THIERRY ALLEMAND

CORNAS "CUVÉE R" 2022 - THIERRY ALLEMAND

Regular price €259,00 Sale price€290,00you save €31,00

Abbinamenti, La concentrazione e la componente speziata della Cuvée R 2022 richiedono una cucina intensa ma sufficientemente precisa da non soffocare la straordinaria finezza del vino. È magnifico con agnello arrosto, carré o cosciotto, piccione, anatra, cervo e selvaggina da piuma, mentre la componente affumicata e pepata della Syrah crea un legame naturale con carni alla brace e preparazioni cotte lentamente. Guancia di manzo, costine brasate e filetto di cinghiale sono abbinamenti particolarmente efficaci, così come piatti arricchiti da funghi, pepe nero ed erbe mediterranee. Con l’evoluzione in bottiglia diventerà sempre più interessante accanto a preparazioni di selvaggina e formaggi stagionati, quando le componenti fruttate inizieranno a lasciare spazio a note di cuoio, oliva, sottobosco e spezie.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Cornas ACC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Valle del Rodano (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Cornas Cuvée R 2022 di Thierry Allemand è una delle interpretazioni più profonde e ricercate della Syrah del Rodano settentrionale, nata dalle vecchie vigne del settore di Reynard e capace di combinare una concentrazione impressionante con una precisione quasi sorprendente. L’annata 2022, calda e solare, porta con sé un frutto particolarmente maturo, ma il lavoro di Allemand riesce a conservarne tensione e finezza. Nel calice mostra un rosso rubino profondo con intensi riflessi violacei. Il naso è stratificato e in continua evoluzione: mora, lampone nero, amarena e prugna scura incontrano violetta, pepe nero e spezie, seguiti da scorza d’arancia, erbe selvatiche, grafite e sottili sensazioni affumicate. Con l’ossigenazione emergono note più profonde di oliva nera, carne affumicata e roccia, senza che il frutto perda mai definizione. Al palato è concentrato e avvolgente, ma soprattutto teso e incredibilmente preciso: la massa del frutto è attraversata da una freschezza energica, mentre i tannini sono fitti, setosi e finissimi. La componente minerale accompagna tutto il sorso e conduce verso un finale lunghissimo, floreale, speziato e sapido. È un Cornas monumentale nella profondità ma non nella pesantezza, capace di esprimere contemporaneamente forza, purezza ed eleganza.

CURIOSITÀ:

La Cuvée R è l’attuale denominazione del vino storicamente conosciuto come Reynard ed è prodotta da 100% Syrah proveniente principalmente dalle vecchie vigne dell’omonimo lieu-dit di Cornas, poste sui ripidissimi versanti granitici esposti a sud. Le piante destinate a questa selezione raggiungono indicativamente i 55-65 anni e rappresentano il patrimonio più prezioso di Thierry Allemand; in alcune annate possono entrare nella cuvée anche piccole quantità provenienti dalle vigne più vecchie di Chaillot. Allemand ha costruito il proprio domaine praticamente da zero a partire dagli anni Ottanta, recuperando progressivamente piccoli appezzamenti sulle pendenze di Cornas e lavorando per anni anche al fianco di Robert Michel, una delle figure fondamentali della denominazione. Oggi dispone di appena circa cinque ettari e continua a praticare una viticoltura estremamente manuale: le forti pendenze e i terrazzamenti rendono impossibile gran parte della meccanizzazione e le vigne vengono lavorate senza diserbanti chimici, spesso con zappa e verricello. La 2022 viene vinificata con grappolo intero al 100%; la fermentazione inizia con una fase di macerazione carbonica e prosegue attraverso estrazioni molto delicate e poche follature, utilizzando i lieviti naturalmente presenti sulle uve. Anche l’affinamento segue una filosofia di sottrazione: niente rovere nuovo, ma lunghi periodi in legni usati e grandi contenitori, evitando che il legno interferisca con l’identità della Syrah e del granito di Reynard. L’utilizzo della solforosa è estremamente ridotto e Allemand realizza anche quantità minuscole senza aggiunta di solfiti.

