GIUSEPPE MASCARELLO

Giuseppe Mascarello e Figlio è una delle cantine storiche di riferimento di Castiglione Falletto e una delle espressioni più fedeli alla tradizione del Barolo. La famiglia Mascarello lavora la vite da oltre un secolo e mezzo: inizialmente come massari della marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo presso la Cascina Manescotto di La Morra e, dal 1881, in proprio con Giuseppe Mascarello. Il passaggio fondamentale arriva nel 1904, quando il figlio Maurizio, detto Morissio, acquista una proprietà nel Monprivato di Castiglione Falletto, vigneto destinato a diventare indissolubilmente legato al nome della famiglia. Nel corso delle generazioni la proprietà viene ampliata con parcelle in altri importanti terroir, ma senza modificare l’impostazione originaria: ogni vigneto viene considerato individualmente e le sue uve vengono vinificate separatamente, tanto che ancora oggi sulle etichette vengono riportati vigneto e comune di provenienza. Il patrimonio aziendale comprende circa 15 ettari e ha nel Nebbiolo il proprio centro assoluto, affiancato da Barbera, Dolcetto e Freisa. Il luogo simbolo rimane Monprivato, storico vigneto di Castiglione Falletto documentato già nel XVII secolo e situato intorno ai 280 metri di altitudine, acquisito dalla famiglia all’inizio del Novecento. Da qui nasce il Barolo Monprivato, prodotto separatamente dalla vendemmia 1970 e diventato nel tempo la bottiglia che meglio identifica Giuseppe Mascarello e Figlio. All’interno dello stesso vigneto Mauro Mascarello ha inoltre sviluppato una selezione ancora più rigorosa, basata su una selezione massale di Nebbiolo Michèt: il Barolo Riserva Monprivato Cà d’Morissio, dedicato proprio a Maurizio Mascarello e realizzato esclusivamente nelle vendemmie considerate eccezionali. Accanto a Monprivato, la cantina interpreta altri grandi terroir attraverso Barolo vinificati separatamente: Villero a Castiglione Falletto e Santo Stefano di Perno a Monforte d’Alba sono oggi tra le etichette centrali della produzione, mentre le stesse vigne danno origine anche a Barbera e Dolcetto capaci di raccontare il territorio attraverso varietà differenti dal Nebbiolo. La gamma comprende inoltre Barbera d’Alba Codamonte, Scudetto e Vigna Santo Stefano di Perno, Dolcetto d’Alba Vigna Bricco Mirasole e Vigna Santo Stefano di Perno, Langhe Freisa Toetto, Langhe Nebbiolo e Langhe Rosso Status. In cantina l’impostazione rimane volutamente tradizionale e rappresenta uno degli elementi che hanno reso Giuseppe Mascarello e Figlio immediatamente riconoscibile nel panorama delle Langhe: vinificazioni separate secondo il vigneto, tempi distesi e soprattutto affinamenti nelle grandi botti di rovere di Slavonia, senza cercare nel legno piccolo una scorciatoia verso morbidezza o concentrazione. La stessa azienda considera queste pratiche una continuità culturale con il lavoro delle quattro generazioni che l’hanno preceduta. La filosofia è particolarmente evidente nei Barolo, vini che non vengono costruiti per risultare immediatamente accomodanti ma per svilupparsi lentamente, lasciando al Nebbiolo e al tempo il compito di trasformare tannino, acidità e struttura in complessità. Oggi la proprietà è legata alla figura di Mauro Mascarello, pronipote del fondatore e continuatore di una linea produttiva rimasta straordinariamente coerente anche durante gli anni in cui una parte delle Langhe si orientava verso macerazioni più brevi e barrique. Giuseppe Mascarello e Figlio rappresenta quindi una delle testimonianze più autentiche della continuità del Barolo tradizionale: una storia iniziata ufficialmente nel 1881, il Monprivato acquisito nel 1904, vigneti lavorati e vinificati individualmente e grandi botti di Slavonia utilizzate come strumento di affinamento anziché come firma aromatica. Monprivato ne costituisce il cuore storico, Villero e Santo Stefano di Perno ne ampliano la lettura territoriale e Cà d’Morissio rappresenta la selezione più rara e ambiziosa. È proprio questa fedeltà alla singola vigna, unita alla capacità di aspettare il vino senza forzarne l’evoluzione, ad aver costruito l’identità di Giuseppe Mascarello e Figlio: una cantina nella quale il Barolo rimane prima di tutto espressione del Nebbiolo, del luogo da cui proviene e del tempo necessario perché possa raccontarlo pienamente.