BOLLINGER

CHAMPAGNE BRUT "LA GRANDE ANNÉE" 2015 - BOLLINGER

Regular price €185,00 Sale price€200,00you save €15,00

Abbinamenti, La struttura e la complessità di La Grande Année 2015 permettono di trattarla come un grande vino da tavola più che come una semplice bollicina da aperitivo. È magnifica con foie gras scottato, anatra arrosto, piccione e carni bianche importanti, dove la profondità del Pinot Noir riesce a confrontarsi con preparazioni ricche senza perdere eleganza. Trova grande sintonia anche con rombo, astice, aragosta, capesante e pesci dalla carne consistente, soprattutto quando accompagnati da salse, burro o preparazioni leggermente tostate. Le sfumature di frutta secca e legno rendono particolarmente interessanti gli abbinamenti con funghi, tartufo e formaggi stagionati come Comté e Cantal, mentre il finale che richiama cacao e agrumi consente persino qualche incontro ben studiato con dessert poco dolci a base di cioccolato fondente.
Alcol, 12,5%
Annata, 2015
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 60%, Chardonnay 40%

NOTE SENSORIALI:

La Grande Année 2015 è una delle espressioni più profonde e rappresentative dello stile Bollinger, uno Champagne millesimato che in questa vendemmia mostra un carattere particolarmente ricco, materico e generoso, mantenendo al tempo stesso la freschezza necessaria per sostenere una struttura importante. Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso e maturo, attraversato da un perlage fine e persistente. Il naso è ampio e stratificato: mela, prugna e mirabella aprono il profilo, seguite da ciliegia, ribes nero, mora e lampone, mentre miele e mandorla introducono una dimensione più profonda. Con l’ossigenazione emergono sfumature di mango, agrumi canditi, vaniglia, nocciola tostata e delicate sensazioni legate alla vinificazione in legno. Al palato è pieno, carnoso e cremoso, con una trama importante che avvolge la bocca senza perdere precisione. La maturità del frutto viene bilanciata da un’acidità ben presente e da una componente sapida e minerale che accompagna il sorso fino alla chiusura. Il finale è lungo e complesso, con richiami di agrumi, cioccolato, frutta secca e una sottile sensazione rocciosa. Uno Champagne potente ed elegante, nel quale il Pinot Noir imprime struttura e profondità mentre lo Chardonnay porta equilibrio, slancio e definizione.

CURIOSITÁ:

La Grande Année viene prodotta da Bollinger esclusivamente nelle vendemmie ritenute all’altezza di rappresentare l’annata e la 2015 nasce da un assemblaggio di 60% Pinot Noir e 40% Chardonnay provenienti da 11 cru, tutti Grand Cru e Premier Cru. Per il Pinot Noir hanno un ruolo centrale Verzenay, Aÿ e Mareuil-sur-Aÿ, mentre lo Chardonnay proviene soprattutto da Chouilly e Avize. L’annata 2015 fu caratterizzata da un periodo molto caldo e soleggiato alternato a piogge moderate; la vendemmia iniziò il 4 settembre con grappoli dagli acini piccoli e concentrati, maturità elevata ma ancora dotati di una buona acidità. Una delle peculiarità fondamentali di La Grande Année è la vinificazione: Bollinger utilizza esclusivamente la parte più nobile della pressatura e la fermentazione avviene interamente in piccoli fusti di rovere, una pratica storica che la Maison continua a preservare anche grazie alla propria tonnellerie. Dopo la presa di spuma, le bottiglie maturano sui lieviti chiuse con tappo di sughero naturale per un periodo superiore a due volte il minimo previsto dalla denominazione; per questa edizione l’affinamento è indicato in circa 84 mesi. Remuage e dégorgement vengono ancora effettuati manualmente. Il dosaggio finale è di 8 g/l, mantenendo La Grande Année nella categoria Brut. La percentuale di Chardonnay del 2015 è inoltre più elevata rispetto a quella di molte altre Grande Année: una scelta che ha permesso alla Maison di bilanciare la particolare concentrazione e maturità raggiunte dal Pinot Noir in questa vendemmia. È proprio il rapporto tra il carattere solare dell’annata, la fermentazione in legno e il lunghissimo affinamento sui lieviti a rendere la 2015 una delle interpretazioni più generose e strutturate dello stile Bollinger.

