LECLÈRE-TORRENS

CHAMPAGNE BRUT ROSÉ - LECLÈRE-TORRENS

Regular price €27,50 Sale price€48,00you save €20,50

Abbinamenti, La maggiore ricchezza aromatica e la consistenza dello Champagne Brut Rosé di Leclère-Torrens lo rendono particolarmente interessante a tavola, andando ben oltre il tradizionale aperitivo. È eccellente con tartare di tonno, salmone, crostacei e pesci dalla carne consistente, ma la sua componente fruttata permette di accompagnare magnificamente anche carni bianche, anatra, faraona e vitello. Particolarmente riuscito l'incontro con un petto d'anatra accompagnato da una salsa ai frutti rossi, dove le sfumature di fragola e ribes dello Champagne creano una piacevole continuità aromatica con il piatto. Ottimo anche con risotti ai funghi, preparazioni leggermente speziate e formaggi a pasta molle, soprattutto quando la loro cremosità viene bilanciata dalla freschezza e dall'effervescenza del vino. La maturità del frutto consente inoltre abbinamenti con dessert poco zuccherini a base di fragole, lamponi e frutti di bosco, evitando preparazioni eccessivamente dolci che potrebbero sovrastare il dosaggio Brut.
Alcol, 12%
Annata, Sans Année
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 90%, Pinot Nero 10%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut Rosé di Leclère-Torrens è una cuvée dalla personalità generosa e raffinata, capace di coniugare l'eleganza dello Chardonnay con la maggiore intensità aromatica delle uve vinificate in rosso. Nasce nella parte occidentale della Vallée de la Marne, dove la famiglia lavora le proprie vigne cercando di valorizzare soprattutto la maturità del frutto e l'equilibrio tra freschezza e struttura. Nel calice si presenta con un affascinante colore rosa ramato, impreziosito da delicati riflessi ambrati e aranciati, accompagnato da un'effervescenza fine e persistente. Il bouquet è ampio e avvolgente, con fragola matura, ribes e piccoli frutti rossi che incontrano progressivamente sfumature di fico, prugna essiccata e frutta in composta. Con l'ossigenazione emergono sensazioni più profonde, leggermente speziate e delicatamente evolute, che conferiscono al vino una complessità superiore a quella di molti Champagne Rosé costruiti esclusivamente sulla freschezza del frutto. Al palato è pieno, morbido e armonioso, con una bollicina piacevolmente cremosa che accompagna una materia generosa. La freschezza dello Chardonnay sostiene la componente più ricca e fruttata dell'assemblaggio, mentre il dosaggio ben calibrato contribuisce ad arrotondare il sorso senza comprometterne l'equilibrio. Il finale è persistente e piacevolmente gastronomico, con ritorni di fragola, ribes nero e frutta matura. Uno Champagne Rosé dal carattere evoluto e seducente, capace di unire immediatezza e profondità.

CURIOSITÀ:

Lo Champagne Brut Rosé nasce nel piccolo villaggio di Crouttes-sur-Marne, nell'estremità occidentale della Vallée de la Marne, dove Nathalie Leclère e Romaric Torrens conducono una realtà familiare che porta i loro cognomi. La particolarità di questa cuvée è la scelta di partire da una base di Chardonnay, alla quale viene aggiunta una percentuale di vino rosso prodotto con uve provenienti dai vigneti aziendali. Si tratta quindi di un Rosé d'Assemblage, una delle tecniche tradizionali della Champagne, che permette di costruire il carattere del vino attraverso l'incontro tra una base bianca e una componente vinificata in rosso. Nelle indicazioni storiche della maison la proporzione è di circa 85-90% Chardonnay e 10-15% vino rosso di Crouttes-sur-Marne, mentre i vigneti coinvolti nella produzione si trovano tra Crouttes-sur-Marne e Nanteuil-sur-Marne. La rifermentazione avviene in bottiglia secondo il Metodo Champenoise e il dosaggio finale è compreso indicativamente tra 6 e 7 grammi per litro, mantenendo così uno stile Brut equilibrato e non eccessivamente severo. La maison utilizza esclusivamente uve provenienti dalle proprie parcelle, conservando un controllo diretto sull'intera produzione. È interessante anche la scelta stilistica di questo Rosé: anziché privilegiare soltanto i profumi più giovani e immediati dei piccoli frutti rossi, Leclère-Torrens ricerca una maggiore maturità espressiva, lasciando emergere sfumature di frutta essiccata e composta. Una personalità che ha contribuito al riconoscimento della cuvée, premiata con la medaglia d'oro al Women's International Trophy 2025.

