CHAMPAGNE BRUT NATURE "CUVÉE LOUIS TARLANT" 1996 - TARLANT
Abbinamenti, Ideale come aperitivo o con sushi ed ostriche.
Alcol, 12%
Annata, 1996
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8-10°
Vitigni, Pinot Nero 50%, Chardonnay 50%
NOTE SENSORIALI:
Lo Champagne Brut Nature “Cuvée Louis Tarlant” 1996 di Tarlant si presenta con un giallo dorato profondo e luminoso, attraversato da un perlage finissimo, ormai completamente fuso nella materia del vino. Il naso è straordinariamente complesso: albicocca matura, scorza d’agrumi candita e mela evolvono verso nocciola, mandorla e frutta secca, accompagnate da croissant, brioche tostata e miele. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di vaniglia, caffè, spezie e gesso, senza che quasi trent’anni di evoluzione abbiano cancellato la freschezza. Al palato è ampio, vinoso e cremoso, ma contemporaneamente teso e precisissimo. L’assenza di dosaggio lascia scoperta una straordinaria trama acida e salina, mentre la bollicina diventa quasi una componente tattile. Il finale è lunghissimo, asciutto e minerale, con ritorni di nocciola, agrumi maturi, caffè e craie. Uno Champagne monumentale, maturo ma ancora incredibilmente vivo.
CURIOSITÀ:
Cuvée Louis 1996 è una bottiglia eccezionale anche all’interno della produzione Tarlant. Nasce esclusivamente dal lieu-dit “Les Crayons” a Œuilly, nella Vallée de la Marne: circa 0,9 ettari su pura craie campaniana, a circa 90 metri di altitudine, piantati con selezioni massali di Pinot Noir e Chardonnay tra il 1946 e il 1948 dalla famiglia Tarlant. L’assemblaggio è esattamente 50% Pinot Noir e 50% Chardonnay. Normalmente Cuvée Louis può riunire più vendemmie, ma per il leggendario 1996 la famiglia decise di imbottigliare il millesimo da solo. La fermentazione avvenne spontaneamente in botti borgognone con lieviti indigeni, senza fermentazione malolattica, seguita da circa otto mesi sulle fecce in legno. Il tiraggio avvenne nella primavera del 1997 e il vino rimase poi per oltre un quarto di secolo sui lieviti prima della sboccatura, senza alcun dosaggio: 0 g/l. La cuvée rende omaggio a Louis Tarlant, figura fondamentale della famiglia e tra coloro che contribuirono alla costruzione dell’identità moderna della Maison.
Tarlant +

Tarlant è una delle famiglie storiche della Champagne e una delle realtà che più hanno contribuito, con largo anticipo rispetto alle tendenze contemporanee, alla diffusione di Champagne a dosaggio zero e fortemente legati alla singola parcella. La storia viticola della famiglia viene fatta risalire al 1687 e attraversa oggi dodici generazioni; il cuore del domaine si trova a Œuilly, nella Vallée de la Marne, dove la proprietà ha sede e dove Benoît e Mélanie Tarlant rappresentano l’attuale generazione alla guida dell’azienda. Il patrimonio comprende circa 14 ettari e si sviluppa principalmente intorno a Œuilly e nei territori vicini della Vallée de la Marne, attraverso un mosaico di parcelle estremamente differenti per esposizione e composizione geologica. È proprio la diversità dei suoli a costituire uno dei punti centrali del pensiero Tarlant: craie, argille, marne, sabbie e componenti silicee vengono considerate elementi capaci di modificare profondamente il carattere del vino, tanto che molte cuvée sono costruite per isolare e rendere riconoscibile uno specifico lieu-dit. In vigneto l’approccio è orientato alla vitalità naturale del terreno, con inerbimento spontaneo tra i filari, lavorazioni superficiali sottofila, concimazioni organiche, sovescio e utilizzo di preparati vegetali ed erboterapia; la potatura viene inoltre affrontata con particolare attenzione ai flussi linfatici della pianta. Un elemento distintivo è il patrimonio ampelografico: accanto a Pinot Noir, Meunier e Chardonnay, Tarlant conserva varietà storiche ormai rarissime come Pinot Blanc, Arbanne e Petit Meslier. Nel lieu-dit Four à Chaux, per esempio, queste tre varietà sono state preservate attraverso selezioni massali piantate nel 2003 e costituiscono la base di BAM!, una delle cuvée più originali del domaine. In cantina la filosofia segue la stessa logica di precisione. Le parcelle vengono vinificate separatamente, la pressatura è delicata e le fermentazioni possono partire spontaneamente, mentre una parte importante dei vini viene lavorata in fûts di rovere borgognoni. La fermentazione malolattica non viene ricercata sistematicamente, così da conservare tensione e acidità naturale; chiarifiche e filtrazioni vengono evitate nelle cuvée più identitarie e gli affinamenti sui lieviti possono diventare estremamente lunghi. BAM!, per esempio, fermenta spontaneamente in legno, rimane sei mesi sulle fecce della vendemmia e utilizza una réserve perpétuelle della stessa parcella avviata nel 2007; un’edizione basata sulla vendemmia 2012 è rimasta oltre dieci anni sui lieviti ed è stata dégorgiata senza dosage. La scelta del Brut Nature è infatti uno dei tratti storicamente più riconoscibili della maison. La celebre Cuvée Zéro nasce dalla volontà della famiglia di dimostrare che uno Champagne ottenuto da uve sufficientemente mature e da vini equilibrati non necessita necessariamente dell’aggiunta di zucchero dopo il dégorgement; da questa impostazione è nata nel tempo un’intera famiglia di Champagne non dosati, compreso Rosé Zéro. Accanto alle cuvée di assemblaggio, Tarlant ha sviluppato una straordinaria collezione di vini parcellari. La Vigne d’Antan nasce da Chardonnay coltivato su sabbie non innestato su portainnesto americano, una condizione rarissima nella Champagne contemporanea; La Vigne d’Or porta invece al centro il Meunier e ne mostra la capacità di produrre vini profondi e longevi; La Vigne Royale esplora il Pinot Noir, mentre Cuvée Louis rappresenta una delle interpretazioni più complesse e storiche della maison. BAM! costituisce infine quasi un manifesto della biodiversità champenoise: Pinot Blanc, Petit Meslier e Arbanne vengono riuniti in uno Champagne Brut Nature proveniente da una singola parcella di Œuilly caratterizzata da calcare e sabbie silicee del Lutetiano. La forza di Tarlant sta proprio nella capacità di mettere insieme due concetti che oggi sembrano modernissimi ma che la famiglia pratica da decenni: memoria e sperimentazione. Da una parte esiste una storia iniziata nel 1687, dodici generazioni e un patrimonio familiare profondamente radicato nella Vallée de la Marne; dall’altra troviamo vinificazioni parcellari, fermentazioni spontanee, réserve perpétuelle, dosaggio zero, recupero dei vitigni dimenticati e un lavoro agronomico orientato alla biodiversità. Benoît e Mélanie Tarlant continuano oggi questa ricerca senza trasformarla in una formula unica: ogni parcella può richiedere una vinificazione differente e ogni vendemmia viene interpretata secondo il proprio equilibrio. È per questo che Tarlant rappresenta una delle espressioni più personali dello Champagne de vigneron: non una maison costruita intorno a uno stile standardizzato, ma una famiglia che utilizza la bollicina come strumento per raccontare suoli, vigne, varietà e tempo, lasciando che sia il territorio di Œuilly e della Vallée de la Marne a rimanere il vero protagonista.