitudine e differenti versanti del vulcano. Particolarmente significativo è il lavoro sul Carricante della contrada Salice, sul versante orientale, dove le condizioni climatiche più umide e fresche permettono di ottenere vini di grande tensione e potenziale evolutivo. Accanto alla produzione principale trova spazio anche Le Vigne di Eli, progetto nato nel 2006 e dedicato alla figlia Elena, che realizza personalmente i disegni delle etichette. Questa piccola selezione, oggi parte integrante dell'universo Terre Nere, nasce da vigneti particolarmente vocati e conserva anche una dimensione solidale attraverso il sostegno alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Nel 2025 la storia aziendale ha conosciuto un ulteriore passaggio con l'ingresso della famiglia Frescobaldi nella proprietà, attraverso un accordo che mantiene Marco de Grazia coinvolto nel progetto e ne accompagna lo sviluppo futuro. Tenuta delle Terre Nere rappresenta quindi molto più di una cantina di successo: è una delle realtà che hanno contribuito a cambiare profondamente la percezione dell'Etna e del suo patrimonio viticolo. Marco de Grazia ha riconosciuto nel Nerello Mascalese la capacità di raccontare le differenze tra singole contrade con una precisione paragonabile a quella dei grandi vitigni borgognoni, costruendo fin dal 2002 una produzione fondata sulla separazione delle parcelle e sulla valorizzazione delle vecchie vigne. Calderara Sottana, San Lorenzo, Santo Spirito, Guardiola e le altre contrade non rappresentano semplicemente nomi geografici sulle etichette, ma differenti interpretazioni di un vulcano nel quale ogni colata lavica ha contribuito a creare condizioni irripetibili. Agricoltura biologica, vigneti centenari, alberelli prefillosserici, vinificazioni parcellari e una filosofia di cantina rispettosa della materia prima costituiscono oggi le fondamenta di una produzione riconosciuta a livello internazionale. È proprio questa capacità di trasformare la complessità geologica dell'Etna in vini eleganti, profondi e territorialmente riconoscibili ad aver reso Tenuta delle Terre Nere uno dei nomi fondamentali della viticoltura siciliana contemporanea.