DOMENICO CLERICO

BAROLO DOCG "PERCRISTINA" 2014 - DOMENICO CLERICO

Regular price €140,00 Sale price€200,00you save €60,00

Abbinamenti, Il Barolo Percristina 2014 è un vino che merita una cucina raffinata, capace di valorizzarne la complessità evolutiva e la finezza aromatica senza sovrastare le sfumature più delicate sviluppate nel corso degli anni. Lo consigliamo con tajarin al tartufo bianco d'Alba, agnolotti del plin al sugo d'arrosto, risotto ai funghi porcini e ravioli ripieni di brasato, preparazioni nelle quali le note floreali, speziate e terziarie del Nebbiolo trovano una naturale continuità. Particolarmente interessante con piccione arrosto, faraona ripiena, anatra rosata e filetto di vitello ai funghi, piatti che permettono di apprezzare la profondità del vino senza richiedere una concentrazione gustativa eccessiva. La sua struttura lo rende adatto anche a guancia di manzo a lenta cottura, brasato delicato e selvaggina da piuma accompagnata da fondi di cottura equilibrati, soprattutto quando arricchiti da erbe aromatiche e funghi selvatici. Per un abbinamento territoriale suggeriamo Castelmagno stagionato, Toma piemontese di lunga maturazione e Bra Duro, privilegiando formaggi dalla complessità aromatica importante ma non eccessivamente aggressiva. Da provare anche con un risotto al Parmigiano Reggiano e tartufo bianco oppure con una preparazione a base di funghi porcini e polenta morbida, per un incontro particolarmente elegante tra profondità e armonia gustativa.
Alcol, 14,5%
Annata, 2014
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Barolo Percristina 2014 di Domenico Clerico è un Nebbiolo di straordinaria personalità, capace di raccontare il carattere profondo di Monforte d'Alba attraverso un'espressione che privilegia eleganza, complessità e finezza rispetto alla sola concentrazione. Nel calice si presenta con un rosso granato luminoso, attraversato da delicati riflessi aranciati che ne anticipano l'evoluzione. Il bouquet è raffinato e progressivo, con profumi di ciliegia rossa, lampone maturo, ribes e arancia sanguinella, accompagnati da eleganti richiami di rosa appassita, violetta essiccata e piccoli frutti sotto spirito. Con l'ossigenazione emergono sfumature di liquirizia, tabacco biondo, cuoio, pepe bianco e spezie fini, intrecciate a sensazioni balsamiche, di sottobosco e foglie autunnali. In bocca è profondo, armonioso e straordinariamente articolato, con una struttura importante ma misurata, sostenuta da una trama tannica fine e progressivamente integrata. La freschezza rappresenta uno degli elementi distintivi dell'annata, conferendo slancio e precisione a un sorso che si sviluppa con naturalezza, senza ricercare eccessi di potenza. Il frutto conserva una piacevole vitalità, mentre la componente sapida accompagna una progressione elegante e persistente. Il finale è lungo e sfaccettato, con ritorni di frutti rossi, rosa essiccata, spezie, liquirizia e delicate note terziarie. Un Barolo che dimostra come un'annata complessa possa dare origine, attraverso una selezione rigorosa e un lavoro attento, a un vino di grande fascino, capace di esprimere il lato più sottile e raffinato del Nebbiolo.

CURIOSITÁ:

Percristina è una delle etichette più prestigiose e personali di Domenico Clerico, figura fondamentale del rinnovamento qualitativo delle Langhe e protagonista della storia moderna del Barolo. Il vino nasce da una selezione di Nebbiolo proveniente dal vigneto Mosconi, nel comune di Monforte d'Alba, un territorio caratterizzato da marne calcareo-argillose che contribuiscono alla struttura, alla profondità e alla longevità dei vini. Il nome rappresenta un omaggio a Cristina, figlia di Domenico Clerico scomparsa prematuramente, e conferisce a questa bottiglia un significato profondamente intimo, legato alla memoria familiare. La produzione è caratterizzata da un'attenta selezione delle uve e da un lungo percorso di affinamento, pensato per accompagnare l'evoluzione del Nebbiolo e valorizzarne la complessità aromatica. L'annata 2014 è stata una delle più impegnative del Barolo contemporaneo, segnata da precipitazioni abbondanti, temperature relativamente fresche e una maturazione che ha richiesto grande attenzione in vigneto. In questo contesto, la qualità delle esposizioni e il lavoro di selezione hanno assunto un ruolo decisivo, favorendo vini generalmente meno concentrati rispetto alle annate più calde, ma capaci di distinguersi per freschezza, eleganza e precisione aromatica. Percristina 2014 rappresenta una lettura particolarmente interessante di questa vendemmia, nella quale il carattere autorevole di Mosconi incontra una sensibilità stilistica orientata alla finezza e all'equilibrio.

