TERRE DEL CREARIO

ALTO CANAVESE TASTING BOX- 6 BOTTIGLIE

Regular price €90,00 Sale price€109,00you save €19,00

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La Tasting Box Terre del Creario nasce per raccontare l’Alto Canavese attraverso sei interpretazioni molto diverse tra loro, ma unite dallo stesso territorio. Un percorso che passa dal Nebbiolo all’Erbaluce, dalle versioni ferme al Metodo Classico, fino a letture più contemporanee come il Syrah e il rosato. È una selezione pensata per capire davvero il progetto della cantina: altitudine, suoli differenti, freschezza alpina, sperimentazione e grande attenzione all’identità del territorio.

1 Canavese DOC Nebbiolo “Sagrin” 2023
Il volto più territoriale del Nebbiolo canavesano, elegante, fresco e di impronta montana.

1 Piemonte DOC Syrah “Belmunt” 2023
Un’interpretazione originale del Syrah in Alto Canavese, capace di unire profondità, spezia e tensione.

1 Erbaluce di Caluso Metodo Classico DOCG 2021
L’Erbaluce nella sua veste più verticale e raffinata, valorizzato dalla sua naturale acidità e dalla presa di spuma.

1 Alto Canavese Nebbiolo Metodo Classico “464” 2022
Un Metodo Classico Rosé da Nebbiolo in purezza, nato nei vigneti d’altura e pensato per raccontare il vitigno attraverso freschezza e struttura.

1 Piemonte DOC Rosato “Gòga Migòga” 2025
Il lato più dinamico e contemporaneo della cantina, un rosato immediato ma con carattere.

1 Erbaluce di Caluso DOCG 2024
La versione ferma dell’Erbaluce, fresca, tesa e profondamente legata al territorio.

Sei bottiglie per entrare davvero nel mondo di Terre del Creario e scoprire uno dei territori più interessanti e meno scontati del Piemonte contemporaneo.

Terre Del Creario

Terre del Creario è una realtà vitivinicola di Valperga, nell’Alto Canavese, nata con l’obiettivo di riportare la vite in un territorio dalla storia antichissima ma rimasto per lungo tempo ai margini della rinascita enologica piemontese. L’attuale progetto prende forma intorno al 2000 grazie a un gruppo di amici deciso a recuperare l’attività iniziata dai propri nonni negli anni Venti e progressivamente abbandonata negli anni Settanta, quando la viticoltura di queste colline era diventata economicamente sempre più difficile. Il legame con il vino è però molto più antico: documenti locali attestano la presenza di vigneti nell’area di Valperga già nel 1409, mentre nel 1752 compare la denominazione “Regione Creario”, utilizzata per identificare la zona a est dell’abitato caratterizzata dalla presenza di terreni argillosi. Il nome della cantina nasce proprio da questa località e dal termine dialettale “Crèr”, collegato alla “terra crea”, una terra argillosa e modellabile. Dopo decenni di abbandono, nel 2008 le famiglie Bertotti e Freisa acquisiscono la Regione Creario e avviano un importante recupero viticolo, successivamente rafforzato dall’ingresso di nuovi soci accomunati dalla volontà di restituire identità all’Alto Canavese attraverso il vino. Oggi Terre del Creario dispone di circa 8,5 ettari e lavora su due aree profondamente differenti. La prima si sviluppa sulle alture della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Belmonte, complesso riconosciuto Patrimonio UNESCO dal 2003, tra Valperga e Prascorsano: i vigneti raggiungono circa 450-470 metri di altitudine, con esposizioni prevalentemente meridionali e sud-occidentali, e crescono sui sedimenti legati al plutone granitico di Belmonte, in un ambiente nel quale vigne e boschi convivono creando forti escursioni termiche e una particolare biodiversità. La seconda anima è il Granget, sede della cantina, nell’antica Regione Creario, dove sotto una sottile coltre superficiale emergono terreni maggiormente argillosi. Questa diversità geologica costituisce uno degli elementi più interessanti del progetto e permette alla cantina di lavorare sia sulle varietà storicamente legate al Canavese sia su vitigni internazionali, interpretandoli attraverso condizioni pedoclimatiche decisamente alpine. Il Nebbiolo occupa un ruolo particolarmente significativo nei vigneti di Belmonte e dà origine a Sagrin, Canavese DOC che racconta il volto montano e più territoriale della varietà, ma anche a 464, un Metodo Classico Brut Rosé da Nebbiolo in purezza il cui nome indica l’altitudine media del vigneto all’interno della Riserva. Le uve vengono raccolte manualmente anticipando la vendemmia rispetto alla versione rossa, pressate delicatamente e vinificate in rosa prima della seconda fermentazione in bottiglia: una scelta insolita che permette di leggere il Nebbiolo non attraverso tannino e lungo affinamento, ma tramite acidità, struttura e capacità di sostenere la presa di spuma. Belmunt nasce invece dal Syrah coltivato sui terreni di Belmonte e mostra la componente più sperimentale della proprietà, con vinificazione in acciaio e successivo affinamento in tonneau. Nel Granget la ricerca diventa ancora più libera e porta alla nascita di vini come Parbleu, Gòga Migòga e Steila, nei quali vitigni autoctoni e internazionali vengono utilizzati per interpretare la componente argillosa dei terreni e costruire uno stile meno vincolato alla tradizione. A queste due anime si aggiunge oggi “Il Lab”, vero spazio di ricerca attraverso il quale Terre del Creario guarda al Canavese orientale e soprattutto all’Erbaluce. L’Erbaluce di Caluso DOCG viene proposto sia fermo sia attraverso il Metodo Classico, mettendo al centro uno dei vitigni bianchi piemontesi più naturalmente predisposti alla spumantizzazione grazie alla sua acidità elevata, alla struttura e alla capacità di affrontare lunghi affinamenti. La filosofia aziendale viene sintetizzata nel concetto di “innovazione nella tradizione”: recuperare vigneti, varietà e memoria agricola senza cercare di riprodurre semplicemente ciò che veniva fatto in passato. Anche il simbolo scelto dalla cantina racconta questa idea. La felce reale cresce spontaneamente nell’area dei vigneti e la sua struttura, ricondotta dall’azienda alla sezione aurea, è diventata l’emblema di rigenerazione, equilibrio e rapporto con la natura. La gestione agricola è orientata verso pratiche sostenibili, tutela della biodiversità e conservazione dell’integrità dei suoli, mentre la cantina combina lavorazioni artigianali e tecnologie moderne adattando vinificazione e affinamento alle differenti varietà. Terre del Creario rappresenta così un progetto particolarmente significativo per comprendere il nuovo volto dell’Alto Canavese: non soltanto una cantina, ma il recupero di un paesaggio viticolo che rischiava di scomparire. Dai sedimenti granitici di Belmonte alle argille del Granget, dal Nebbiolo all’Erbaluce, fino al Syrah e alle interpretazioni Metodo Classico, ogni vino nasce dalla volontà di dimostrare che queste colline ai piedi delle Alpi Graie possiedono una propria identità enologica. La storia documentata della vite dal Quattrocento, l’attività dei nonni iniziata negli anni Venti, l’abbandono degli anni Settanta e la rinascita avviata dal 2000 diventano così parti dello stesso percorso: riportare la viticoltura sulle colline di Valperga e trasformare un patrimonio quasi dimenticato in una delle espressioni più originali del Canavese contemporaneo.