RÉVA

ALTA LANGA DOCG BRUT "SOLONOIR" 2022 - RÉVA

Regular price €22,90 Sale price€28,50you save €5,60

Abbinamenti, La struttura del Pinot Nero e la lunga permanenza sui lieviti rendono Solonoir 2022 una bollicina decisamente gastronomica. È ideale con ostriche, crudi di mare, crostacei e tartare di pesce, ma possiede sufficiente profondità per accompagnare risotti, fritti, pesci al forno e preparazioni più ricche come baccalà e rombo. Molto interessante anche con carni bianche, vitello tonnato e salumi piemontesi, dove freschezza e perlage riescono a contrastare efficacemente la componente grassa. Da provare con una frittura piemontese o con un risotto ai porcini, sfruttando la struttura del Pinot Nero e le note sviluppate sui lieviti.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Alta Langa DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

L’Alta Langa DOCG Brut “Solonoir” 2022 di Réva si presenta con un giallo paglierino brillante, impreziosito da leggere sfumature dorate e da un perlage molto fine e continuo. Il naso è elegante e progressivo: mela, scorza di agrumi e piccoli richiami di frutta rossa lasciano spazio a fiori bianchi, salvia e delicate note di brioche e crosta di pane. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di mandorla, erbe aromatiche e una sottile componente minerale. Al palato il Pinot Nero mostra tutta la propria struttura, con un sorso pieno ma perfettamente bilanciato da una freschezza viva e da una sapidità marcata. La bollicina è cremosa e ben integrata, capace di accompagnare la progressione senza irrigidirla. Il finale è lungo, asciutto e nitido, con ritorni agrumati, floreali e leggermente tostati. Un Metodo Classico preciso e gastronomico, nel quale profondità e tensione convivono con grande naturalezza.

CURIOSITÁ:

Solonoir nasce da Pinot Nero in purezza coltivato a Roddino, nell’Alta Langa, dove Réva ha avviato nel 2018 un progetto viticolo dedicato alle quote più fresche. Gli appezzamenti aziendali della zona si sviluppano indicativamente tra 380 e 520 metri di altitudine, su versanti ripidi con suoli prevalentemente calcareo-limosi, una componente argillosa contenuta, sabbie e abbondante pietra di Langa. Dopo un’attenta selezione, le uve vengono pressate delicatamente; il mosto riposa per circa 12 ore prima della fermentazione alcolica in acciaio. La seconda fermentazione in bottiglia richiede circa un mese, seguita da ulteriori 36 mesi di permanenza sui lieviti “sur pointe”. La sboccatura avviene dopo circa 38 mesi. Particolarmente interessante è la scelta della liqueur: Réva utilizza lo stesso vino proveniente dalle medesime uve, senza aggiungere zucchero. Solonoir è quindi un’Alta Langa costruito per mettere in primo piano il Pinot Nero, la freschezza delle alte colline e una lettura volutamente essenziale del Metodo Classico.