Bollinger

Champagne Bollinger è una delle grandi maison storiche della Champagne e una delle poche rimaste indipendenti e familiari, profondamente legata ad Aÿ, Grand Cru della Vallée de la Marne e territorio d’elezione del Pinot Noir. La maison nasce ufficialmente il 6 febbraio 1829 dall’incontro tra tre figure molto diverse: Athanase-Louis-Emmanuel de Villermont, aristocratico e proprietario di importanti vigneti ad Aÿ; Paul Renaudin, uomo di Champagne con esperienza nel commercio del vino; e Joseph-Jacob-Placide Bollinger, giovane di origine tedesca arrivato in Francia per dedicarsi al commercio. Da questa unione nasce inizialmente la società Renaudin-Bollinger & Cie, destinata progressivamente a identificarsi con il nome Bollinger. Nel corso dell’Ottocento la maison consolida rapidamente la propria reputazione internazionale e nel 1884 riceve dalla regina Vittoria il primo Royal Warrant della Corona britannica, riconoscimento successivamente rinnovato da tutti i monarchi fino a Carlo III. Uno dei personaggi fondamentali della storia aziendale è però Elisabeth “Lily” Bollinger, che dopo la morte del marito Jacques nel 1941 assume la guida della maison in piena Seconda guerra mondiale e la dirige fino al 1971, viaggiando instancabilmente per promuoverne i vini e contribuendo in maniera decisiva alla costruzione del mito Bollinger. È sotto la sua direzione che nel 1967 nasce R.D., acronimo di Récemment Dégorgé, concetto rivoluzionario per l’epoca: uno Champagne millesimato lasciato maturare molto a lungo sui lieviti e dégorgiato poco prima della commercializzazione, combinando così complessità evolutiva e straordinaria freschezza. Oggi Bollinger possiede circa 180 ettari di vigneti, l’85% dei quali classificati Grand Cru o Premier Cru, distribuiti principalmente tra Aÿ, Avenay, Tauxières, Louvois e Verzenay per il Pinot Noir, Cuis nella Côte des Blancs per lo Chardonnay e Champvoisy nella Vallée de la Marne per il Meunier. È un patrimonio eccezionale che permette alla maison di produrre direttamente la maggioranza delle uve necessarie ai propri assemblaggi, situazione relativamente rara tra le grandi maison champenoise. Il Pinot Noir rappresenta il cuore assoluto dello stile Bollinger: potente, vinoso, strutturato e capace di lunghissima evoluzione, viene considerato non semplicemente uno dei vitigni dell’assemblaggio ma il principale interprete dell’identità della casa. Aÿ ne costituisce il centro simbolico e ospita alcuni vigneti straordinari. La Côte aux Enfants è una ripidissima collina calcarea che Jacques Bollinger ricompose progressivamente all’inizio del Novecento acquistando decine di minuscoli appezzamenti appartenenti a oltre cinquanta proprietari; storicamente utilizzata per produrre uno dei più importanti Coteaux Champenois rossi della regione, oggi dà origine anche a uno Champagne mono-parcellare da Pinot Noir. Ancora più eccezionali sono Clos Saint-Jacques e Chaudes Terres, due minuscole parcelle di Aÿ miracolosamente sopravvissute alla fillossera: qui il Pinot Noir cresce ancora franco di piede e viene propagato attraverso il tradizionale provignage, senza innesto su portainnesto americano. Da queste vigne nasce Vieilles Vignes Françaises, una delle cuvée più rare e identitarie dell’intera Champagne, prodotta esclusivamente nelle annate considerate adatte e in quantità estremamente limitate. Il patrimonio viticolo rappresenta però soltanto una parte dello stile Bollinger, perché la maison ha conservato tecniche di cantina ormai rarissime su questa scala produttiva. Una parte importante dei vins clairs, e la totalità dei