CHÂTEAU MARGAUX

Château Margaux è uno dei nomi fondamentali della storia di Bordeaux e uno dei cinque Premier Grand Cru Classé del Médoc, una proprietà la cui identità si è costruita nell’arco di oltre cinque secoli nel comune di Margaux-Cantenac. Le origini documentate risalgono almeno al XII secolo, quando il luogo era conosciuto come “La Mothe de Margaux”, ma è tra il 1572 e il 1582 che Pierre de Lestonnac trasforma radicalmente la proprietà, sostituendo progressivamente le colture cerealicole con la vite e ponendo le basi del vigneto moderno. Già all’inizio del Seicento il régisseur Berlon introduce pratiche sorprendentemente avanzate per l’epoca, separando la vinificazione delle uve rosse da quelle bianche, prestando attenzione alla maturità della vendemmia e iniziando a distinguere le parcelle in funzione dei terreni e delle varietà. Nel XVIII secolo la reputazione di Margaux è ormai internazionale: nel 1705 il suo vino compare in un’asta pubblicata dalla London Gazette, il millesimo 1771 entra nel catalogo di Christie’s e Thomas Jefferson, durante il suo soggiorno in Francia, lo colloca tra i grandi riferimenti di Bordeaux. L’immagine monumentale che conosciamo oggi nasce però all’inizio dell’Ottocento. Nel 1801 la proprietà viene acquistata da Bertrand Douat, marchese de La Colonilla, che affida all’architetto bordolese Louis Combes la costruzione dell’attuale château. I lavori iniziano nel 1810 e danno origine a uno dei più importanti esempi di architettura neo-palladiana francese, tanto da guadagnarsi nel tempo il soprannome di “Versailles del Médoc”. Combes progetta non soltanto la residenza, ma l’intero complesso agricolo con cuvier, cantine, tonnellerie e fabbricati disposti secondo una logica funzionale ancora oggi perfettamente leggibile. Nel 1855 arriva il riconoscimento destinato a fissarne definitivamente il prestigio: in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, Château Margaux viene classificato Premier Grand Cru Classé e risulta l’unico tra i quattro Premier Cru dell’epoca a ottenere il punteggio massimo di venti ventesimi nella valutazione che accompagnò la classificazione. Dopo fillossera, crisi economiche e diversi passaggi di proprietà, il momento decisivo della storia moderna arriva nel 1977, quando André Mentzelopoulos acquista Château Margaux dalla famiglia Ginestet in un periodo estremamente difficile per Bordeaux. Mentzelopoulos investe immediatamente nel drenaggio dei vigneti, nei reimpianti, nelle cantine e nella selezione delle uve, reintroduce Pavillon Rouge, ridefinisce Pavillon Blanc e introduce l’affinamento in barrique nuove, affidandosi anche alla consulenza di Émile Peynaud. Dopo la sua morte nel 1980, la figlia Corinne Mentzelopoulos prosegue questa trasformazione e conduce la proprietà attraverso una delle sue stagioni più prestigiose, affiancata per oltre trent’anni da Paul Pontallier, entrato nel 1983 e successivamente diventato direttore generale. Dal 2023 è iniziato un nuovo passaggio generazionale: Corinne ha affidato la gestione al figlio Alexis Leven-Mentzelopoulos, mentre la figlia Alexandra è diventata presidente del consiglio di sorveglianza della holding familiare. La proprietà conserva ancora oggi l’estensione storica di circa 265 ettari, dei quali circa 100 dedicati alla vite: 87 ettari producono uve rosse e 12 ettari sono destinati al Sauvignon Blanc. Il vigneto è suddiviso in 126 parcelle accuratamente mappate e poggia su uno dei grandi terroir di graves del Médoc, formato da depositi quaternari di ghiaia, sabbia e argilla sovrapposti a formazioni più antiche di calcare e argilla. Le profonde graves assicurano un drenaggio eccellente, costringendo le radici a esplorare gli strati inferiori del terreno e contribuendo alla regolarità della maturazione. Il Cabernet Sauvignon domina il vigneto rosso ed è il principale responsabile della struttura, della profondità e della straordinaria capacità di evoluzione del Grand Vin; Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot completano il patrimonio, apportando rispettivamente rotondità, complessità aromatica, freschezza e componente speziata. L’età media delle vigne rosse è di circa 35 anni, ma alcune parcelle risalgono al 1951. Il vigneto bianco è invece interamente dedicato al Sauvignon Blanc, con un’età media vicina ai cinquant’anni. Negli ultimi anni Château Margaux ha completato la conversione all’agricoltura biologica e parallelamente continua un importante lavoro di ricerca su suoli, materiale vegetale, adattamento climatico e pratiche biodinamiche sperimentali. La selezione delle uve è estremamente rigorosa e costituisce uno dei segreti della costanza qualitativa della proprietà: soltanto una parte della vendemmia viene destinata al Grand Vin du Château Margaux, mentre le selezioni successive danno origine a Pavillon Rouge du Château Margaux e, dal 2009, a Margaux du Château Margaux. Il Grand Vin rimane naturalmente il vertice assoluto della produzione e nasce prevalentemente dal Cabernet Sauvignon delle migliori parcelle, con proporzioni che cambiano secondo il millesimo. Fermentazioni separate, selezione parcella per parcella e affinamento in barrique accompagnano un vino celebre non tanto per la potenza quanto per la combinazione quasi unica di profondità, finezza tannica, complessità aromatica e longevità. Pavillon Rouge possiede a sua volta una storia molto antica: già alla fine dell’Ottocento le selezioni escluse dal Grand Vin venivano commercializzate separatamente, mentre il nome attuale si consolida nel Novecento e viene rilanciato con grande rigore dopo l’arrivo di André Mentzelopoulos. Un capitolo completamente autonomo è Pavillon Blanc du Château Margaux, prodotto esclusivamente da Sauvignon Blanc. La proprietà produce vino bianco almeno dalla fine del XVII secolo; nell’Ottocento era conosciuto come “Château Margaux vin de sauvignon”, mentre dal 1920 assume il nome Pavillon Blanc. Le vigne occupano circa 12 ettari e le rese particolarmente basse permettono di ottenere uno dei Sauvignon Blanc più concentrati e longevi di Bordeaux. Nel 2015, in occasione del bicentenario dell’edificio storico, Château Margaux ha inaugurato una nuova cantina progettata da Norman Foster, primo intervento architettonico di grande portata sulla proprietà dai tempi di Louis Combes, creando nuovi spazi di vinificazione e ricerca senza alterare l’armonia del complesso ottocentesco. Château Margaux rappresenta quindi molto più di un grande vino del Médoc: è uno dei rarissimi domaines nei quali storia, architettura, terroir e continuità familiare sono rimasti intimamente collegati per secoli. Dai primi vigneti di Pierre de Lestonnac alla classificazione del 1855, dalla rinascita iniziata da André Mentzelopoulos nel 1977 fino alla nuova generazione rappresentata da Alexis e Alexandra, ogni fase ha aggiunto precisione senza modificare l’identità fondamentale della proprietà. Cabernet Sauvignon, profonde graves, selezione estrema e tempo rimangono i pilastri di uno stile che ha reso Château Margaux sinonimo di eleganza bordolese: vini capaci di possedere enorme intensità senza perdere finezza, destinati nelle grandi annate a evolvere per decenni e a raccontare uno dei terroir più celebrati della storia del vino.