CHAMPAGNE BRUT NATURE BLANC DE BLANCS "L'ENCLUME" 2011 - TARLANT
Abbinamenti, La potenza minerale e la straordinaria tensione dell’Enclume 2011 lo rendono uno Champagne da grande cucina. È magnifico con ostriche, ricci di mare, capesante e crostacei, dove la componente salina crea una continuità naturale con il piatto. Splendido anche con rombo o sogliola accompagnati da beurre blanc, astice alla griglia e preparazioni di pesce più ricche, perché acidità e assenza di dosaggio riescono a bilanciare efficacemente burro e salse. La profondità raggiunta con il lungo affinamento permette inoltre di abbinarlo a carni bianche delicate, animelle e formaggi stagionati come un grande Comté. È però anche una bottiglia da degustare da sola, dedicandole tempo nel bicchiere.
Alcol, 12%
Annata, 2011
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%
NOTE SENSORIALI:
Lo Champagne Brut Nature Blanc de Blancs “L’Enclume” 2011 di Tarlant si presenta con un giallo dorato luminoso, percorso da un perlage finissimo e perfettamente integrato. Il naso è profondo e in continua evoluzione: limone maturo, clementina e kumquat si intrecciano a mela gialla, pera e leggere sfumature di miele d’acacia. Con l’ossigenazione emergono cera d’api, nocciola, mandorla e delicate note di pane tostato, mentre una marcata sensazione di selce e gesso attraversa tutto il profilo aromatico. Al palato è teso, energico e quasi elettrico, con un’acidità ancora sorprendente per l’età e una struttura importante, resa più armoniosa dalla lunghissima permanenza sui lieviti. L’assenza totale di dosaggio lascia emergere una sapidità netta e una sensazione quasi iodato-minerale. Il finale è lunghissimo, asciutto e affilato, con ritorni di agrumi, frutta secca, pietra focaia e mandorla. Uno Chardonnay di Champagne radicale, potente e verticale, lontanissimo dall’idea di Blanc de Blancs semplicemente delicato.
CURIOSITÀ:
L’Enclume è uno degli Champagne parcellari più rari di Tarlant e nasce esclusivamente da Chardonnay coltivato nell’omonimo lieu-dit di Œuilly, nella Vallée de la Marne. Il nome significa “l’incudine” e richiama la particolare forma della parcella. A renderla davvero eccezionale è però il terreno: una componente di selce e ciottoli silicei sopra substrati calcarei, presenza piuttosto insolita in Champagne, che imprime al vino la caratteristica tensione fumé e minerale. Il 2011 rappresenta la prima versione imbottigliata separatamente di questa parcella. Le uve vengono raccolte manualmente e la vinificazione segue la filosofia più rigorosa di Benoît Tarlant: fermentazioni spontanee, lungo passaggio in legno, nessuna fermentazione malolattica e nessun dosaggio finale. Il tiraggio avviene nel maggio 2012 e il vino rimane poi per un periodo eccezionalmente lungo sui lieviti. Esistono più sboccature del 2011: alcune del 2022 dopo circa dieci anni, altre effettuate nel dicembre 2024 dopo oltre dodici anni. Un dettaglio importante, perché la data di dégorgement può cambiare sensibilmente l’evoluzione della stessa annata.
