TENUTA FORNACE

PROVINCIA DI PAVIA IGP PINOT NERO "PEPARINO" 2022 - TENUTA FORNACE

Regular price €15,50 Sale price€17,50you save €2,00

Abbinamenti, La freschezza e la finezza del Peparino 2022 permettono di portarlo a tavola con grande libertà. È particolarmente riuscito con risotti ai funghi e porcini, dove la componente terrosa del piatto incontra le sfumature speziate del Pinot Nero, ma accompagna molto bene anche carni bianche, vitello, pollame, coniglio e arrosti non eccessivamente strutturati. La trama tannica delicata consente di abbinarlo a salumi, antipasti di terra e formaggi di media stagionatura, mentre la sua acidità lo rende interessante con primi piatti a base di ragù leggero. Con preparazioni più semplici può diventare anche un ottimo rosso da tutto pasto, proprio perché non affatica mai il palato.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Provincia di Pavia IGP
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Peparino 2022 di Tenuta Fornace è un Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese sottile, energico e decisamente personale, costruito più sulla freschezza e sulla speziatura che sulla concentrazione. Nel calice si presenta con un rosso rubino scarico, già attraversato da leggere sfumature mattone, perfettamente coerenti con la delicatezza naturale del vitigno. Il naso è fine e immediato: ciliegia, ribes e piccoli frutti rossi croccanti si intrecciano a una componente speziata particolarmente evidente, nella quale emerge soprattutto il pepe nero che ha ispirato il nome della cuvée. Con l’ossigenazione compaiono leggere sensazioni vegetali, erbe aromatiche e una delicata sfumatura vanigliata, senza mai perdere la nitidezza del frutto. Al palato è asciutto, agile e scattante, con un’acidità viva che imprime ritmo al sorso e una trama tannica fine e vellutata. La struttura rimane volutamente snella, mentre la componente speziata ritorna nella parte finale insieme a una piacevole sensazione sapida. È un Pinot Nero che non cerca muscoli né eccessive morbidezze, ma gioca sulla leggerezza, sulla precisione e su un carattere quasi aereo, mostrando un volto particolarmente spontaneo dell’Oltrepò Pavese.

CURIOSITÁ:

Il Peparino 2022 nasce da 100% Pinot Nero coltivato nei comuni di Rovescala e Mornico Losana, in Oltrepò Pavese, su vigneti posti tra circa 240 e 380 metri di altitudine e caratterizzati da esposizioni differenti, prevalentemente verso sud e nord-est. Le viti affondano le radici in terreni argillosi e marnosi e raggiungono densità elevate, comprese indicativamente tra 6.000 e 10.000 ceppi per ettaro. Tenuta Fornace conduce i vigneti in biologico affiancando pratiche biodinamiche e un progetto dedicato alla tutela dell’ambiente e della biodiversità; la vendemmia viene effettuata manualmente in cassette quando le uve hanno raggiunto la piena maturazione. In cantina la fermentazione parte spontaneamente esclusivamente grazie ai lieviti indigeni presenti sulle uve e la macerazione sulle bucce è relativamente breve, nell’ordine di circa 5-7 giorni. Per la 2022 una parte della massa è stata lavorata in acciaio, mentre la restante ha fermentato in tini di rovere aperti, anche con una quota di raspi e follature quotidiane. L’affinamento segue la stessa logica, dividendosi prevalentemente tra acciaio e una parte in legno francese. Il vino non viene chiarificato né filtrato e non prevede l’aggiunta di additivi o solfiti, mantenendo esclusivamente quelli che si sviluppano naturalmente durante la fermentazione. La gradazione si ferma al 12,5%, perfettamente coerente con il carattere agile della cuvée. Anche il nome Peparino nasce direttamente dalla sua personalità: Tenuta Fornace lo ha scelto pensando alla caratteristica nota di pepe nero del vino e a un carattere sottile ma vivace, sveglio ed energico, lo stesso che viene evocato dal curioso volto disegnato in etichetta.

