TENUTA ROLETTO

Tenuta Roletto è una storica realtà vitivinicola di Cuceglio, nel cuore del Canavese torinese, territorio nel quale la famiglia coltiva la vite dalla fine dell’Ottocento e dove l’Erbaluce rappresenta da sempre il centro dell’identità aziendale. La storia viene fatta risalire al 1888, quando Giovanni Tinetti, bisnonno degli attuali proprietari e originariamente conciatore, acquista i primi terreni e trasforma progressivamente la propria passione per il vino in un'attività agricola vera e propria. La proprietà passa successivamente attraverso le generazioni fino a Domenica Roletto, nipote del fondatore, e al marito Antonino Iuculano Mamao, che hanno sviluppato la tenuta ampliandone considerevolmente il patrimonio viticolo e trasformandola in una delle realtà più strutturate del Canavese. Oggi le fonti di settore indicano una superficie nell’ordine di 50-65 ettari vitati, concentrati soprattutto intorno a Cuceglio, all’interno dell’anfiteatro morenico di Ivrea.  Questo territorio costituisce uno degli elementi fondamentali per comprendere i vini: il paesaggio è il risultato dell’azione dell’antico ghiacciaio Balteo, che nel corso delle ere geologiche ha lasciato enormi depositi morenici composti da sabbie, ciottoli, ghiaie e materiali minerali. Sono terreni generalmente poveri, drenanti e particolarmente adatti alla vite, nei quali l’Erbaluce riesce a conservare una delle sue caratteristiche più importanti, l’elevata acidità naturale. È proprio l’Erbaluce il grande protagonista di Tenuta Roletto e viene interpretato praticamente in tutte le forme previste dalla tradizione canavesana: vino bianco fermo, Metodo Martinotti, Metodo Classico e Passito di Caluso. Questa versatilità permette alla cantina di mostrare quanto lo stesso vitigno possa cambiare attraverso vendemmia, vinificazione e soprattutto tempo. LEI rappresenta l’interpretazione più immediata dell’Erbaluce di Caluso DOCG, mentre Muliné approfondisce maggiormente struttura e complessità. Particolarmente importante è il lavoro sulle bollicine, settore nel quale Tenuta Roletto ha investito con decisione sfruttando proprio l’acidità e la longevità naturale dell’Erbaluce. Gran Cuvée viene affinato secondo il Metodo Classico, mentre Sessanta porta la permanenza sui lieviti a 60 mesi; Centoventi spinge questa ricerca fino a 120 mesi, cioè dieci anni di affinamento sui lieviti, dimostrando il potenziale evolutivo di un vitigno troppo spesso considerato soltanto nella sua espressione giovane e verticale. Al polo opposto si trova il Passito di Erbaluce di Caluso DOCG, una delle interpretazioni storicamente più importanti della denominazione: i grappoli vengono accuratamente selezionati e lasciati appassire per almeno tre mesi, concentrando zuccheri, acidità e patrimonio aromatico prima della vinificazione. Accanto all’Erbaluce la tenuta conserva anche il patrimonio delle varietà rosse tradizionali del Canavese, con Nebbiolo e Barbera in primo piano e una produzione che comprende Canavese DOC Rosso e Canavese DOC Nebbiolo; Nobilis rappresenta l’interpretazione aziendale più specificamente dedicata al Nebbiolo. La dimensione contemporanea di Tenuta Roletto non si limita però alla produzione: la proprietà ha sviluppato un progetto di accoglienza attraverso Cascina Guie, immersa nei vigneti di Cuceglio e dotata di dodici camere, affiancando alla cantina degustazioni, eventi ed esperienze legate al territorio. Questo sviluppo enoturistico non modifica il centro del progetto, che rimane il rapporto tra Erbaluce e anfiteatro morenico. Dal bianco fermo al Passito, passando soprattutto attraverso Metodo Classico capaci di raggiungere 60 e 120 mesi sui lieviti, Tenuta Roletto utilizza infatti lo stesso vitigno per raccontarne volti profondamente differenti. È questa continuità, iniziata con Giovanni Tinetti nel 1888 e proseguita attraverso la famiglia fino a Domenica Roletto e Antonino Iuculano Mamao, a definire oggi la tenuta: una delle realtà più rappresentative del Canavese, profondamente radicata a Cuceglio e costruita intorno alla volontà di dimostrare quanto l’Erbaluce possa essere non soltanto un grande vitigno territoriale, ma anche una varietà capace di affrontare interpretazioni e affinamenti estremamente diversi mantenendo sempre freschezza, tensione e identità.