CASCINA PENNA-CURRADO

BARBERA D'ALBA SUPERIORE DOC "CARRÀ" 2024 - CASCINA PENNA-CURRADO

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Abbinamenti, La concentrazione del frutto e soprattutto la freschezza della Carrà 2024 ne fanno una Barbera particolarmente gastronomica. È splendida con agnolotti del plin al fondo d’arrosto, tajarin al ragù, brasati e guancia di manzo, perché la naturale acidità del vitigno riesce a contrastare la ricchezza delle preparazioni mantenendo il palato vivo. La struttura permette di spingersi verso arrosti, carni rosse alla griglia, selvaggina e piatti a lunga cottura, mentre le sfumature balsamiche e di sottobosco creano un bel dialogo con funghi porcini e preparazioni autunnali. Ottima anche con tome piemontesi e formaggi ben stagionati.
Alcol, 14%
Annata, 2024
Denominazione, Barbera d'Alba Superiore DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

La Barbera d’Alba Superiore Carrà 2024 nasce a Monforte d’Alba e rappresenta una delle interpretazioni più profonde della Barbera nel giovane progetto familiare di Luca Currado ed Elena Penna. È un vino costruito sulla concentrazione naturale di vecchie vigne, ma senza perdere quella freschezza che costituisce l’anima della varietà. Nel calice mostra un rosso rubino intenso e compatto. Il naso si apre sulla ciliegia scura e sulla frutta rossa matura, per poi allargarsi verso mora, sottobosco, erbe aromatiche e marcate sfumature balsamiche. La componente speziata emerge progressivamente con l’ossigenazione, senza togliere centralità al frutto. In bocca è piena, profonda e materica, con una bella concentrazione bilanciata da freschezza e tensione minerale. Il tannino, insolitamente presente ma finissimo per una Barbera, contribuisce a dare forma al sorso e conduce verso un finale compatto, lungo e saporito. Particolarmente interessante è il risultato ottenuto nella difficile vendemmia 2024: le condizioni fresche e ventilate dei vigneti di San Sebastiano hanno permesso di conservare uve sane e fragranti, dando origine a una Barbera ricca ma priva di pesantezza o sensazioni di sovramaturazione.

CURIOSITÁ:

Carrà 2024 è una Barbera d’Alba Superiore DOC prodotta da 100% Barbera proveniente da due vigneti in località San Sebastiano, a Monforte d’Alba, entrambi esposti a sud-ovest. Per questa annata la cantina indica piante di circa 70 anni: un patrimonio importante che, insieme alle basse rese, contribuisce alla concentrazione naturale del vino. La posizione dei vigneti è fondamentale per comprenderne lo stile. L’altitudine, la ventilazione e l’esposizione verso le Alpi rallentano la maturazione e permettono di vendemmiare più tardi, raggiungendo una piena maturità delle uve senza dover ricorrere a surmaturazioni. Proprio nel 2024, annata complessa e fresca nelle Langhe, questo particolare microclima si è rivelato prezioso e ha consentito alla famiglia di ottenere una qualità delle uve superiore alla media dell’annata. La vinificazione di Carrà segue l’impostazione poco interventista di Cascina Penna-Currado: nelle annate precedenti documentate la freschezza naturale delle uve ha consentito una lunga macerazione prefermentativa a freddo, seguita da una fermentazione tradizionale poco estrattiva, da una breve permanenza successiva sulle bucce e dalla fermentazione malolattica spontanea. L’evoluzione avviene quindi per circa un anno in botte grande, scelta che accompagna la Barbera senza sovrapporre al frutto un’impronta marcata del legno. Carrà è inoltre una delle etichette che raccontano meglio la nuova avventura di Luca Currado ed Elena Penna: dopo una lunghissima esperienza alla guida di Vietti, insieme ai figli Giulia e Michele hanno dato vita a Cascina Penna-Currado, un progetto volutamente piccolo e familiare con sede sul crinale di Serralunga d’Alba e profondamente legato alle Langhe.

