FRANÇOISE BEDEL & FILS

CHAMPAGNE BIODINAMICO EXTRA BRUT "DIS, VIN SECRET" (2016) - FRANÇOISE BEDEL & FILS

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Abbinamenti, Entre Ciel et Terre si accompagna benissimo a secondi piatti di pesce, anche accompagnati da salse, e frutti di mare. Ottimo come aperitivo.
Alcol, 12,5%
Annata, 2016
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 5%, Pinot Meunier 95%

NOTE SENSORIALI:

Con una maturazione sui lieviti in bottiglia per cinque anni, si presenta con un colore dorato intenso e un bouquet complesso di frutta matura, nocciola e panificio. Al palato, rivela una tattilità cremosa e una persistenza lunghissima, confermando la sua grandezza e raffinatezza. Un'autentica perla enologica da scoprire e apprezzare.

CURIOSITÁ:

Il "Dis, Vin Secret" 2016 di Françoise Bedel et Fils rappresenta una delle espressioni più raffinate della Champagne biodinamica, prodotta con uve Pinot Meunier e Chardonnay provenienti da vigneti selezionati in parcelle di grande pregio. La filosofia biodinamica adottata dalla Maison Bedel esalta la naturalezza del frutto e la purezza del terroir, con un approccio che limita al minimo l’intervento in cantina, valorizzando la fermentazione spontanea e l’affinamento prolungato sui lieviti. Questo Extra Brut si distingue per pulizia e precisione, con una sapidità vibrante che accompagna ogni sorso. La rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico conferisce finezza al perlage, mentre l’assenza quasi totale di zuccheri aggiunti (Extra Brut) esalta l’espressività aromatica e la tensione gustativa.

Françoise Bedel & Fils

Françoise Bedel & Fils è una delle realtà storicamente più importanti della biodinamica in Champagne, una piccola proprietà familiare di Crouttes-sur-Marne, nell’estremità occidentale della Vallée de la Marne, dove il Meunier trova una delle sue interpretazioni più profonde e territoriali. La storia del domaine attraversa tre generazioni: Fernand e Marie-Louise Bedel rappresentano la prima, mentre Françoise riprende una parte dell’azienda familiare nel 1979; nel 2003 entra stabilmente anche il figlio Vincent Desaubeau, oggi parte integrante del progetto. La svolta che avrebbe reso Françoise una figura di riferimento arriva però da una vicenda personale: nel 1982, cercando soluzioni per alcuni problemi di salute del figlio, incontra due medici omeopati e comincia ad avvicinarsi a una concezione differente del rapporto tra uomo e natura. Nel 1996 entra in contatto con la biodinamica e l’anno successivo inizia a modificare progressivamente il lavoro agricolo; nel 1998 applica le pratiche biodinamiche sui primi due ettari, eliminando il diserbo e tornando alla lavorazione dei terreni, mentre nel 1999 l’intera proprietà entra in conversione. È un percorso intrapreso quando la biodinamica in Champagne rappresentava ancora una scelta decisamente pionieristica e che diventerà il fondamento dell’identità della maison. Oggi Françoise Bedel & Fils coltiva circa 8,85 ettari di vigneto, con piante generalmente comprese tra 30 e 60 anni, distribuiti sulle due rive della Marna nei comuni di Crouttes-sur-Marne, Nanteuil-sur-Marne, Charly-sur-Marne e Villiers-Saint-Denis. Il Meunier domina nettamente il patrimonio con circa il 79% della superficie, seguito dal 14% di Chardonnay e dal 7% di Pinot Noir. Questa proporzione racconta immediatamente il territorio e la filosofia della famiglia: il Meunier non viene considerato un vitigno secondario destinato semplicemente ad ammorbidire gli assemblaggi, ma il principale interprete della Vallée de la Marne occidentale. I terreni alternano argille, limi e marne sopra una base calcarea, creando differenze significative tra le parcelle e permettendo alla famiglia di costruire sia assemblaggi sia cuvée legate più precisamente a determinati terroir. La biodinamica viene applicata sull’intera proprietà attraverso preparati specifici, compost prodotto direttamente in azienda, lavorazione dei suoli e un'attenzione costante alla relazione tra terreno, apparato radicale e pianta. L’obiettivo non è semplicemente ottenere una certificazione, ma aumentare la vitalità del suolo affinché le radici possano approfondirsi e il vino riesca a esprimere con maggiore precisione il luogo da cui proviene. Questa filosofia continua in cantina con vinificazioni poco invasive e un ruolo importante affidato al tempo. Una parte della vendemmia viene vinificata in fûts di rovere, utilizzati per favorire una lenta ossigenazione e conferire maggiore profondità e struttura senza trasformare il legno in un elemento aromatico dominante; le differenti origini vengono lavorate cercando di preservare le caratteristiche del millesimo e delle parcelle, mentre i lunghi affinamenti sui lieviti permettono agli Champagne di raggiungere complessità prima della commercializzazione. La gamma rappresenta perfettamente questa ricerca. Origin’elle costituisce la porta d’ingresso nell’universo Bedel ed è soprattutto un'espressione del Meunier, costruita sui terreni di argilla, limo e marne sopra base calcarea che caratterizzano la proprietà; frutto, rotondità e freschezza mostrano il volto più immediato dello stile aziendale. Dis, “Vin Secret” approfondisce ulteriormente la relazione tra varietà e terroir, mentre Entre Ciel et Terre rappresenta una delle cuvée più emblematiche del domaine: nasce prevalentemente da terreni di argilla e marne su base calcarea e ricerca una dimensione più verticale, minerale e rigorosa. L’Âme de la Terre è invece una delle interpretazioni millesimate più profonde e longeve, mentre Comme Autrefois richiama esplicitamente un modo più tradizionale di concepire lo Champagne e il rapporto con il tempo. Jouvence e le rarissime vecchie annate conservate nella vinothèque mostrano ulteriormente quanto l’evoluzione in bottiglia sia considerata una componente essenziale della produzione. Più che costruire Champagne attraverso uno stile tecnico uniforme, Françoise e Vincent cercano quindi di lasciare emergere le differenze tra annate, suoli e parcelle, affidandosi soprattutto alla qualità dell’uva e alla vitalità dei vigneti. Françoise Bedel occupa per questo una posizione particolare nella storia recente della Champagne: quando iniziò a sperimentare la biodinamica alla fine degli anni Novanta, la regione era ancora fortemente legata alla viticoltura convenzionale e pochissimi produttori avevano intrapreso un percorso simile. Oggi molte delle idee allora considerate marginali – biodiversità, vitalità microbiologica dei terreni, riduzione della chimica, vinificazioni meno interventiste e valorizzazione del Meunier – sono diventate centrali nella Champagne dei vigneron. Françoise Bedel & Fils continua però a lavorare su una scala autenticamente familiare, con meno di nove ettari e un patrimonio di vecchie vigne nel quale il Meunier rappresenta quasi quattro quinti della superficie. È proprio questa combinazione tra biodinamica praticata da oltre venticinque anni, vecchie vigne, terreni argillo-calcarei e centralità del Meunier a rendere il domaine uno dei riferimenti della Vallée de la Marne occidentale: Champagne profondi, vinosi e capaci di evolvere, nei quali la biodinamica non rappresenta un'etichetta commerciale, ma il risultato di una ricerca iniziata da Françoise molto prima che diventasse una delle grandi tendenze della regione.