GATTO PIERFRANCESCO

L’Azienda Agricola Gatto Pierfrancesco è una realtà familiare di Castagnole Monferrato, in provincia di Asti, le cui origini risalgono ai primi anni del Novecento e che oggi rappresenta una delle interpretazioni più complete del patrimonio viticolo del Monferrato astigiano. Tre generazioni si sono succedute nella gestione dell’azienda, seguendo progressivamente l’intera filiera dalla coltivazione delle uve fino alla vinificazione e alla commercializzazione diretta. La svolta contemporanea arriva nel 1993, quando Pierfrancesco Gatto entra ufficialmente nell’attività di famiglia e sceglie di concentrare il progetto sulla qualità e sulla valorizzazione delle varietà storiche del territorio, in particolare Barbera e Grignolino, alle quali si affianca il Ruchè, diventato nel tempo uno dei vini più rappresentativi della cantina. Oggi l’azienda dispone di circa 25 ettari vitati e i vigneti sono distribuiti tra Castagnole Monferrato, Montemagno Monferrato e Viarigi, tre comuni caratterizzati da un paesaggio collinare riconosciuto all’interno del territorio vitivinicolo del Monferrato. La posizione delle diverse parcelle permette a Pierfrancesco di lavorare vitigni con caratteristiche molto differenti mantenendo come filo conduttore l’identità piemontese: Ruchè, Barbera e Grignolino costituiscono il nucleo storico, mentre Nebbiolo, Pinot Nero e Viognier ampliano progressivamente il linguaggio della cantina. Il Ruchè assume naturalmente un ruolo centrale proprio perché Castagnole Monferrato rappresenta il cuore della sua denominazione: varietà aromatica e profondamente legata a una piccola area del Monferrato, viene interpretata attraverso Caresana, versione più immediata e territoriale, e San Vittore, Ruchè di Castagnole Monferrato Riserva destinato a mostrare una maggiore profondità ed evoluzione. La Barbera viene invece declinata attraverso diverse vinificazioni che permettono di comprenderne la versatilità. Robiano nasce a Montemagno Monferrato da vigne con un’età media di circa vent’anni, fermenta a temperatura controllata e affina per sei mesi in acciaio, privilegiando quindi freschezza, frutto e bevibilità; Vigna Serra, sempre Barbera d’Asti ma nella tipologia Superiore, affronta invece sedici mesi in grandi botti da 26 ettolitri, sviluppando maggiore struttura e complessità senza affidarsi a un'impronta marcata del piccolo legno. Prambarola recupera infine un volto più tradizionale e quotidiano del territorio attraverso una Barbera del Monferrato frizzante, affinata in acciaio e sottoposta alla presa di spuma in autoclave, espressione di quella cultura del vino conviviale che per generazioni ha accompagnato la cucina piemontese. Anche il Grignolino viene trattato come una varietà identitaria e non come semplice presenza complementare: Montalto nasce a Castagnole Monferrato e viene vinificato attraverso una breve fermentazione seguita da circa sei mesi in acciaio, conservando il colore naturalmente tenue, il carattere floreale e speziato e quella particolare trama tannica che costituisce la firma del vitigno. La parte più contemporanea della produzione emerge invece attraverso varietà meno immediatamente associate a Castagnole. Gatto Matto è un Monferrato Nebbiolo proveniente da Viarigi che matura per diciotto mesi in botti da 26 ettolitri, dimostrando la volontà di Pierfrancesco di interpretare il Nebbiolo anche fuori dalle denominazioni piemontesi più celebri; Gatto Nero nasce sempre a Viarigi da Pinot Nero e affronta un affinamento decisamente più importante, con ventiquattro mesi in tonneaux da 500 litri e successivo riposo in bottiglia. Gatto Bianco, ottenuto da Viognier, completa una gamma prevalentemente rossa introducendo una varietà bianca aromatica capace di trovare una propria espressione sulle colline monferrine. La produzione comprende inoltre Percento, Monferrato Rosso che amplia ulteriormente il lavoro sugli assemblaggi. Il risultato è una cantina che non concentra la propria identità su una singola etichetta, ma utilizza un patrimonio relativamente ampio di vigneti per raccontare diverse anime del Monferrato. Acciaio, grandi botti e tonneaux vengono scelti in funzione del vitigno e dell’obiettivo stilistico: nessuna tecnica viene applicata indistintamente a tutta la gamma, ma la Barbera più immediata rimane protetta dall’acciaio, le selezioni più strutturate vengono accompagnate dal grande legno e varietà come Pinot Nero richiedono affinamenti più lunghi in contenitori di dimensioni inferiori. È proprio questa capacità di mantenere insieme tradizione e interpretazioni meno convenzionali a definire oggi Gatto Pierfrancesco. Dietro la gamma rimane una storia familiare iniziata oltre un secolo fa e profondamente radicata nelle colline astigiane, ma dal 1993 Pierfrancesco ha trasformato quel patrimonio agricolo in un progetto sempre più riconoscibile, nel quale i vitigni autoctoni continuano ad avere la priorità. Ruchè, Barbera e Grignolino raccontano l’anima più autentica di Castagnole e Montemagno; Nebbiolo, Pinot Nero e Viognier mostrano invece una volontà di esplorare le potenzialità del territorio oltre le sue interpretazioni più classiche. Con circa 25 ettari vitati e una produzione nell’ordine delle 60.000 bottiglie annue, Gatto Pierfrancesco conserva così una dimensione familiare pur disponendo di una gamma articolata: un’azienda profondamente monferrina che ha scelto di costruire la propria identità sulla diversità dei vitigni e sulla valorizzazione di quelle varietà storiche che continuano a rappresentare una delle ricchezze più autentiche del Piemonte.