Domenico Clerico

Domenico Clerico è uno dei nomi che hanno segnato in maniera più profonda la storia contemporanea del Barolo, protagonista di quella generazione di vignaioli che tra gli anni Ottanta e Novanta contribuì a trasformare radicalmente la percezione internazionale delle Langhe. La cantina nasce a Monforte d’Alba nel 1976, quando Domenico Clerico e la moglie Giuliana decidono di dedicarsi completamente alla viticoltura partendo da una piccola azienda familiare. Domenico comprende molto presto che il futuro non consiste semplicemente nel produrre vino, ma nel possedere e conoscere direttamente le vigne migliori: inizia così ad acquistare piccoli appezzamenti in alcune delle zone più vocate di Monforte, costruendo progressivamente un patrimonio viticolo destinato a diventare il vero cuore dell’azienda. Una delle prime acquisizioni decisive arriva nel 1977 con una parcella nella Bussia, seguita nel 1979 dall’ingresso a Ginestra, MGA destinata a diventare indissolubilmente legata al nome Clerico. È proprio all’interno di Ginestra che si trovano due delle vigne simbolo della cantina, Ciabot Mentin e Pajana, dalle quali nascono Barolo capaci di interpretare sfumature differenti dello stesso grande territorio. Ciabot Mentin prende il nome dal piccolo ricovero, il “ciabot”, appartenuto a Mentin Ginestra e diventa nel tempo una delle etichette più riconoscibili della produzione. Pajana racconta invece un’altra porzione della stessa MGA e mostra quanto esposizione, altitudine e caratteristiche del suolo possano modificare l’espressione del Nebbiolo anche all’interno di una singola collina. A queste vigne si aggiunge Mosconi, altro luogo storico di Monforte d’Alba, dal quale nasce Percristina, uno dei vini più importanti e personali della cantina. Il nome è un omaggio alla figlia di Domenico e Giuliana, Cristina, scomparsa giovanissima, e conferisce a questa bottiglia un significato che supera inevitabilmente quello puramente enologico. Prodotto soltanto quando le condizioni della vendemmia vengono considerate adeguate, Percristina è pensato per affrontare un lungo percorso di maturazione prima della commercializzazione e rappresenta l’espressione più intima del rapporto tra la famiglia e il proprio territorio. La filosofia di Domenico Clerico si sviluppa in un periodo di grandi cambiamenti per le Langhe. Insieme ad altri produttori della sua generazione, Domenico mette in discussione alcune consuetudini della viticoltura e dell’enologia locale, introducendo rese più basse, selezioni severe in vigneto, maggiore attenzione alla maturazione delle uve e tecniche di cantina capaci di ottenere estrazioni più precise. L’utilizzo delle barrique diventa uno degli elementi più discussi del suo stile e contribuisce a farlo identificare come uno dei cosiddetti “modernisti” del Barolo. Ridurre però il suo lavoro alla contrapposizione tra barrique e botte grande significherebbe perdere il punto fondamentale della sua visione. Per Domenico il vino nasce prima di tutto in vigna e una delle frasi che meglio sintetizza il suo pensiero è l’idea che la terra sia sempre più forte dell’uomo: la tecnica può accompagnare il vino, ma non può sostituire la qualità e l’identità di un grande vigneto. Nel corso del tempo anche l’approccio agli affinamenti evolve, dimostrando come la cantina non abbia mai considerato una determinata tecnica come un dogma immutabile. L’esperienza accumulata vendemmia dopo vendemmia porta a un utilizzo sempre più misurato del legno e a una ricerca orientata verso maggiore trasparenza territoriale, mantenendo però quella precisione e quella profondità che hanno reso riconoscibili i vini Clerico. Monforte d’Alba costituisce il centro assoluto di questa ricerca. Qui i terreni appartengono prevalentemente alle formazioni geologiche più antiche della denominazione e presentano marne, arenarie e importanti componenti calcaree, condizioni capaci di generare Nebbiolo strutturati, profondi e caratterizzati da una trama tannica importante. Ginestra, Mosconi e Bussia diventano quindi non semplicemente nomi prestigiosi, ma differenti strumenti attraverso i quali raccontare il territorio. Il lavoro in vigneto è estremamente rigoroso e comprende potature attente, gestione precisa della vegetazione, controllo delle rese e selezione dei grappoli, con l’obiettivo di ottenere maturità completa senza perdere l’equilibrio naturale delle uve. La famiglia ha progressivamente sviluppato anche una maggiore sensibilità verso la biodiversità e la salute del suolo, considerando la sostenibilità parte integrante della capacità di consegnare alle generazioni future un patrimonio viticolo ancora vitale. Accanto ai grandi Barolo di singola provenienza, la produzione comprende Aeroplan Servaj, altra interpretazione di grande prestigio del Nebbiolo e nome che richiama il soprannome attribuito a Domenico per il suo carattere energico, anticonformista e instancabile. Il Barolo del Comune di Monforte d’Alba offre invece una lettura più ampia del territorio attraverso l’incontro di differenti vigne, dimostrando come l’assemblaggio possa rappresentare una forma altrettanto autentica di interpretazione rispetto alla singola MGA. Nebbiolo, Barbera e Dolcetto completano il patrimonio tradizionale della cantina e vengono lavorati con la stessa attenzione riservata alle etichette più prestigiose. La Barbera, in particolare, ha sempre occupato un posto importante nel pensiero di Domenico, che ne ha esplorato il potenziale attraverso vini di grande intensità e profondità, contribuendo a dimostrare quanto questa varietà potesse andare oltre il ruolo di semplice vino quotidiano. Dopo la scomparsa di Domenico nel 2017, Giuliana e il gruppo cresciuto accanto alla famiglia hanno continuato il progetto mantenendone lo spirito ma proseguendo anche quel processo di evoluzione che aveva sempre caratterizzato il fondatore. L’eredità di Domenico Clerico non consiste infatti in una formula enologica da ripetere, ma in un modo di osservare il vigneto: curiosità, rigore, capacità di mettere in discussione le consuetudini e soprattutto convinzione che siano le grandi vigne a determinare il valore di un vino. Ciabot Mentin, Pajana, Mosconi, Ginestra e Bussia costituiscono oggi le differenti voci di questa storia. Domenico Clerico ha contribuito a cambiare il Barolo senza recidere il legame con la sua origine contadina, trasformando una piccola azienda di Monforte in una delle cantine più riconoscibili delle Langhe. Dietro il successo internazionale rimane però un principio molto semplice: prima della cantina viene la vigna, prima della tecnica viene la terra e il compito del vignaiolo è comprenderla abbastanza profondamente da permetterle di esprimersi nel vino.