MARX-COUTELAS

Champagne Marx-Coutelas è una piccola realtà familiare di Venteuil, nella Vallée de la Marne, le cui radici viticole sono documentate almeno dal 1675 e che oggi trova in Bryan Marx il protagonista della nuova generazione. La produzione di Champagne propriamente detta comincia nel 1927, quando Pierre Coutelas decide di vinificare e imbottigliare direttamente le proprie uve; successivamente la figlia Claudine Coutelas sposa Jacques Marx, anch’egli appartenente a una famiglia di viticoltori, dando origine al nome Marx-Coutelas che ancora oggi identifica il domaine. Dopo la generazione di Patrick Marx, il progetto è progressivamente passato nelle mani del figlio Bryan, che ha intrapreso un importante lavoro di rinnovamento senza cancellare l’eredità familiare. La proprietà conta oggi circa 5,5 ettari suddivisi in una trentina di parcelle tra Venteuil e i villaggi circostanti della Vallée de la Marne, una dimensione estremamente contenuta che permette di lavorare separatamente vigneti, esposizioni e vitigni differenti. Uno degli appezzamenti storicamente più importanti della famiglia si trova su un plateau esposto a sud, caratterizzato superficialmente da sabbie e argille che poggiano su un profondo substrato calcareo: una stratificazione particolarmente interessante perché combina capacità drenante, maturità del frutto e tensione minerale. Meunier, Pinot Noir e Chardonnay convivono all’interno del patrimonio aziendale, ma il Meunier assume naturalmente un ruolo centrale in questa parte della Vallée de la Marne e Bryan ha scelto di trattarlo sempre più come un autentico vitigno da terroir anziché semplicemente come componente destinata agli assemblaggi. Il lavoro contemporaneo in vigneto è orientato verso una viticoltura organica e sostenibile, con progressiva eliminazione dei prodotti di sintesi, presenza di erbe tra i filari e maggiore attenzione alla biodiversità e alla vitalità del terreno. Parallelamente è cambiato anche il momento della raccolta: Bryan ricerca maturità più complete rispetto al passato, condizione che permette di ottenere vins clairs già equilibrati e strutturati prima della presa di spuma e di ridurre conseguentemente il dosage. In cantina tradizione e sensibilità contemporanea convivono in maniera particolarmente interessante. La famiglia conserva ancora antiche cantine scavate manualmente nella craie, nelle quali vengono custoditi vini di riserva e bottiglie durante l’affinamento, mentre per la pressatura viene utilizzato anche uno storico torchio in legno. Acciaio e legno vengono scelti secondo la personalità della cuvée e delle singole parcelle, senza cercare di imporre una tecnica uniforme all’intera produzione. Il lavoro sui vini di riserva è diventato uno degli aspetti più riconoscibili della maison e trova la propria espressione nelle cuvée Perpétuellement Blanc e Perpétuellement Noir, costruite attraverso riserve perpetue che collegano differenti vendemmie e permettono di ottenere profondità e continuità mantenendo dosaggi estremamente contenuti. Tradition rappresenta invece la lettura più classica della casa e riunisce i tre vitigni principali della Champagne, offrendo una sintesi del patrimonio di Venteuil e delle parcelle familiari. Les Barils approfondisce il rapporto tra Chardonnay e Pinot Noir attraverso una vinificazione maggiormente legata al legno, mentre Harmonie mostra il volto più essenziale della produzione ed è proposto come Brut Nature. Il percorso di Bryan si spinge però sempre più verso le singole parcelle e il vino fermo: Les Grands Jardins, Coteaux Champenois Rouge da Pinot Noir, testimonia la volontà di osservare il territorio anche senza l’intermediazione della seconda fermentazione. Particolarmente significativa è inoltre la parcella Les Avaunes di Venteuil, il cui Meunier è stato scelto dal progetto Cose per una microvinificazione parcellare in purezza: un riconoscimento interessante della qualità delle uve coltivate da Bryan e della capacità del Meunier di questa zona di esprimersi autonomamente. Bryan è inoltre coinvolto in Epicurewine, collettivo nato per riunire e dare visibilità a una nuova generazione di vignaioli champenois orientati verso produzioni indipendenti, territoriali e sperimentali. Marx-Coutelas rappresenta così perfettamente il passaggio tra due epoche della Champagne: alle spalle ci sono una famiglia documentata nel vino dal XVII secolo, le prime bottiglie di Pierre Coutelas nel 1927, le cantine scavate nella craie e il vecchio torchio; davanti c’è la ricerca di Bryan Marx, costruita su maturità delle uve, biodiversità, dosaggi ridotti, riserve perpetue e crescente attenzione alle singole parcelle. I circa 5,5 ettari di Venteuil diventano quindi un laboratorio nel quale Meunier, Pinot Noir e Chardonnay vengono osservati senza gerarchie prestabilite e accompagnati con tecniche differenti secondo il carattere del vino. È proprio questo equilibrio tra memoria familiare e nuova sensibilità a rendere Marx-Coutelas particolarmente interessante: una piccola maison della Vallée de la Marne che non ha rinnegato la propria tradizione, ma la sta progressivamente trasformando in una lettura più precisa, libera e contemporanea del territorio.