PROGETTO HASTAE
Hastae è uno dei progetti più singolari nella storia recente del vino piemontese, nato nel 1996 dall’incontro tra alcuni dei nomi più importanti legati alla Barbera d’Asti con un obiettivo preciso: dimostrare che la Barbera, allora ancora troppo spesso considerata un vino quotidiano e immediato, potesse raggiungere livelli di concentrazione, complessità e capacità di invecchiamento paragonabili ai grandi rossi italiani. Il nome scelto richiama “Hasta”, l’antica denominazione latina di Asti, sottolineando fin dall’inizio il legame con il territorio. Al progetto parteciparono cinque prestigiose famiglie del vino piemontese – Braida, Michele Chiarlo, Coppo, Prunotto e Vietti – affiancate dalla famiglia Berta per la parte legata alla distillazione. Michele Chiarlo indica infatti il 1996 come anno della fondazione di Hastae, nata con l’intento di sperimentare e promuovere la Barbera d’Asti e il suo territorio. Il simbolo di questa collaborazione diventa Quorum, una Barbera d’Asti concepita non come espressione di una singola azienda ma come risultato collettivo: ciascun produttore selezionava nei propri vigneti alcune delle migliori uve Barbera e le conferiva al progetto, mettendo insieme terroir, esperienze e sensibilità differenti. L’idea stessa del nome Quorum richiama il numero necessario perché una decisione collettiva possa essere presa e sintetizza perfettamente lo spirito dell’iniziativa: nessuna delle aziende partecipanti avrebbe dovuto prevalere sulle altre e il vino finale doveva rappresentare una visione condivisa della grande Barbera piemontese. Il progetto nasce in un momento particolarmente importante per questo vitigno. Tra gli anni Ottanta e Novanta diversi produttori piemontesi stavano infatti ripensando profondamente la Barbera attraverso rese più contenute, maggiore maturità delle uve e affinamenti in legno, cercando di dimostrare che la sua naturale acidità poteva diventare la struttura portante di vini importanti e longevi. Hastae porta questa ricerca a una dimensione collettiva, riunendo produttori che individualmente avevano già contribuito alla trasformazione qualitativa del territorio. Quorum viene prodotto esclusivamente da Barbera e le migliori vendemmie mostrano una materia particolarmente ricca, sostenuta dalla tipica freschezza del vitigno e accompagnata dall’affinamento in rovere; le vecchie annate hanno dimostrato inoltre una notevole capacità di evoluzione, tanto che bottiglie degli anni Novanta e dei primi Duemila continuano ancora oggi a essere ricercate sul mercato. Le fonti contemporanee classificano infatti Quorum come Barbera d’Asti da uve Barbera, mentre annate come 1999 ottennero all’epoca importanti riconoscimenti dalla critica internazionale. Alla produzione del vino venne affiancata anche Quorum Grappa, realizzata dalla famiglia Berta utilizzando le vinacce provenienti dallo stesso progetto, completando così l’idea originaria di valorizzare integralmente la Barbera attraverso vino e distillazione. Hastae rimane quindi una testimonianza particolarmente significativa di una fase storica del Piemonte: quella in cui un gruppo di produttori già affermati decise di mettere temporaneamente da parte le rispettive identità aziendali per costruire insieme un unico vino. Braida, Michele Chiarlo, Coppo, Prunotto e Vietti rappresentavano interpretazioni differenti del Piemonte vitivinicolo, mentre Berta portava nel progetto una delle grandi tradizioni regionali della distillazione; Quorum divenne il punto d’incontro tra queste esperienze. Più che una cantina tradizionale, Hastae deve quindi essere considerata un progetto collettivo dedicato alla valorizzazione della Barbera d’Asti, nato nel 1996 e oggi soprattutto legato alla memoria delle sue storiche bottiglie. È proprio questo carattere irripetibile a renderlo interessante: Quorum fotografa un momento nel quale alcuni dei più importanti protagonisti del vino piemontese scelsero di lavorare insieme per cambiare la percezione della Barbera, trasformando un vitigno popolare e profondamente radicato nella cultura contadina astigiana in un rosso ambizioso, strutturato e capace di attraversare decenni di affinamento.