Cascina Penna Currado

Cascina Penna-Currado è una delle realtà più interessanti della nuova generazione delle Langhe, un progetto nato dall’esperienza di Luca Currado e della moglie Elena Penna, due figure profondamente legate alla storia recente del grande vino piemontese. Luca rappresenta la quinta generazione della famiglia Vietti, una delle dinastie più importanti di Castiglione Falletto, e per oltre trent’anni ha contribuito a costruire l’identità enologica e il prestigio internazionale della storica cantina, diventando uno degli interpreti più autorevoli del Barolo contemporaneo. Elena Penna ha condiviso questo percorso occupandosi soprattutto dello sviluppo commerciale, delle relazioni internazionali e della valorizzazione del marchio Vietti. Dopo l’uscita dalla storica azienda familiare nel 2023, i due decidono di intraprendere una nuova avventura, scegliendo di ripartire da una dimensione più personale e artigianale. Nasce così Cascina Penna-Currado, un progetto che non vuole semplicemente riprodurre l’esperienza precedente, ma interpretare le Langhe attraverso una sensibilità maturata in decenni di lavoro, degustazioni e conoscenza dei vigneti. Il nome unisce i cognomi dei due fondatori e sottolinea il carattere profondamente familiare dell’iniziativa, nella quale esperienza enologica, sensibilità commerciale e libertà creativa convivono all’interno di una visione comune. Il cuore della nuova cantina si trova sul crinale di Serralunga d’Alba, all’interno della storica Cascina Lazzarito, un edificio risalente al 1554, un tempo conosciuto anche come Santa Giulia e legato agli antichi possedimenti dei Falletti. La struttura è stata oggetto di un importante restauro conservativo, con l’obiettivo di recuperare la sua originaria vocazione agricola e vinicola, integrando tecnologie contemporanee e soluzioni attente all’efficienza energetica. Il progetto coinvolge anche i figli Giulia e Michele, segnando così l’inizio di un nuovo capitolo familiare. La prima vendemmia è quella del 2023, mentre il debutto ufficiale avviene nel 2024. Il patrimonio viticolo comprende vigneti nelle Langhe, con un nucleo particolarmente significativo nella località San Sebastiano di Monforte d’Alba, una zona caratterizzata da altitudini elevate, esposizioni differenti e importanti escursioni termiche. Qui le brezze fresche e le maturazioni più lente consentono di ottenere uve capaci di conservare fragranza aromatica, acidità e finezza tannica anche nelle annate più calde. La scelta di valorizzare questi vigneti racconta una delle convinzioni fondamentali di Luca: il cambiamento climatico richiede una nuova sensibilità nella selezione dei territori, nella gestione della maturazione e nelle tecniche di vinificazione. La produzione comprende naturalmente Nebbiolo, Barbera e Dolcetto, ma si estende anche al Pelaverga di Verduno e al Timorasso dei Colli Tortonesi, due varietà che testimoniano la volontà di esplorare differenti identità del Piemonte. In cantina l’approccio privilegia fermentazioni tradizionali, macerazioni calibrate e un utilizzo ragionato del grappolo intero, tecnica che Luca conosce e sperimenta fin dagli anni della formazione enologica. Particolarmente interessante è il Dolcetto d’Alba Bricco Lago, per il quale viene recuperata proprio una sperimentazione condotta nel 1988: la fermentazione con una quota importante di grappoli interi, seguita da un breve affinamento in legno, permette di ottenere un Dolcetto più fragrante, speziato e dinamico, valorizzando una varietà spesso ingiustamente considerata secondaria. Il Langhe Nebbiolo Bricco Lago nasce invece dalle vigne di San Sebastiano, con piante di età compresa tra circa 15 e 65 anni, e viene vinificato attraverso macerazione iniziale a freddo, fermentazione delicata e successivo affinamento in legno, ricercando eleganza, profondità e tannini setosi. La Barbera d’Alba Superiore Carrà interpreta la naturale energia della varietà attraverso una maggiore struttura, mentre il Nebbiolo d’Alba Superiore San Sebastiano approfondisce ulteriormente il potenziale delle vigne di Monforte, con macerazioni prolungate e maturazione in botte. Il Verduno Pelaverga Pelà valorizza invece uno dei vitigni più caratteristici e riconoscibili delle Langhe, apprezzato per la sua finezza, la fragranza del frutto e le tipiche sfumature speziate. Un capitolo particolarmente significativo è rappresentato dal Derthona Timorasso E.P., fortemente voluto da Elena Penna, da tempo convinta delle potenzialità di questo antico vitigno dei Colli Tortonesi. Le uve provengono da Berzano di Tortona e vengono lavorate attraverso una particolare fermentazione con infusione delle bucce a cappello sommerso, seguita da un affinamento sulle fecce fini in contenitori ceramici Clyvert. È una tecnica che permette di ricercare struttura e complessità mantenendo freschezza, precisione aromatica e capacità di evoluzione. Accanto ai vini già presentati, il progetto comprende anche la produzione di Barolo, destinati a rappresentare una delle espressioni più ambiziose della nuova cantina e a riportare Luca al confronto diretto con la denominazione che ha segnato gran parte della sua carriera. Anche l’identità visiva riveste un ruolo importante: le etichette nascono dalla collaborazione con l’artista Giuseppe Stampone, conosciuto per le sue opere realizzate con la penna Bic, e trasformano ogni bottiglia in un incontro tra arte contemporanea e cultura del vino. Cascina Penna-Currado rappresenta quindi molto più di una nuova cantina delle Langhe: è la scelta di due protagonisti del vino piemontese di ricominciare, dopo oltre trent’anni di esperienza, con una dimensione più intima e una libertà creativa rinnovata. Luca Currado porta con sé una conoscenza straordinaria del Nebbiolo e dei grandi terroir del Barolo, mentre Elena Penna contribuisce con una visione internazionale e una particolare attenzione alla valorizzazione dei vitigni piemontesi meno celebrati. Insieme ai figli Giulia e Michele hanno trasformato una cascina cinquecentesca di Serralunga d’Alba nel centro di un progetto che guarda contemporaneamente alla tradizione e al futuro. Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Pelaverga e Timorasso diventano così strumenti per raccontare un Piemonte autentico ma in continua evoluzione, attraverso vini che privilegiano energia, freschezza, equilibrio e riconoscibilità territoriale. È proprio questa combinazione tra esperienza, curiosità e desiderio di rimettersi in gioco a definire Cascina Penna-Currado: una nuova storia familiare che nasce da radici antiche e dalla convinzione che anche dopo una carriera straordinaria ci siano ancora territori da esplorare, idee da sviluppare e nuovi grandi vini da immaginare.