Tarlant +

Tarlant è una delle famiglie storiche della Champagne e una delle realtà che più hanno contribuito, con largo anticipo rispetto alle tendenze contemporanee, alla diffusione di Champagne a dosaggio zero e fortemente legati alla singola parcella. La storia viticola della famiglia viene fatta risalire al 1687 e attraversa oggi dodici generazioni; il cuore del domaine si trova a Œuilly, nella Vallée de la Marne, dove la proprietà ha sede e dove Benoît e Mélanie Tarlant rappresentano l’attuale generazione alla guida dell’azienda. Il patrimonio comprende circa 14 ettari e si sviluppa principalmente intorno a Œuilly e nei territori vicini della Vallée de la Marne, attraverso un mosaico di parcelle estremamente differenti per esposizione e composizione geologica. È proprio la diversità dei suoli a costituire uno dei punti centrali del pensiero Tarlant: craie, argille, marne, sabbie e componenti silicee vengono considerate elementi capaci di modificare profondamente il carattere del vino, tanto che molte cuvée sono costruite per isolare e rendere riconoscibile uno specifico lieu-dit. In vigneto l’approccio è orientato alla vitalità naturale del terreno, con inerbimento spontaneo tra i filari, lavorazioni superficiali sottofila, concimazioni organiche, sovescio e utilizzo di preparati vegetali ed erboterapia; la potatura viene inoltre affrontata con particolare attenzione ai flussi linfatici della pianta. Un elemento distintivo è il patrimonio ampelografico: accanto a Pinot Noir, Meunier e Chardonnay, Tarlant conserva varietà storiche ormai rarissime come Pinot Blanc, Arbanne e Petit Meslier. Nel lieu-dit Four à Chaux, per esempio, queste tre varietà sono state preservate attraverso selezioni massali piantate nel 2003 e costituiscono la base di BAM!, una delle cuvée più originali del domaine. In cantina la filosofia segue la stessa logica di precisione. Le parcelle vengono vinificate separatamente, la pressatura è delicata e le fermentazioni possono partire spontaneamente, mentre una parte importante dei vini viene lavorata in fûts di rovere borgognoni. La fermentazione malolattica non viene ricercata sistematicamente, così da conservare tensione e acidità naturale; chiarifiche e filtrazioni vengono evitate nelle cuvée più identitarie e gli affinamenti sui lieviti possono diventare estremamente lunghi. BAM!, per esempio, fermenta spontaneamente in legno, rimane sei mesi sulle fecce della vendemmia e utilizza una réserve perpétuelle della stessa parcella avviata nel 2007; un’edizione basata sulla vendemmia 2012 è rimasta oltre dieci anni sui lieviti ed è stata dégorgiata senza dosage. La scelta del Brut Nature è infatti uno dei tratti storicamente più riconoscibili della maison. La celebre Cuvée Zéro nasce dalla volontà della famiglia di dimostrare che uno Champagne ottenuto da uve sufficientemente mature e da vini equilibrati non necessita necessariamente dell’aggiunta di zucchero dopo il dégorgement; da questa impostazione è nata nel tempo un’intera famiglia di Champagne non dosati, compreso Rosé Zéro. Accanto alle cuvée di assemblaggio, Tarlant ha sviluppato una straordinaria collezione di vini parcellari. La Vigne d’Antan nasce da Chardonnay coltivato su sabbie non innestato su portainnesto americano, una condizione rarissima nella Champagne contemporanea; La Vigne d’Or porta invece al centro il Meunier e ne mostra la capacità di produrre vini profondi e longevi; La Vigne Royale esplora il Pinot Noir, mentre Cuvée Louis rappresenta una delle interpretazioni più complesse e storiche della maison. BAM! costituisce infine quasi un manifesto della biodiversità champenoise: Pinot Blanc, Petit Meslier e Arbanne vengono riuniti in uno Champagne Brut Nature proveniente da una singola parcella di Œuilly caratterizzata da calcare e sabbie silicee del Lutetiano. La forza di Tarlant sta proprio nella capacità di mettere insieme due concetti che oggi sembrano modernissimi ma che la famiglia pratica da decenni: memoria e sperimentazione. Da una parte esiste una storia iniziata nel 1687, dodici generazioni e un patrimonio familiare profondamente radicato nella Vallée de la Marne; dall’altra troviamo vinificazioni parcellari, fermentazioni spontanee, réserve perpétuelle, dosaggio zero, recupero dei vitigni dimenticati e un lavoro agronomico orientato alla biodiversità. Benoît e Mélanie Tarlant continuano oggi questa ricerca senza trasformarla in una formula unica: ogni parcella può richiedere una vinificazione differente e ogni vendemmia viene interpretata secondo il proprio equilibrio. È per questo che Tarlant rappresenta una delle espressioni più personali dello Champagne de vigneron: non una maison costruita intorno a uno stile standardizzato, ma una famiglia che utilizza la bollicina come strumento per raccontare suoli, vigne, varietà e tempo, lasciando che sia il territorio di Œuilly e della Vallée de la Marne a rimanere il vero protagonista.