GIACOMO CONTERNO

BARBERA D'ALBA DOC "VIGNA CERRETTA" 2024 - GIACOMO CONTERNO

Regular price €60,90 Sale price€65,00you save €4,10

Abbinamenti, È una Barbera perfetta per la cucina piemontese più ricca. Agnolotti del plin, tajarin al ragù, brasato, guancia di manzo e arrosti funzionano benissimo perché la sua acidità riesce a ripulire la parte grassa e succulenta del piatto. La vediamo molto bene anche con salsiccia, costine, carni alla brace, selvaggina e preparazioni a base di porcini, oltre naturalmente ai formaggi piemontesi di buona stagionatura. Interessante anche con piatti al pomodoro particolarmente saporiti: proprio la naturale acidità della Barbera permette abbinamenti che con un Nebbiolo giovane e molto tannico sarebbero più complicati.
Alcol, 14,5%
Annata, 2024
Denominazione, Barbera d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Barbera 100%

NOTE SENSORIALI:

La Vigna Cerretta 2024 è una Barbera intensa e profonda, ma soprattutto piena di energia. Al naso troviamo amarena, ciliegia scura e mora, poi violetta, spezie, erbe aromatiche e una parte più scura che ricorda grafite e terra. Con un po’ di ossigeno arrivano anche note balsamiche e di liquirizia, che rendono il profilo decisamente più complesso della classica Barbera giocata soltanto sul frutto. In bocca è ricca, succosa e concentrata, con pochissimo tannino e un’acidità impressionante che attraversa tutta la struttura e rende il vino molto più dinamico di quanto ci si potrebbe aspettare. Il frutto rimane maturo e pieno, ma freschezza e sapidità continuano a riportare il sorso verso l’alto. Il finale è lungo, scuro e speziato, con amarena, erbe e una bella sensazione minerale. È una Barbera che si può certamente bere giovane per la bellezza del frutto, ma ha struttura e soprattutto acidità per evolvere molto bene negli anni.

CURIOSITÁ:

Cerretta è uno dei grandi vigneti di Serralunga d’Alba e Roberto Conterno iniziò ad acquistare qui delle parcelle nel 2008, affiancando questo cru allo storico Francia. È un luogo conosciuto soprattutto per il Nebbiolo e per il Barolo Cerretta, ma una parte delle vigne è dedicata alla Barbera, ed è proprio questo a rendere il vino così interessante: stesso territorio capace di generare alcuni dei Barolo più importanti di Serralunga, interpretato attraverso un vitigno completamente diverso. I terreni sono quelli profondi e calcareo-argillosi tipici di questa parte della denominazione e contribuiscono a dare alla Barbera una struttura e una profondità fuori dal comune. La vinificazione segue la filosofia tradizionale di Conterno e il vino viene poi accompagnato da un lungo affinamento in grandi botti di rovere, normalmente intorno ai 20 mesi, senza cercare nel legno profumi o dolcezza. Rispetto alla Vigna Francia, Cerretta tende a mostrare un carattere più scuro, carnoso e immediatamente generoso, mentre Francia gioca maggiormente sulla tensione e sulla verticalità. Assaggiarle una accanto all’altra è probabilmente uno dei modi più interessanti per capire quanto il territorio possa cambiare anche un vitigno come la Barbera.

