TREVISIOL

METODO CLASSICO SBOCCATURA TARDIVA NATURE BLANC DE BANC "EVOLUZIONE" 1989 - TREVISIOL

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Abbinamenti, La straordinaria evoluzione del 1989 richiede piatti capaci di dialogare con complessità, sapidità e note terziarie. È magnifico con crostacei importanti, capesante, scampi e gamberi, soprattutto se accompagnati da salse ridotte o componenti agrumate. Molto interessante con spaghetti ai frutti di mare, molluschi e preparazioni con finocchietto, dove la componente citrina e salina del vino trova una naturale continuità. Può accompagnare anche baccalà, pesce affumicato, risotti ai funghi e formaggi stagionati, ma è soprattutto una bottiglia da degustazione lenta, capace di cambiare continuamente nel bicchiere.
Alcol, 12%
Annata, 1989
Denominazione, Metodo Classico
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 70%, Pinot Bianco 30%

NOTE SENSORIALI:

Il Metodo Classico Nature “Evoluzione” 1989 di Trevisiol si presenta con un giallo dorato intenso e luminoso, testimonianza di un’evoluzione lunghissima ma ancora sorprendentemente vitale. Il naso si apre su mela cotta, pera matura e scorza di agrumi, per poi sviluppare progressivamente sfumature di frutta secca, miele leggero, spezie e pasticceria. Con l’ossigenazione emergono sensazioni più profonde di cedro, mandorla, erbe essiccate e leggere note iodate, mentre il lungo contatto con i lieviti dona un carattere complesso senza trasformare il vino in una semplice successione di note ossidative. Al palato colpisce soprattutto l’energia: la materia è sottile ma viva, attraversata da un’acidità ancora sorprendente e da una sapidità molto marcata. La bollicina è ormai perfettamente integrata nella tessitura del vino. Il finale è lungo, agrumato e salino, con ritorni di mela, pera e frutta secca. Una bottiglia fuori dal tempo, più vicina a un grande vino evoluto che a uno spumante convenzionale.

CURIOSITÀ:

Evoluzione nasce da uno dei progetti più singolari della storia di Trevisiol. Negli anni Ottanta Edoardo Trevisiol iniziò ad acquistare in Alto Adige partite di Chardonnay e Pinot Bianco particolarmente ricche di acidità, realizzando piccoli tiraggi Metodo Classico che rimasero per decenni nelle cantine di famiglia, senza un vero progetto commerciale. La produzione era minuscola, circa 600 casse per annata, e molte bottiglie venivano destinate a clienti e amici. Solo molto più tardi si comprese il valore di quello straordinario archivio: nacque così Evoluzione, raccolta di vecchie annate mantenute sui propri lieviti per periodi eccezionalmente lunghi. Il 1989 è composto indicativamente da 70% Chardonnay e 30% Pinot Bianco. Le bottiglie vengono sboccate tardivamente, senza dosaggio e addirittura senza rabbocco, scelta che può lasciare un livello leggermente più basso ma permette di conservare il vino nella sua forma più integra. È una sorta di fotografia liquida della spumantistica italiana degli anni Ottanta, capace di mostrare cosa può accadere quando acidità, lieviti e tempo vengono lasciati dialogare per decenni.