Réva

Réva è una realtà relativamente giovane nel panorama delle Langhe, nata nel 2012 dalla visione di Miroslav Lekes, imprenditore, collezionista e grande appassionato di vino che sceglie Monforte d’Alba per dare forma a un progetto capace di coniugare la tradizione del territorio con un approccio produttivo contemporaneo e libero da schemi prestabiliti. Il primo nucleo nasce con l’acquisto di circa cinque ettari di vigneto e di una cascina in località San Sebastiano, a Monforte, e già dalla vendemmia 2013 viene prodotto il primo Barolo Ravera, anticipando quella ricerca sulle singole MGA che diventerà uno degli elementi centrali dell’identità aziendale. Negli anni successivi il patrimonio cresce in maniera molto mirata: nel 2016 entra Lazzarito a Serralunga d’Alba, nel 2018 nasce il progetto di Roddino dedicato anche al Pinot Nero per l’Alta Langa, nel 2020 arriva Cannubi a Barolo, nel 2022 Cerretta a Serralunga e nel 2024 l’espansione raggiunge Verduno con Monvigliero, affiancato dalle vigne di Breri e Boscatto. Nel 2023 Réva ha inoltre avviato una sperimentazione decisamente fuori dagli schemi ad Entracque, sulle Alpi Marittime, con un vigneto di Riesling ad alta quota. Il risultato è oggi un patrimonio viticolo estremamente articolato che permette alla cantina di confrontarsi con alcune delle espressioni più importanti delle Langhe senza perdere il legame originario con Monforte d’Alba.  Il cuore storico rimane infatti San Sebastiano, dove i vigneti formano un anfiteatro naturale caratterizzato da suoli franco-limoso-argillosi e dall’influenza delle correnti più fresche provenienti dalle Alpi; qui vengono coltivati Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Sauvignon e nasce gran parte della linea classica. La ricerca sul Nebbiolo si amplia però attraverso terroir profondamente differenti: Ravera, a Novello, con terreni ricchi di argilla e calcare; Lazzarito e Cerretta a Serralunga d’Alba, capaci di dare interpretazioni generalmente più profonde e strutturate; Cannubi, nel comune di Barolo, legato a uno dei nomi storicamente più prestigiosi della denominazione; Monvigliero a Verduno, caratterizzato dalle Marne di Sant’Agata Fossili e da un'identità tradizionalmente associata a finezza e complessità aromatica. A queste provenienze si aggiungono Grinzane Cavour, utilizzato nell’assemblaggio del Barolo classico, e Roddino, dove altitudine, boschi e temperature più fresche hanno permesso di sviluppare un progetto dedicato anche al Pinot Nero e all’Alta Langa DOCG. La filosofia di Réva nasce proprio dal confronto tra questi luoghi: non cercare di imporre a tutti i vini una firma tecnica identica, ma utilizzare parcelle, esposizioni e suoli differenti per mostrare le numerose sfumature delle Langhe. La sostenibilità è progressivamente diventata parte integrante di questo percorso e nel 2024 l’azienda ha ottenuto la certificazione SQNPI, mentre il progetto di Roddino è stato sviluppato cercando una forte integrazione tra vigneto, boschi, noccioleti e apicoltura. In cantina la selezione comincia già durante la vendemmia manuale e prosegue attraverso un tavolo di cernita vibrante, eliminando gli acini non perfettamente sani prima della vinificazione. La linea classica fermenta prevalentemente in acciaio inox, mentre per i cru di Barolo vengono utilizzati tini troncoconici e lunghe macerazioni a cappello sommerso, con l’obiettivo di estrarre progressivamente struttura e tannino senza ricorrere a vinificazioni eccessivamente aggressive. Le fermentazioni alcoliche sono spontanee e l’affinamento dei Nebbiolo più importanti avviene principalmente in grandi botti di rovere austriaco, con una particolare presenza dei contenitori Stockinger. Il Barolo classico, ad esempio, nasce da Nebbiolo proveniente da Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba e Grinzane Cavour, fermenta spontaneamente per circa 35 giorni a contatto con le bucce e matura per almeno 18 mesi in botti Stockinger da 75 ettolitri, dove avviene anche la malolattica, prima di un ulteriore lungo affinamento in bottiglia. Anche il Langhe Nebbiolo segue una filosofia coerente, con fermentazione spontanea e successivo passaggio in grandi botti austriache, privilegiando quindi contenitori capaci di accompagnare il vino senza imprimere una marcata aromatizzazione da legno. Dal 2020 la sede produttiva è stata trasferita da Monforte d’Alba a Località Gallinotto, a La Morra, dove avvengono oggi vinificazione e affinamento, mentre Monforte continua a rappresentare il cuore storico e agricolo del progetto. La gamma riflette perfettamente questa evoluzione. Accanto a Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo e al particolare Langhe Bianco “Grey”, nato dalla sperimentazione sul Sauvignon iniziata nel 2014, Réva ha costruito progressivamente una vera collezione di Barolo. Il Barolo DOCG rappresenta la sintesi di differenti comuni, mentre Ravera, Lazzarito, Cannubi, Cerretta e Monvigliero consentono di approfondire singolarmente alcune delle MGA più importanti della denominazione; Lazzarito viene prodotto anche come Riserva, con la prima annata 2016 entrata in commercio nel 2022, mentre il Barolo Cerretta ha debuttato con l’uscita del 2026. Fuori dal mondo del Nebbiolo, “Solonoir” interpreta invece il Pinot Nero attraverso l’Alta Langa DOCG e racconta la ricerca avviata nei vigneti più freschi di Roddino. Réva rappresenta quindi un caso particolare nelle Langhe: non possiede alle spalle generazioni di vignaioli e proprio questa assenza di un modello familiare da replicare ha permesso al progetto di svilupparsi con notevole libertà. Miroslav Lekes ha costruito dal 2012 un patrimonio selezionando progressivamente vigneti in alcuni dei territori più significativi della denominazione e affiancando alla produzione vinicola un progetto più ampio dedicato all’ospitalità e alla gastronomia, con il Réva Resort di Monforte d’Alba e il ristorante FRE. La cantina mantiene però una propria identità precisa: fermentazioni spontanee, selezione rigorosa delle uve, grandi botti, lunghi affinamenti e soprattutto una crescente attenzione alle MGA costituiscono gli strumenti attraverso cui interpretare il Nebbiolo. Da San Sebastiano a Ravera, da Lazzarito e Cerretta fino a Cannubi e Monvigliero, Réva ha costruito in poco più di un decennio una vera cartografia delle Langhe, mettendo a confronto suoli, esposizioni e comuni differenti. È proprio questa combinazione tra un progetto giovane, un patrimonio viticolo ormai estremamente articolato e la volontà di confrontarsi senza timore con alcuni dei cru più importanti del Barolo a definire oggi Réva: una cantina nata nel 2012 che guarda alla tradizione piemontese non come un modello immutabile, ma come una base da conoscere, rispettare e interpretare con una sensibilità contemporanea.