SPERINO

COSTE DELLA SESIA DOC "UVAGGIO" 2020 - SPERINO

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Abbinamenti, La finezza tannica e la vivace freschezza dell’Uvaggio 2020 lo rendono estremamente versatile a tavola. È splendido con battuta di Fassona, vitello tonnato, agnolotti del plin e tajarin al ragù, ma possiede struttura sufficiente per accompagnare arrosti, brasati, anatra, faraona e carni rosse alla griglia. La componente minerale, speziata e progressivamente terrosa crea un’affinità particolarmente interessante con funghi porcini, risotti e preparazioni a base di tartufo, mentre la freschezza permette di affrontare senza difficoltà anche piatti ricchi e succulenti.
Alcol, 13%
Annata, 2020
Denominazione, Coste della Sesia DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16-18°
Vitigni, Nebbiolo 80%, Vespolina 15%, Croatina 5%

NOTE SENSORIALI:

L’Uvaggio 2020 di Proprietà Sperino è un rosso dell’Alto Piemonte raffinato e profondamente territoriale, nel quale il Nebbiolo incontra Vespolina e Croatina secondo una tradizione antica di queste colline. Nasce tra Lessona e l’area di Bramaterra e restituisce nel bicchiere quella combinazione di eleganza, freschezza e mineralità che caratterizza il lavoro della famiglia De Marchi. Il colore è un rosso rubino luminoso e trasparente, già attraversato da leggere sfumature granate. Il naso è fine e progressivo: ciliegia, lampone, prugna e piccoli frutti rossi si intrecciano a rosa, scorza d’arancia sanguinella ed erbe aromatiche, mentre con l’ossigenazione emergono menta, pepe bianco, spezie e una sottile componente ferrosa e terrosa. In bocca è succoso e sorprendentemente setoso, con tannini fini e ben distesi sostenuti da una freschezza vibrante. La Vespolina contribuisce alla speziatura e alla vivacità aromatica, mentre la Croatina aggiunge colore e profondità senza appesantire il sorso. Il finale è lungo, sapido e minerale, con il frutto rosso che ritorna insieme a erbe officinali e spezie. Un vino di grande equilibrio, capace di unire la finezza del Nebbiolo dell’Alto Piemonte a una facilità di beva particolarmente coinvolgente.

CURIOSITÁ:

L’Uvaggio 2020 nasce da 80% Nebbiolo, 15% Vespolina e 5% Croatina, assemblaggio che riprende la tradizione storica dell’Alto Piemonte, dove differenti varietà venivano coltivate e vinificate insieme per completarsi reciprocamente. Le uve provengono principalmente dai vigneti Ormeggio, Castagnola e Belvedere, nella zona di Orolungo a Lessona, posti tra circa 290 e 350 metri di altitudine, ai quali si aggiungono uve della vigna Madonna degli Angeli a Brusnengo, nell’area compresa nella denominazione Bramaterra. Particolarissimi sono i terreni di Lessona: sabbie antichissime, estremamente acide e ricche di elementi minerali come ferro e manganese, legate alla complessa storia geologica dell’Alto Piemonte e capaci di imprimere ai vini una riconoscibile tensione minerale. Proprietà Sperino è il progetto con cui Paolo De Marchi, dopo la lunga esperienza toscana a Isole e Olena, ha recuperato la storica proprietà di famiglia a Lessona insieme al figlio Luca, riportando alla luce vigneti e cantine legati alla famiglia Sperino. La 2020 matura per circa 22 mesi in legno, utilizzando recipienti di dimensioni differenti e senza cercare una marcata impronta del rovere; il vino viene poi lasciato affinare ulteriormente prima della commercializzazione e viene imbottigliato senza filtrazione. È proprio il nome “Uvaggio” a raccontarne l’identità: non indica una singola varietà, ma l’antica consuetudine piemontese di costruire un vino attraverso l’unione di più uve complementari.

