CHÂTEAU LA NERTHE

Château La Nerthe è una delle proprietà storiche più importanti di Châteauneuf-du-Pape e la sua storia documentata risale al 1560, quando la famiglia de Tulle de Villefranche acquisì quella che allora era conosciuta come la Grange de Beauvenir. Per circa tre secoli la famiglia contribuì allo sviluppo del vigneto, alla costruzione del château e delle sue cantine e alla diffusione commerciale dei vini, che già nel XVIII secolo godevano di una reputazione internazionale. La Nerthe ebbe inoltre un ruolo pionieristico nella storia della denominazione: a partire dal 1776 iniziò a spedire regolarmente il proprio vino direttamente in bottiglia, anziché esclusivamente in fusto, contribuendo alla costruzione dell’immagine qualitativa di Châteauneuf-du-Pape ben prima della nascita dell’AOC. La fillossera segnò profondamente la proprietà nella seconda metà dell’Ottocento e nel 1870 il domaine venne ceduto a Joseph Ducos, figura fondamentale per la sua rinascita: Ducos ricostruì il vigneto attraverso l’innesto su portainnesti americani e contribuì alla valorizzazione della straordinaria diversità ampelografica di Châteauneuf-du-Pape. Alcune delle vecchie vigne legate alla futura Cuvée des Cadettes furono ripiantate già alla fine del XIX secolo e proprio il patrimonio di vecchi ceppi sarebbe diventato uno degli elementi distintivi della proprietà. Dal 1985 Château La Nerthe appartiene alla famiglia Richard, che ha avviato un importante lavoro di ristrutturazione e valorizzazione orientato alla viticoltura di precisione e alla lettura parcella per parcella dei differenti terroir. Oggi La Nerthe dispone di circa 90-92 ettari di vigneto, una superficie eccezionalmente ampia per Châteauneuf-du-Pape e concentrata in larga parte intorno al château. Il territorio è caratterizzato dal complesso mosaico geologico tipico della denominazione: galets roulés, argille, sabbie e componenti calcaree si alternano creando condizioni profondamente differenti anche tra parcelle relativamente vicine. Grenache, Syrah e Mourvèdre costituiscono il cuore dei rossi, accompagnati dagli altri vitigni storicamente autorizzati nell’appellazione, mentre per i bianchi assumono particolare importanza Roussanne, Clairette, Grenache Blanc e Bourboulenc. L’intera proprietà è certificata in agricoltura biologica e il lavoro contemporaneo punta a interpretare separatamente le diverse parcelle, adattando viticoltura e vinificazione alla natura del suolo, all’esposizione e al comportamento di ciascun vitigno. Anche in cantina l’approccio è costruito sulla diversità: acciaio, vasche in cemento e pietra, grandi tini di legno, foudres e barrique vengono utilizzati secondo la struttura e la naturale predisposizione delle differenti masse. I vini maggiormente tannici possono beneficiare della micro-ossigenazione delle pièces, mentre il Grenache viene spesso accompagnato in grandi foudres per preservarne il frutto e limitarne l’evoluzione ossidativa; alcune varietà vengono invece mantenute in contenitori neutri quando l’obiettivo è conservarne soprattutto immediatezza aromatica. Il Châteauneuf-du-Pape Rouge costituisce la sintesi del patrimonio aziendale e viene costruito attraverso un ampio assemblaggio nel quale Grenache, Syrah e Mourvèdre svolgono i ruoli principali, mentre il Châteauneuf-du-Pape Blanc mostra l’altra grande anima di La Nerthe attraverso le varietà bianche tradizionali del territorio. Due cuvée occupano però una posizione particolare nella storia della proprietà. Cuvée des Cadettes nasce dalle vigne più vecchie del domaine e mette al centro Grenache, Mourvèdre e Syrah, con vinificazione e affinamento pensati per ottenere maggiore profondità e capacità di evoluzione; Clos de Beauvenir rappresenta invece la selezione più importante tra i bianchi e nasce principalmente da Roussanne e Clairette, oggi affiancate anche dal Grenache Blanc secondo le vendemmie, con fermentazione e affinamento in legno. La gamma comprende inoltre Les Clavelles, interpretazione dedicata al Grenache, e le etichette Les Cassagnes de La Nerthe provenienti dai possedimenti della famiglia nell’area delle Côtes-du-Rhône. Château La Nerthe rappresenta quindi molto più di una grande proprietà di Châteauneuf-du-Pape: è uno dei domaines che hanno accompagnato praticamente l’intera evoluzione moderna del territorio, dalle prime testimonianze del XVI secolo alla commercializzazione in bottiglia nel Settecento, dalla ricostruzione post-fillossera fino alla viticoltura biologica contemporanea. La famiglia Richard ne custodisce oggi questo patrimonio attraverso una gestione che combina dimensione storica e precisione moderna, mantenendo al centro la diversità dei vitigni e dei suoli. Vecchie vigne, parcelle differenti, lunghi affinamenti e una delle più antiche tradizioni d’imbottigliamento della denominazione definiscono una cantina capace di produrre tanto grandi rossi quanto alcuni dei bianchi più rappresentativi di Châteauneuf-du-Pape. È proprio questa continuità, iniziata documentalmente nel 1560 e mai separata dall’identità del territorio, a rendere Château La Nerthe uno dei nomi storici imprescindibili del Rodano meridionale.