FRANÇOISE BEDEL & FILS

CHAMPAGNE BIODINAMICO EXTRA BRUT "ORIGIN'ELLE" (2016) - FRANÇOISE BEDEL & FILS

Regular price €57,90 Sale price€75,00you save €17,10

Abbinamenti,
Alcol, 12,5%
Annata, Base 2016
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biodinamico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 15%, Pinot Noir 5%, Pinot Meunier 80%

NOTE SENSORIALI:

“Origin’elle” è uno Champagne Extra Brut che si rivela con una veste dorata, molto brillante e luminosa, attraversata da una bolla fine e dotata di buona persistenza. Il ventaglio di profumi che avvolge il naso sin dai primi istanti presenta note di frutta a polpa bianca, impreziosite da tocchi di pasta di mandorla e lieviti. All’assaggio è di ottimo corpo, morbido e cremoso, caratterizzata da un sorso fasciante dotato di una piacevole freschezza; termina con un finale dotato di una chiusura lunga. Una bollicina firmata Francoise Bedel dal profilo pieno e appagante, ideale per essere assaggiata durante gli aperitivi più raffinati, con tartine a base di salmone, caviale, crostacei e molluschi.

CURIOSITÁ:

Champagne “Origin’elle” nasce da un sapiente taglio che la maison Francoise Bedel assembla partendo dalle tre varietà che solitamente compongono lo Champagne, cioè Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay. Le uve di queste tre vitigni provengono da parcelle diverse fra loro, in cui limo, argilla e calcare si alternano. I vigneti vengono lavorati seguendo i princìpi dell’agricoltura biodinamica, tant’è che la cantina ha ottenuto la certificazione dall’ente Ecocert. Gli acini, una volta raccolti, vengono pressati e fermentati in barrique per poi essere assemblati. Si procede poi con la rifermentazione in bottiglia, come previsto dal Metodo Champenoise, e lo Champagne rimane sui propri lieviti per almeno 48 mesi, al termine dei quali si procede con le operazioni di sboccatura, dosaggio e imbottigliamento.

