POPPELVEJ

AUSTRALIA SYRAH "SOMEWHERE" 2021 - POPPELVEJ

Regular price €23,90 Sale price€26,50you save €2,60

Abbinamenti, Ideale con agnello alla griglia, carni arrosto, anatra, salsiccia, costine glassate e selvaggina da piuma. Si abbina molto bene anche a melanzane affumicate, funghi, cucina mediorientale, formaggi di media stagionatura e piatti speziati non eccessivamente piccanti.
Alcol, 11,5%
Annata, 2021
Denominazione, Adelaide Hills, Kuitpo
Filosofia, Naturale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Adelaide (Australia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un rosso porpora brillante. Il profilo aromatico si apre su mora, mirtillo e lampone, accompagnati da viola, pepe nero, erbe mediterranee e un caratteristico richiamo affumicato di carne alla brace. Le sfumature minerali e balsamiche ne ampliano progressivamente la complessità. Il sorso è succoso, dinamico e molto più leggero di quanto il territorio possa far immaginare. La freschezza accompagna una trama tannica sottile e scorrevole, mentre il frutto rimane nitido e croccante. Il finale è lungo, pepato e delicatamente floreale, con una piacevole vena sapida che invita immediatamente a un nuovo assaggio.

CURIOSITÁ:

Il Somewhere 2021 di Poppelvej è un Syrah australiano capace di sovvertire l’immagine più classica e muscolare dello Shiraz di McLaren Vale. Fresco, floreale e sorprendentemente agile, nasce dalla volontà di Uffe Deichmann di interpretare il vitigno privilegiandone energia, fragranza e finezza, senza rinunciare alla profondità tipica del territorio. Poppelvej è un piccolo progetto artigianale fondato dal vignaiolo danese Uffe Deichmann nel sud dell’Australia. Le uve provengono da vigneti selezionati e coltivati secondo pratiche sostenibili, mentre in cantina le fermentazioni avvengono spontaneamente e gli interventi sono ridotti all’essenziale. Il nome “Somewhere” richiama gli inizi quasi clandestini della cantina: quando Uffe produceva il vino in uno spazio non ancora ufficialmente riconosciuto, alla domanda su dove lavorasse rispondeva semplicemente «da qualche parte». Per l’annata 2021 le uve provengono dal Paeroa Vineyard, nella Whites Valley di McLaren Vale, da viti di circa 35 anni coltivate su terreni di argilla alluvionale, senza irrigazione e secondo pratiche vicine all’agricoltura biologica. La raccolta relativamente precoce permette di preservare acidità naturale e tensione, offrendo una lettura del Syrah più luminosa e slanciata rispetto agli stili tradizionalmente più ricchi della regione. I grappoli vengono raccolti a mano e fermentati interi con lieviti indigeni. Durante i dodici giorni di macerazione si effettuano delicate follature con i piedi; dopo la pressatura, il vino matura per quattordici mesi in legni neutri. L’imbottigliamento avviene senza chiarifica né filtrazione, con una quantità minima di solforosa.