Sperino

Proprietà Sperino è una delle realtà che hanno contribuito in maniera decisiva alla rinascita dell’Alto Piemonte e, in particolare, della piccolissima denominazione Lessona. La tenuta appartiene alla famiglia De Marchi e rappresenta il recupero di una storia viticola iniziata nell’Ottocento, quando Felice Sperino, medico e professore universitario, coltivava queste colline producendo vino dalle vigne di famiglia. Dopo decenni di progressivo abbandono della viticoltura locale, il progetto rinasce alla fine degli anni Novanta grazie a Paolo De Marchi, già artefice del successo di Isole e Olena nel Chianti Classico, e al figlio Luca, che scelgono di riportare in produzione gli antichi vigneti di Lessona. La prima vendemmia della nuova fase arriva nel 2004 e segna l’inizio di un lavoro quasi pionieristico in un territorio che nel corso del Novecento aveva perso gran parte della propria superficie vitata. Oggi Luca De Marchi segue direttamente Proprietà Sperino, continuando il percorso iniziato insieme al padre e concentrandosi soprattutto sul Nebbiolo, localmente chiamato Spanna, affiancato dalle varietà storiche Vespolina e Croatina. Il cuore della proprietà si trova nella zona di Orolungo a Lessona, con vigne come Ormeggio, Castagnola e Belvedere, situate indicativamente tra 290 e 350 metri di altitudine; a queste si aggiunge la storica Madonna degli Angeli a Brusnengo, con piante che raggiungono età molto importanti e che rientra nel territorio del Bramaterra. Il vero elemento distintivo di Lessona è però il suolo: antiche sabbie marine plioceniche poggiano su una matrice di rocce ignee e si mescolano a depositi fluvio-glaciali più recenti, creando terreni estremamente acidi, con pH che può scendere intorno a 4,5, poveri di sostanza organica ma ricchi di minerali e microelementi come ferro, manganese, alluminio e zinco. È una condizione rarissima nel panorama piemontese e profondamente diversa dalle marne calcaree delle Langhe; qui il Nebbiolo tende a sviluppare una fisionomia più sottile e verticale, caratterizzata da grande finezza aromatica, acidità, tannini filigranati e una componente minerale particolarmente riconoscibile. Nella vigna Madonna degli Angeli il quadro cambia ulteriormente, con ghiaie sopra roccia ignea affiorante attraversata da vene di caolino e altitudini comprese tra circa 350 e 420 metri. La conduzione dei vigneti è estremamente accurata, con vendemmia manuale in piccole cassette e selezione delle uve prima della vinificazione. In cantina l’approccio rimane tradizionale ma estremamente preciso: le uve vengono diraspate e pigiate delicatamente, trasferite nei tini per gravità e lasciate fermentare spontaneamente con lieviti indigeni in tini di legno aperti; le macerazioni sono prolungate e accompagnate da follature, mentre dopo la fermentazione i vini possono rimanere diversi mesi sulle fecce prima dell’affinamento. Barrique, tonneaux e botti ovali di maggiore capacità vengono utilizzati insieme, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione del Nebbiolo senza trasformare il legno in una firma aromatica. Il Lessona DOC costituisce naturalmente il vertice e l’espressione più pura del progetto: nasce principalmente dal Nebbiolo delle sabbie di Lessona e rappresenta un vino di grande eleganza, capace di evolvere molto lentamente in bottiglia sviluppando progressivamente note floreali, agrumate, speziate, balsamiche e terrose. Uvaggio Coste della Sesia DOC racconta invece in maniera più ampia il patrimonio aziendale e unisce tradizionalmente Nebbiolo, Vespolina e Croatina provenienti sia dalle vigne di Lessona sia da Madonna degli Angeli; la composizione può cambiare secondo la vendemmia, proprio perché l’obiettivo non è riprodurre meccanicamente una formula ma rispettare l’equilibrio dell’annata. Nella versione 2018, per esempio, l’assemblaggio era composto da 80% Nebbiolo, 15% Vespolina e 5% Croatina, con fermentazione spontanea, 25 giorni di macerazione, dieci mesi sur lie e successivamente 22 mesi tra barrique, botti e tini ovali da 15 ettolitri.  Anche questa capacità di adattare l’assemblaggio alla vendemmia appartiene alla tradizione dell’Alto Piemonte, dove Nebbiolo e varietà complementari hanno storicamente convissuto nello stesso vino. Proprietà Sperino rappresenta quindi molto più del semplice recupero di una tenuta familiare: Paolo e Luca De Marchi hanno partecipato alla riscoperta di un territorio che nell’Ottocento godeva di enorme reputazione e che nel secondo dopoguerra era stato progressivamente dimenticato. Lessona viene qui interpretata attraverso il suo elemento più radicale, quelle sabbie marine estremamente acide sulle quali il Nebbiolo assume un carattere completamente diverso rispetto alle Langhe. Fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti, legno utilizzato con misura e soprattutto una lettura rigorosa delle singole vigne hanno permesso alla famiglia di restituire centralità a una denominazione minuscola ma dalla fortissima identità. È proprio questo dialogo tra memoria familiare e rinascita territoriale a definire Proprietà Sperino: un progetto nel quale il Nebbiolo non viene semplicemente prodotto nell’Alto Piemonte, ma diventa lo strumento attraverso cui raccontare la straordinaria diversità geologica, storica e culturale di Lessona.