Trevisiol

Trevisiol è una delle realtà storiche della spumantistica di Valdobbiadene, una famiglia che lavora con il vino dagli inizi del Novecento e che ha costruito la propria identità molto prima che il Prosecco raggiungesse la notorietà internazionale di oggi. Le origini si trovano a Selva del Montello, dove il capostipite della famiglia iniziò a trasformare le uve locali in vino; il passaggio fondamentale arriva però nel 1934, quando Liberale Trevisiol si separa professionalmente dai fratelli e sviluppa una propria attività di vinificazione e spumantizzazione, inizialmente a Feltre e successivamente a Valdobbiadene, intuendo con largo anticipo le potenzialità delle colline che sarebbero diventate il cuore del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. I figli Maria, Mario ed Edoardo proseguono il percorso e nel 1979 compiono un investimento determinante acquistando l’azienda viticola di Collalto, nel territorio di Susegana, portando il patrimonio familiare a circa 10 ettari e permettendo alla cantina di controllare direttamente una parte significativa della materia prima.  I vigneti storici di Collalto sono caratterizzati prevalentemente da terreni calcareo-argillosi e sono dedicati soprattutto alla Glera, varietà attraverso la quale Trevisiol ha costruito gran parte della propria storia. Il lavoro sulle bollicine non si limita però a una lettura generica del Prosecco: particolare attenzione viene riservata alle Rive, le ripide colline che identificano specifiche sottozone della denominazione e nelle quali vendemmia manuale, rese inferiori e indicazione del millesimo permettono di evidenziare maggiormente le differenze tra suolo, esposizione e microclima. Trevisiol produce interpretazioni come Rive di Collalto e Rive di Ogliano, affiancandole a versioni Extra Brut nelle quali la Glera assume un profilo più asciutto e verticale. Ma è dalla seconda metà degli anni Ottanta che la storia della famiglia assume un carattere ancora più particolare. Con l’ingresso della terza generazione, rappresentata da Luigi e Paolo Trevisiol, la conoscenza maturata nella spumantizzazione viene applicata anche al Metodo Classico. Paolo, seguendo una ricerca già avviata dalla generazione precedente, sperimenta diverse zone italiane alla ricerca di basi capaci di sostenere lunghissimi affinamenti e individua nell’Alto Adige una delle aree più interessanti per acidità e qualità delle uve. Già negli anni Ottanta Edoardo Trevisiol aveva infatti iniziato ad acquistare Chardonnay e Pinot Bianco altoatesini e a realizzare piccoli tiraggi di Metodo Classico, nell’ordine di circa 600 casse per vendemmia, rimasti per molti anni quasi nascosti all’interno delle cantine di famiglia. Da questo straordinario archivio nasce molti anni dopo il progetto Evoluzione: vecchie annate di Metodo Classico, prevalentemente composte da circa 70% Chardonnay e 30% Pinot Bianco, lasciate riposare per decenni sui lieviti e successivamente proposte con sboccatura tardiva, senza ricolmatura e senza dosage. Alcune bottiglie risalgono agli anni Ottanta e costituiscono oggi una testimonianza rarissima della storia del Metodo Classico italiano, capace di mostrare l’evoluzione di basi spumante dopo permanenze sui lieviti difficilmente riscontrabili nella produzione nazionale. La ricerca sul Metodo Classico non è rimasta confinata a questo archivio storico: la famiglia ha continuato a lavorare su lunghi affinamenti, arrivando a produrre versioni Extra Brut con permanenze che raggiungono i 120 mesi, comprese interpretazioni bianche e rosé. Dal 2010 sono entrati stabilmente nell’attività anche Marco e Dario, figli di Paolo, che affiancano il padre nelle diverse fasi della conduzione e rappresentano la nuova generazione della famiglia. Trevisiol possiede quindi una doppia anima particolarmente affascinante: da una parte Valdobbiadene, la Glera e le Rive, con un patrimonio di circa dieci ettari che permette di raccontare direttamente le colline del Conegliano Valdobbiadene; dall’altra una ricerca sul Metodo Classico iniziata quando in Italia la cultura dei lunghi affinamenti era ancora estremamente limitata. È proprio Evoluzione a sintetizzare meglio questa seconda identità: non un progetto costruito oggi per seguire la crescita del Metodo Classico italiano, ma bottiglie realmente tirate negli anni Ottanta e conservate per decenni, nate quasi come una sperimentazione privata della famiglia e diventate successivamente un piccolo patrimonio storico. Oggi Paolo, Marco e Dario continuano così un percorso iniziato oltre un secolo fa, mantenendo insieme due mondi apparentemente differenti ma uniti dalla stessa competenza nella presa di spuma: l’immediatezza e la territorialità della Glera di Valdobbiadene e la profondità evolutiva di Chardonnay e Pinot Bianco sottoposti a lunghissime permanenze sui lieviti. È questa capacità di attraversare generazioni, territori e metodi produttivi differenti a rendere Trevisiol una realtà particolare nel panorama italiano delle bollicine, con radici profondamente venete ma una storia di sperimentazione che va ben oltre il solo Prosecco.