Françoise Bedel & Fils

Françoise Bedel & Fils è una delle realtà storicamente più importanti della biodinamica in Champagne, una piccola proprietà familiare di Crouttes-sur-Marne, nell’estremità occidentale della Vallée de la Marne, dove il Meunier trova una delle sue interpretazioni più profonde e territoriali. La storia del domaine attraversa tre generazioni: Fernand e Marie-Louise Bedel rappresentano la prima, mentre Françoise riprende una parte dell’azienda familiare nel 1979; nel 2003 entra stabilmente anche il figlio Vincent Desaubeau, oggi parte integrante del progetto. La svolta che avrebbe reso Françoise una figura di riferimento arriva però da una vicenda personale: nel 1982, cercando soluzioni per alcuni problemi di salute del figlio, incontra due medici omeopati e comincia ad avvicinarsi a una concezione differente del rapporto tra uomo e natura. Nel 1996 entra in contatto con la biodinamica e l’anno successivo inizia a modificare progressivamente il lavoro agricolo; nel 1998 applica le pratiche biodinamiche sui primi due ettari, eliminando il diserbo e tornando alla lavorazione dei terreni, mentre nel 1999 l’intera proprietà entra in conversione. È un percorso intrapreso quando la biodinamica in Champagne rappresentava ancora una scelta decisamente pionieristica e che diventerà il fondamento dell’identità della maison. Oggi Françoise Bedel & Fils coltiva circa 8,85 ettari di vigneto, con piante generalmente comprese tra 30 e 60 anni, distribuiti sulle due rive della Marna nei comuni di Crouttes-sur-Marne, Nanteuil-sur-Marne, Charly-sur-Marne e Villiers-Saint-Denis. Il Meunier domina nettamente il patrimonio con circa il 79% della superficie, seguito dal 14% di Chardonnay e dal 7% di Pinot Noir. Questa proporzione racconta immediatamente il territorio e la filosofia della famiglia: il Meunier non viene considerato un vitigno secondario destinato semplicemente ad ammorbidire gli assemblaggi, ma il principale interprete della Vallée de la Marne occidentale. I terreni alternano argille, limi e marne sopra una base calcarea, creando differenze significative tra le parcelle e permettendo alla famiglia di costruire sia assemblaggi sia cuvée legate più precisamente a determinati terroir. La biodinamica viene applicata sull’intera proprietà attraverso preparati specifici, compost prodotto direttamente in azienda, lavorazione dei suoli e un'attenzione costante alla relazione tra terreno, apparato radicale e pianta. L’obiettivo non è semplicemente ottenere una certificazione, ma aumentare la vitalità del suolo affinché le radici possano approfondirsi e il vino riesca a esprimere con maggiore precisione il luogo da cui proviene. Questa filosofia continua in cantina con vinificazioni poco invasive e un ruolo importante affidato al tempo. Una parte della vendemmia viene vinificata in fûts di rovere, utilizzati per favorire una lenta ossigenazione e conferire maggiore profondità e struttura senza trasformare il legno in un elemento aromatico dominante; le differenti origini vengono lavorate cercando di preservare le caratteristiche del millesimo e delle parcelle, mentre i lunghi affinamenti sui lieviti permettono agli Champagne di raggiungere complessità prima della commercializzazione. La gamma rappresenta perfettamente questa ricerca. Origin’elle costituisce la porta d’ingresso nell’universo Bedel ed è soprattutto un'espressione del Meunier, costruita sui terreni di argilla, limo e marne sopra base calcarea che caratterizzano la proprietà; frutto, rotondità e freschezza mostrano il volto più immediato dello stile aziendale. Dis, “Vin Secret” approfondisce ulteriormente la relazione tra varietà e terroir, mentre Entre Ciel et Terre rappresenta una delle cuvée più emblematiche del domaine: nasce prevalentemente da terreni di argilla e marne su base calcarea e ricerca una dimensione più verticale, minerale e rigorosa. L’Âme de la Terre è invece una delle interpretazioni millesimate più profonde e longeve, mentre Comme Autrefois richiama esplicitamente un modo più tradizionale di concepire lo Champagne e il rapporto con il tempo. Jouvence e le rarissime vecchie annate conservate nella vinothèque mostrano ulteriormente quanto l’evoluzione in bottiglia sia considerata una componente essenziale della produzione. Più che costruire Champagne attraverso uno stile tecnico uniforme, Françoise e Vincent cercano quindi di lasciare emergere le differenze tra annate, suoli e parcelle, affidandosi soprattutto alla qualità dell’uva e alla vitalità dei vigneti. Françoise Bedel occupa per questo una posizione particolare nella storia recente della Champagne: quando iniziò a sperimentare la biodinamica alla fine degli anni Novanta, la regione era ancora fortemente legata alla viticoltura convenzionale e pochissimi produttori avevano intrapreso un percorso simile. Oggi molte delle idee allora considerate marginali – biodiversità, vitalità microbiologica dei terreni, riduzione della chimica, vinificazioni meno interventiste e valorizzazione del Meunier – sono diventate centrali nella Champagne dei vigneron. Françoise Bedel & Fils continua però a lavorare su una scala autenticamente familiare, con meno di nove ettari e un patrimonio di vecchie vigne nel quale il Meunier rappresenta quasi quattro quinti della superficie. È proprio questa combinazione tra biodinamica praticata da oltre venticinque anni, vecchie vigne, terreni argillo-calcarei e centralità del Meunier a rendere il domaine uno dei riferimenti della Vallée de la Marne occidentale: Champagne profondi, vinosi e capaci di evolvere, nei quali la biodinamica non rappresenta un'etichetta commerciale, ma il risultato di una ricerca iniziata da Françoise molto prima che diventasse una delle grandi tendenze della regione.