vini destinati a La Grande Année, fermenta in pièces di rovere; Bollinger possiede migliaia di piccole botti e mantiene internamente il mestiere del tonnelier, con un proprio bottaio incaricato della manutenzione del patrimonio di fûts. Il legno non viene utilizzato per imprimere aromi marcati, ma per favorire una lenta micro-ossigenazione e costruire vini capaci di affrontare lunghissimi affinamenti. Ancora più straordinario è il sistema dei vini di riserva: accanto alle riserve conservate in grandi contenitori, Bollinger mantiene vini separati per cru e annata direttamente in magnum, chiusi sotto sughero e lasciati evolvere lentamente. La maison utilizza questa pratica negli assemblaggi dei non millesimati fin dal 1892 e conserva oggi migliaia di magnum appartenenti a numerose vendemmie e crus differenti, una vera biblioteca liquida che costituisce uno dei segreti della profondità della Special Cuvée. Quest’ultima è la firma della maison e nasce da un assemblaggio dominato dal Pinot Noir, completato da Chardonnay e Meunier, con una percentuale molto elevata di vini di riserva, parte dei quali provenienti proprio dalle magnum. La Grande Année viene invece prodotta soltanto nelle vendemmie considerate eccezionali, vinificata integralmente in vecchie botti e affinata lungamente sui lieviti prima del remuage e del dégorgement effettuati manualmente. R.D. parte dalla stessa filosofia millesimata ma prolunga ulteriormente il contatto con i lieviti e viene dégorgiata poco prima dell’uscita, creando uno dei contrasti stilistici più affascinanti della Champagne tra maturità aromatica e tensione. Bollinger Rosé interpreta invece la componente vinosa attraverso l’aggiunta di Pinot Noir rosso proveniente anche dai grandi terroir della maison, mentre la serie PN, inaugurata per approfondire le molteplici espressioni del Pinot Noir, mette ogni edizione sotto la guida di un cru e di una vendemmia di riferimento. Al vertice rimangono La Côte aux Enfants e Vieilles Vignes Françaises, due vini che trasformano il Pinot Noir di Aÿ in una lettura quasi borgognona della parcella. Il rapporto di Bollinger con il tempo emerge anche dalle sue straordinarie œnothèques: nel 2010, durante un inventario delle cantine, venne riscoperto un caveau dimenticato contenente antichissime bottiglie e magnum; il successivo lavoro di catalogazione e restauro ha permesso di ricostruire una collezione che comprende vini risalenti fino al 1830, appena un anno dopo la fondazione. Nel 2016 sono così nate Galerie 1829 e La Réserve, vere biblioteche della memoria della maison che custodiscono migliaia di bottiglie, vecchi millesimi, R.D., Vieilles Vignes Françaises e vini di riserva. Bollinger rappresenta quindi una combinazione quasi unica tra le dimensioni e la solidità di una grande maison e una cultura produttiva sorprendentemente artigianale: circa 180 ettari di proprietà, Pinot Noir come vitigno identitario, fermentazioni in vecchie pièces, tonnellerie interna, riserve conservate in magnum, lunghissimi affinamenti e vigneti eccezionali come La Côte aux Enfants, Clos Saint-Jacques e Chaudes Terres. Dal 1829 la maison ha costruito il proprio stile non sulla ricerca della leggerezza, ma sulla vinosità: Champagne profondi, strutturati, complessi e gastronomici, nei quali la bollicina accompagna un vino concepito per evolvere. È questa fedeltà ad Aÿ, al Pinot Noir e al tempo lungo ad aver reso Bollinger una delle firme più riconoscibili della Champagne e, ancora oggi, una delle testimonianze più complete di quanto una grande maison possa conservare un autentico spirito vigneron.