Poppelvej

Poppelvej è il progetto del vignaiolo danese Uffe Deichmann, nato nel 2016 a McLaren Vale, nel South Australia, e diventato in pochi anni una delle realtà più originali della scena australiana del vino naturale. Il nome racconta immediatamente le sue origini: Poppelvej, letteralmente “strada dei pioppi”, è la via in Danimarca nella quale Uffe è cresciuto e la vecchia insegna dipinta a mano dal suo trisavolo è oggi appesa nella cantina australiana sopra le botti. Prima di diventare produttore Uffe lavorava in una piccola enoteca di Copenhagen come wine buyer e sommelier, sviluppando proprio lì una forte curiosità verso il vino australiano. Nel 2012 ottiene sei mesi di pausa dal lavoro e parte per il South Australia per partecipare alla vendemmia da Yalumba; successivamente accumula esperienze anche presso realtà come d’Arenberg e Bleasdale e approfondisce la propria formazione tra vigneto e cantina. Quello che avrebbe dovuto essere un periodo temporaneo cambia completamente direzione quando, poche settimane prima del ritorno in Danimarca, incontra Nicole durante un festival musicale a Canberra. Dopo alcuni anni trascorsi tra Australia e Danimarca, i due si stabiliscono definitivamente a McLaren Vale nel 2016 e nasce Poppelvej. La prima vendemmia è minuscola: appena una tonnellata di Grenache, vinificata in Australia ed esportata interamente in Danimarca, dove viene rapidamente venduta. Da quel primo esperimento il progetto cresce progressivamente e oggi Uffe lavora una selezione di vigneti tra McLaren Vale e Adelaide Hills, scegliendo principalmente parcelle coltivate secondo principi sostenibili, biologici o biodinamici. Poppelvej non possiede quindi un grande vigneto aziendale compatto, ma costruisce la propria identità attraverso rapporti diretti con piccoli growers e attraverso la selezione di siti capaci di offrire caratteristiche molto differenti. McLaren Vale, con il suo clima mediterraneo, l’influenza dell’oceano e un mosaico estremamente complesso di sabbie, argille, rocce e terreni antichissimi, costituisce il cuore del progetto e permette a Grenache, Mourvèdre, Syrah e Cabernet Franc di raggiungere piena maturità mantenendo freschezza quando raccolti nel momento giusto. Adelaide Hills offre invece altitudini maggiori e temperature più fresche e viene utilizzata soprattutto per varietà come Chardonnay, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Meunier. Proprio la libertà varietale è uno degli aspetti più interessanti di Poppelvej: Uffe non cerca di costruire una gamma intorno ai soli vitigni simbolo dell’Australia meridionale, ma lavora Grenache, Syrah, Mourvèdre, Cabernet Franc, Chardonnay, Riesling, Gewürztraminer, Greco, Chenin Blanc, Pinot Meunier e altre varietà, modificando tecniche e contenitori secondo l’annata e la materia prima. La vendemmia è manuale e l’approccio in cantina è dichiaratamente minimalista: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessun enzima o additivo enologico, utilizzo estremamente ridotto della solforosa e, in molti casi, completa assenza di aggiunte. I vini vengono imbottigliati senza chiarifica e senza filtrazione. Uffe utilizza acciaio, vecchie botti, contenitori neutri e caratteristiche vasche ovoidali in cemento, scegliendo il recipiente in funzione della consistenza e dell’evoluzione ricercata. Macerazioni sulle bucce, grappolo intero, pressature dirette e rifermentazioni ancestrali diventano strumenti differenti attraverso i quali interpretare ogni uva, senza trasformarsi in una ricetta obbligatoria. Anche la raccolta relativamente anticipata svolge un ruolo importante: in una regione capace di produrre facilmente vini ricchi e potenti, Poppelvej ricerca invece acidità, succosità, moderazione alcolica e facilità di beva. Rookie, Grenache proveniente da McLaren Vale, è diventato una delle etichette più riconoscibili del progetto e mostra bene questa interpretazione più agile e croccante di una varietà storicamente associata a vini australiani molto maturi e concentrati. Dead Ohio Sky porta al centro il Mourvèdre, mentre Sort Sol esplora il Cabernet Franc e altre cuvée lavorano Syrah e differenti assemblaggi di uve rosse. La parte bianca e macerata è altrettanto significativa: Rå, termine danese che significa “crudo” o “grezzo”, viene utilizzato per interpretazioni nelle quali il contatto con le bucce diventa centrale, come lo Chardonnay proveniente dalla fresca Piccadilly Valley nelle Adelaide Hills o il Greco; Æventyr lavora invece il Gewürztraminer attraverso la macerazione, mentre Øst è dedicato al Riesling. I nomi danesi, le grafiche anticonvenzionali e i riferimenti alla musica non costituiscono semplicemente un esercizio estetico, ma riflettono direttamente la personalità del progetto e mantengono un collegamento costante tra le origini scandinave di Uffe e la sua vita australiana. Negli anni Poppelvej è cresciuta fino a una produzione nell’ordine di circa 4.000 casse annue e una gamma estremamente dinamica, con cuvée che possono nascere, cambiare o scomparire secondo disponibilità delle uve e caratteristiche della vendemmia. Uffe è stato inoltre selezionato tra i finalisti di Young Gun of Wine nel 2024 e nel 2025, confermando il crescente interesse della critica australiana verso il progetto. Poppelvej rappresenta così un incontro particolarmente originale tra due mondi: la sensibilità di un vignaiolo cresciuto in Danimarca e la straordinaria libertà viticola del South Australia. Non esiste la volontà di riprodurre il modello classico del potente McLaren Vale, né quella di produrre vini naturali volutamente estremi; il percorso degli ultimi anni mostra anzi una ricerca sempre maggiore di precisione, equilibrio e leggibilità del vigneto. Fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica o filtrazione, pochissima o nessuna solforosa, macerazioni, cemento, vecchio legno e grappolo intero rimangono strumenti e non obiettivi. Il risultato è una collezione di vini immediatamente riconoscibili per energia, succosità e libertà espressiva, nella quale Grenache e Mourvèdre possono convivere con Riesling, Gewürztraminer, Chardonnay o Pinot Meunier. Dietro ogni bottiglia rimane quella vecchia insegna di Poppelvej appesa alla parete della cantina: un piccolo pezzo di Danimarca trasferito dall’altra parte del mondo e diventato il simbolo di uno dei progetti più personali e dinamici della nuova scena vinicola australiana.