Thierry Allemand

Thierry Allemand è una delle figure che hanno segnato più profondamente la rinascita moderna di Cornas, nel Rodano settentrionale, costruendo il proprio domaine praticamente da zero e trasformando un mosaico di vecchie parcelle recuperate nel corso degli anni in una delle interpretazioni più personali della Syrah. Non nasce all’interno di una grande proprietà viticola: prima di dedicarsi completamente al vino lavora come elettromeccanico e la sua formazione avviene soprattutto sul campo, collaborando con produttori storici di Cornas come Robert Michel e Noël Verset. Proprio da Verset acquista alla fine degli anni Ottanta alcune vigne nel prestigioso settore di Reynard, mentre negli anni precedenti e successivi recupera, acquista e prende in affitto appezzamenti spesso difficili da lavorare o parzialmente abbandonati. È un percorso lento e fisicamente durissimo, perché Cornas è un anfiteatro di pendii granitici estremamente ripidi, sostenuti dalle tradizionali terrazze e dai muretti a secco, dove gran parte delle operazioni deve necessariamente essere eseguita a mano. Il domaine raggiunge progressivamente circa 5-6 ettari e rimane ancora oggi una realtà minuscola, con una produzione nell’ordine di appena 12.000-15.000 bottiglie nelle annate normali.  Tutto ruota intorno alla Syrah, unico vitigno ammesso per i rossi di Cornas e protagonista assoluto del domaine. I vigneti sono distribuiti in diversi lieux-dits dell’appellazione, ma due nomi sintetizzano meglio di qualsiasi altro il lavoro di Allemand: Chaillot e Reynard. Chaillot nasce dall’assemblaggio di differenti parcelle e rappresenta generalmente l’espressione più aperta e immediatamente accessibile del domaine, pur conservando la profondità e la struttura tipiche di Cornas; Reynard proviene invece dalle vecchie vigne dell’omonimo settore ed è normalmente il vino più profondo, austero e longevo della cantina. La distinzione non è soltanto stilistica, ma deriva dalle differenti posizioni, esposizioni ed età delle vigne all’interno dell’anfiteatro di Cornas. Il territorio è dominato dal granito decomposto, localmente chiamato gore, mescolato secondo le zone a sabbie, argille e componenti calcaree; su questi terreni poveri la Syrah sviluppa radici profonde e rese naturalmente contenute, mentre le esposizioni calde consentono maturazioni complete pur mantenendo una forte impronta minerale. Il lavoro agricolo di Allemand è diventato quasi leggendario per intensità: niente diserbanti, moltissimo lavoro manuale e una cura estrema delle terrazze, tanto che già alla fine degli anni Duemila oltre venti persone potevano essere coinvolte nei lavori primaverili sui pochi ettari della proprietà. Allemand potrebbe formalmente rivendicare pratiche biologiche, ma ha storicamente preferito sottolineare il concetto di artigianato piuttosto che costruire la propria identità intorno a una certificazione. Anche in cantina l’approccio è essenziale e nasce dalla volontà di lasciare alla Syrah e al terroir il maggior spazio possibile. Le fermentazioni avvengono spontaneamente attraverso i lieviti indigeni e l’utilizzo della solforosa è estremamente ridotto. Le uve vengono lavorate con grande delicatezza e l’élevage avviene in legni usati, senza cercare l’impronta aromatica della barrique nuova. Il vino matura lentamente prima dell’imbottigliamento, mantenendo quella combinazione di frutto, componente floreale, spezie, oliva, note affumicate e mineralità ferrosa che può rendere la Syrah di Cornas immediatamente riconoscibile. Accanto a Chaillot e Reynard esiste inoltre Sans Soufre, prodotto soltanto quando le condizioni della vendemmia lo consentono e imbottigliato senza aggiunta di anidride solforosa, una delle espressioni più radicali della filosofia di Allemand. La sua importanza, tuttavia, non deriva semplicemente dall’utilizzo di tecniche oggi associate al vino naturale. Quando Thierry comincia a lavorare in questo modo, molte di queste pratiche non costituiscono ancora un movimento codificato: sono soprattutto il risultato dell’esperienza acquisita accanto alla vecchia generazione di Cornas e della convinzione che uve sane, rese contenute, fermentazioni spontanee e legni neutri siano sufficienti per produrre grandi vini. È proprio questo legame tra tradizione e sensibilità contemporanea ad aver reso il domaine così influente. Thierry Allemand non ha ereditato una grande cantina né un patrimonio già organizzato: ha costruito il proprio vigneto appezzamento dopo appezzamento, recuperando terrazze difficili e acquistando vecchie vigne quando Cornas godeva ancora di una notorietà decisamente inferiore rispetto a Hermitage o Côte-Rôtie. Oggi il domaine risulta ancora ufficialmente insediato a Cornas e guidato direttamente da Thierry Allemand, confermando una dimensione produttiva volutamente artigianale. Chaillot e Reynard sono diventati nel tempo due vini simbolo dell’appellazione, ma dietro la loro rarità rimane soprattutto una filosofia estremamente concreta: pochissimi ettari, Syrah in purezza, vecchie vigne sui pendii granitici, lavoro quasi interamente manuale, fermentazioni indigene, solforosa minima e affinamenti privi di qualsiasi volontà di maquillage. Allemand ha contribuito così a cambiare la percezione stessa di Cornas, dimostrando che la naturale potenza di questo territorio può convivere con una straordinaria finezza e che la Syrah, quando nasce da vigne mature e viene accompagnata senza forzature, può esprimere vini profondi ma allo stesso tempo vibranti, floreali e sorprendentemente eleganti. È questa combinazione tra durezza del paesaggio, precisione artigianale e assoluta fedeltà al territorio ad aver trasformato Thierry Allemand in uno dei riferimenti imprescindibili non soltanto di Cornas, ma dell’intero Rodano settentrionale.