Tenuta Fornace

Tenuta Fornace è una realtà familiare dell’Oltrepò Pavese con sede a Pieve di Rovescala, nell’estrema parte orientale della denominazione, oggi guidata da Andrea Rossi e costruita su una storia agricola che la famiglia fa risalire agli inizi dell’Ottocento. Le prime generazioni coltivavano la vite soprattutto per vendere le uve, destinando soltanto una piccola parte alla produzione domestica; tra le due guerre il nonno Beniamino iniziò ad aumentare la quantità vinificata e a imbottigliare le prime bottiglie, mentre negli anni Cinquanta Mario Rossi e il fratello Pietro svilupparono la vendita diretta alle osterie. Nel 1980 Mario avviò la costruzione dell’attuale cantina e pochi anni più tardi Andrea e il fratello Fabrizio cominciarono a occuparsi direttamente dell’attività; dal 1987, in seguito ai problemi di salute del padre, assunsero la responsabilità delle vigne e della produzione, ampliando progressivamente il patrimonio familiare. Nel 2010 i due fratelli scelsero percorsi differenti e Andrea proseguì autonomamente Tenuta Fornace, avviando la certificazione biologica e approfondendo contemporaneamente l’agricoltura biodinamica e rigenerativa. Oggi l’azienda dichiara circa 40 ettari vitati distribuiti in differenti zone dell’Oltrepò Pavese, mentre i vigneti posseduti nei Colli Tortonesi hanno fatto parte del progetto fino al 2024. La filosofia è particolarmente interessante perché non concentra tutte le varietà intorno alla cantina, ma cerca per ciascun vitigno il territorio ritenuto maggiormente vocato. A Rovescala, nella Tenuta La Pieve, si trovano i terreni più argillosi e vengono coltivate soprattutto Croatina e Barbera; tra Rovescala e Santa Maria della Versa, Cascina Mosca occupa una collina esposta a nord dove convivono vecchi Pinot Nero destinati al Metodo Classico, Pinot Nero da vinificazione in rosso, Malvasia, Moscato e vecchi impianti di Pinot Grigio. A Canneto Pavese, nella Tenuta Il Torchio, terreni argillosi e limosi attraversati da componenti sabbiose ospitano invece le varietà tradizionalmente utilizzate per il Buttafuoco: Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto, raccolte e fermentate insieme secondo l’antica composizione dei vigneti locali. A Mornico Losana, infine, terreni leggermente argillosi in superficie e gessosi in profondità, esposizioni settentrionali e importanti escursioni termiche ospitano alcune delle vigne più vecchie di Riesling e Barbera, oltre a Pinot Nero e Pinot Grigio. Questa vera e propria zonazione costituisce il cuore del pensiero di Andrea Rossi: non adattare il territorio alle esigenze produttive, ma collocare ogni varietà dove può raggiungere naturalmente il proprio equilibrio. La conduzione dei vigneti è certificata biologica e affiancata da pratiche biodinamiche e rigenerative, con inerbimenti spontanei, sovescio quando necessario, tutela delle siepi e della biodiversità e assenza di irrigazione. Andrea considera fertilità biologica e vitalità microbiologica del terreno elementi essenziali per ottenere uve sane e capaci di affrontare anche periodi di siccità, cercando di restituire continuamente sostanza organica attraverso l’erba e i residui vegetali prodotti dal vigneto stesso. Dal 2022 Tenuta Fornace è inoltre entrata nel circuito Triple “A” e nello stesso anno ha iniziato una collaborazione con il progetto Avanguardia dedicata a cru provenienti da vigne vecchie. La stessa impostazione prosegue in cantina, dove l’intervento viene ridotto drasticamente: tutte le fermentazioni sono spontanee e affidate ai lieviti indigeni presenti sulle uve, mosti e vini non vengono chiarificati né filtrati e la solforosa non viene normalmente aggiunta durante la vinificazione e l’imbottigliamento, salvo quantità minime quando le caratteristiche dell’annata lo rendono necessario. Tempo e basse temperature vengono utilizzati per ottenere naturalmente la sedimentazione, mentre acciaio, grandi botti di rovere e altri contenitori vengono scelti secondo varietà e stile. La produzione è estremamente articolata e racconta bene la volontà di recuperare tanto i vitigni quanto le tecniche tradizionali dell’Oltrepò: Croatina, Barbera, Pinot Nero, Riesling, Pinot Grigio, Moscato e Malvasia vengono trasformati in vini fermi, macerati, passiti, rifermentati e Metodo Classico. Caccialupo interpreta il Buttafuoco attraverso l’uvaggio storico di Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto e affina in grandi botti di rovere di Slavonia; Regina di Cuori mette invece al centro la Croatina, mentre Peparino esplora il Pinot Nero vinificato in rosso. Riva Longa rappresenta una delle espressioni più particolari della Croatina: vendemmia tardiva, circa due mesi di appassimento in pianta, macerazione sulle bucce di sessanta giorni, fermentazione spontanea e dodici mesi in grandi botti di Slavonia, senza chiarifica, filtrazione o aggiunta di solfiti. Anche i bianchi mostrano una forte componente sperimentale: Sette Nani è dedicato al Riesling, mentre Fumetto, Tuttosole e altre cuvée esplorano lunghe macerazioni di Pinot Grigio, Moscato e varietà locali; sul fronte delle bollicine, Bullicine e Festajole utilizzano la rifermentazione per interpretazioni più immediate, mentre Aeronautica Naturale porta il Pinot Nero nel Metodo Classico dell’Oltrepò Pavese. Tenuta Fornace rappresenta quindi una lettura estremamente personale dell’Oltrepò contemporaneo: dietro una gamma volutamente creativa esiste un progetto agricolo molto preciso, costruito sull’associazione tra vitigno e singolo territorio, sulla biodiversità e sulla volontà di intervenire il meno possibile durante la trasformazione dell’uva. Andrea Rossi definisce il vignaiolo più come accompagnatore che come artefice del vino, principio che spiega fermentazioni spontanee, assenza di filtrazione, utilizzo minimo della solforosa e ricerca continua su macerazioni e affinamenti. Dalle argille di Rovescala alle vigne più fresche di Mornico Losana, dai vecchi Pinot Nero di Cascina Mosca al tradizionale uvaggio del Buttafuoco di Canneto Pavese, ogni tenuta viene utilizzata per dare una collocazione precisa alle varietà storiche. È questa combinazione tra una storia familiare iniziata nell’Ottocento e una visione decisamente contemporanea dell’agricoltura biologica, biodinamica e rigenerativa a definire Tenuta Fornace: una cantina che utilizza il vino naturale non come semplice categoria stilistica, ma come conseguenza di terreni vivi, fermentazioni spontanee e della ricerca di un rapporto il più possibile diretto tra uva, territorio e bottiglia.