Leclère Torrens

Champagne Leclère-Torrens è una piccola realtà familiare di Crouttes-sur-Marne, nell’Aisne, all’estremità occidentale della Vallée de la Marne e in uno dei primi territori della denominazione Champagne che si incontrano arrivando da Parigi. È qui che Nathalie Leclère e Romaric Torrens hanno costruito il loro progetto, mantenendo una dimensione volutamente artigianale e lavorando esclusivamente le uve provenienti dai vigneti di famiglia. La maison nasce dall’unione dei loro cognomi e conserva ancora oggi un carattere fortemente domestico: Nathalie e Romaric seguono direttamente l’attività insieme ai figli, dalla gestione delle vigne alla vinificazione e alla commercializzazione. L’azienda nella sua forma attuale viene costituita nel 1996 e parte con una produzione minuscola, nell’ordine di appena 2.500 bottiglie; nel tempo cresce senza perdere la propria impostazione familiare, arrivando a produrne circa dieci volte tanto e sviluppando una gamma di sette cuvée. Il vigneto è suddiviso in una trentina di parcelle distribuite principalmente sui coteaux di Crouttes-sur-Marne e Charly-sur-Marne. Questa frammentazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti del domaine, perché consente alla famiglia di disporre di esposizioni, età delle vigne e caratteristiche pedologiche differenti e, soprattutto, di selezionare singoli appezzamenti quando un’annata ne mette particolarmente in evidenza il potenziale. Vengono coltivati tutti e tre i principali vitigni champenois – Meunier, Pinot Noir e Chardonnay – ma è il Meunier a possedere un ruolo centrale nell’identità territoriale. Nella Vallée de la Marne occidentale questa varietà trova infatti condizioni particolarmente favorevoli e Leclère-Torrens la considera non soltanto una componente degli assemblaggi, ma un vitigno capace di essere vinificato autonomamente e di raccontare una singola parcella. È proprio questa filosofia ad aver dato origine a Éphémère, una delle cuvée più personali della maison: nelle versioni recenti è un 100% Meunier proveniente dal lieu-dit Les Brézillonnes di Crouttes-sur-Marne, selezionato quando qualità e carattere della vendemmia consentono di isolarlo dal resto della produzione. L’edizione basata sulla vendemmia 2018, per esempio, nasce esclusivamente da questa parcella e viene proposta con un dosage di circa 5 g/l. La possibilità di scegliere tra una trentina di appezzamenti consente così a Nathalie e Romaric di mantenere una gamma classica e contemporaneamente sviluppare cuvée più specifiche quando una determinata vigna mostra qualcosa di particolare. La filosofia della casa rimane infatti legata all’assemblaggio champenois, ma senza rinunciare alla lettura del singolo vitigno. Il Brut tradizionale mette in evidenza soprattutto il carattere del Meunier, mentre il Blanc de Blancs è interamente dedicato allo Chardonnay e, secondo l’annata, può provenire anche da una sola parcella. PurMalys, precedentemente chiamata Réserve, nasce invece dall’incontro in parti uguali di Chardonnay e Pinot Noir della stessa vendemmia e il suo nome possiede una curiosa origine familiare: fu scelto richiamando il carattere della figlia della coppia, che partecipò anche alla realizzazione delle nuove etichette. Il Rosé viene costruito partendo da una base prevalentemente Chardonnay alla quale viene aggiunta una percentuale di vino rosso prodotto direttamente a Crouttes-sur-Marne. Accanto a queste interpretazioni compare il Brut Nature, nel quale la filosofia della maison viene portata verso una maggiore essenzialità. L’assemblaggio attuale è composto indicativamente da 60% Meunier, 20% Pinot Noir e 20% Chardonnay, unendo vini dell’annata e vini di riserva e soprattutto rinunciando completamente alla liqueur di dosage: 0 g/l, lasciando che siano maturità delle uve, affinamento e assemblaggio a costruire l’equilibrio finale. La presenza contemporanea di un Blanc de Blancs, di un Meunier in purezza e di un Brut Nature basato sui tre vitigni permette di comprendere bene il percorso di Leclère-Torrens: non una maison costruita intorno a una formula unica, ma una piccola proprietà che utilizza il proprio mosaico di parcelle per mostrare differenti volti della Vallée de la Marne. Anche le vecchie vigne hanno avuto un ruolo importante nella storia produttiva della famiglia. Un precedente Millésime 2013, per esempio, riuniva Chardonnay e Meunier e comprendeva uve provenienti da una parcella che all’epoca aveva 98 anni, testimonianza di un patrimonio viticolo nel quale alcune vigne hanno raggiunto età considerevoli. La produzione rimane comunque estremamente contenuta e questo consente a Nathalie e Romaric di mantenere un rapporto diretto con ogni fase del lavoro. È proprio la dimensione familiare a costituire uno degli elementi più autentici di Leclère-Torrens: non esiste la separazione tipica delle grandi maison tra vigneto, cantina e immagine commerciale, ma un progetto seguito direttamente dalla stessa famiglia e costruito nel tempo partendo da appena poche migliaia di bottiglie. Crouttes-sur-Marne e Charly-sur-Marne rimangono il centro di tutto, con il Meunier come interprete privilegiato di questa parte occidentale della Vallée de la Marne e Chardonnay e Pinot Noir utilizzati per completarne o modificarne l’espressione. PurMalys, Blanc de Blancs, Brut, Brut Nature, Rosé ed Éphémère diventano così differenti letture dello stesso patrimonio. Particolarmente significativa è proprio Éphémère: scegliere un singolo lieu-dit e vinificarne il Meunier in purezza significa riconoscere a questa varietà una dignità territoriale che per molto tempo in Champagne le era stata negata. Leclère-Torrens rappresenta quindi una Champagne lontana dalla monumentalità delle grandi maison: una trentina di parcelle, una produzione di poche decine di migliaia di bottiglie e una famiglia che continua a seguire direttamente il proprio vigneto. È una realtà piccola ma profondamente coerente con il territorio in cui nasce, capace di raccontare la Vallée de la Marne occidentale attraverso assemblaggi tradizionali e selezioni più contemporanee, mantenendo sempre al centro le proprie uve e soprattutto quel Meunier che costituisce una delle espressioni più autentiche delle colline di Crouttes-sur-Marne.