Giacomo Conterno

Giacomo Conterno è uno di quei nomi per cui la parola “produttore” sembra quasi riduttiva: è un pezzo di storia del Barolo, una cantina che ha contribuito a definire cosa possa diventare il Nebbiolo quando territorio, tempo e rigore vengono messi davanti a tutto il resto. Le origini risalgono alla famiglia Conterno di Monforte d’Alba e alla figura di Giovanni Conterno, che già nei primi anni del Novecento produceva vino nell’osteria di famiglia. È però il figlio Giacomo a dare forma alla cantina così come la conosciamo, imbottigliando Barolo destinati a lunghissimi affinamenti e costruendo quella filosofia che ancora oggi rimane praticamente intatta. Nel 1924 nasce il primo Barolo Monfortino Riserva, una bottiglia destinata a diventare uno dei grandi miti del vino italiano. Successivamente la proprietà passa a Giovanni Conterno, figlio di Giacomo, che continua con assoluta coerenza il lavoro del padre e nel 1974 compie probabilmente l’acquisto più importante della storia aziendale: la Cascina Francia a Serralunga d’Alba. Fino a quel momento la famiglia acquistava parte delle uve da viticoltori selezionati; con Francia entra invece in possesso di uno dei grandi terroir di Serralunga e può controllare direttamente la produzione dalla vigna alla bottiglia. Dal 2003 la cantina è guidata da Roberto Conterno, che rappresenta oggi la terza generazione e ha avuto il merito, tutt’altro che scontato, di far evolvere un mito senza snaturarlo. Il patrimonio si è ampliato nel 2008 con l’acquisizione di Cerretta, sempre a Serralunga d’Alba, e soprattutto nel 2015 con l’acquisto della storica Cantina Nervi di Gattinara, diventata successivamente Nervi-Conterno, portando la famiglia a confrontarsi anche con il Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Il cuore di Giacomo Conterno rimane però Serralunga e in particolare Francia, un grande vigneto di circa 14 ettari complessivi posto intorno ai 400 metri di altitudine su terreni caratterizzati dalle marne calcaree tipiche della Formazione di Lequio, capaci di dare Nebbiolo austeri, profondi e straordinariamente longevi. Qui vengono coltivati Nebbiolo e Barbera e da queste vigne nascono il Barolo Francia, la Barbera d’Alba Francia e, soltanto nelle annate considerate davvero eccezionali, il Monfortino. Cerretta offre una lettura differente dello stesso comune, con maggiore presenza di argilla e vini generalmente più potenti, scuri e strutturati. Roberto ha inoltre ampliato ulteriormente la precisione territoriale attraverso Arione, storica MGA di Serralunga confinante proprio con Francia e acquisita nel 2015: un terroir capace di produrre un Nebbiolo più floreale, slanciato e raffinato, che completa perfettamente il carattere più profondo di Francia e quello più muscolare di Cerretta. In vigna il lavoro è maniacale, con rese contenute, selezioni severissime e un’attenzione assoluta alla maturità dell’uva; non interessa ottenere semplicemente concentrazione, ma materia perfettamente sana e tannini maturi, perché tutta la filosofia successiva dipende dalla qualità di ciò che entra in cantina. Ed è proprio qui che Conterno rimane incredibilmente fedele alla propria storia. Niente barrique, niente scorciatoie e nessuna ricerca di morbidezza immediata: il Nebbiolo fermenta in grandi tini con lunghe macerazioni e successivamente matura per anni nelle enormi botti di rovere di Slavonia che sono diventate quasi un simbolo della cantina. Il Barolo Francia, Cerretta e Arione vengono vinificati separatamente e affinano lungamente prima dell’imbottigliamento, ma il Monfortino appartiene a un'altra categoria. Non nasce da una parcella chiamata Monfortino: è una selezione delle migliori uve di Nebbiolo provenienti principalmente da Francia e viene prodotto esclusivamente quando Roberto ritiene che la vendemmia abbia caratteristiche realmente eccezionali. Se non esistono quelle condizioni, semplicemente non si fa. La macerazione è lunghissima e l’affinamento nelle grandi botti può arrivare a circa sette anni prima dell’imbottigliamento, senza cercare di accelerare nulla. È questo uno dei motivi per cui Monfortino è diventato uno dei Barolo più ricercati e longevi al mondo: non è pensato per essere impressionante appena aperto, ma per attraversare decenni mantenendo energia, tannino, freschezza e una complessità aromatica che cresce lentamente con il tempo. Accanto al Nebbiolo, la Barbera occupa un ruolo tutt’altro che secondario. Barbera d’Alba Francia e Barbera d’Alba Cerretta vengono trattate con lo stesso rigore dei Barolo e mostrano quanto questa varietà possa raggiungere profondità e capacità di evoluzione quando proviene da grandi vigne e viene lavorata senza considerarla un semplice vino quotidiano. Roberto Conterno ha inoltre introdotto strumenti tecnologici estremamente sofisticati per il controllo delle uve, tra cui sistemi di selezione ottica capaci di analizzare ogni singolo acino, dimostrando bene cosa significhi per lui essere tradizionalista: non rifiutare la tecnologia, ma utilizzarla dove può migliorare la materia prima senza modificare l’identità del vino. È forse proprio questo l’aspetto che trovo più interessante di Giacomo Conterno. Non è una cantina rimasta ferma nel passato. Roberto ha acquistato nuovi grandi vigneti, investito in tecnologia, sviluppato una conoscenza sempre più precisa delle parcelle e portato il progetto fino a Gattinara, ma non ha mai toccato i principi fondamentali ricevuti dal padre e dal nonno. Francia, Cerretta e Arione vengono lasciate parlare attraverso il Nebbiolo; il legno serve ad accompagnare il vino e non ad aromatizzarlo; il tempo non è un problema da abbreviare, ma uno degli ingredienti fondamentali. E sopra tutto rimane Monfortino, prodotto per la prima volta nel 1924 e ancora oggi realizzato soltanto quando l’annata lo merita davvero. A mio avviso è proprio questa coerenza, più ancora della rarità o dei prezzi raggiunti dalle bottiglie, a spiegare perché Giacomo Conterno sia diventato un riferimento assoluto: qui non si cerca di fare un Barolo che piaccia subito, si cerca di fare un grande vino capace di essere ancora lì, vivo e riconoscibile, dopo trenta, quaranta o cinquant’anni.