MARCO SARA

FRIULI COLLI ORIENTALI DOC RIBOLLA GIALLA 2025 - MARCO SARA

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Abbinamenti, La freschezza e soprattutto la componente sapida della Ribolla Gialla 2025 la rendono un bianco estremamente gastronomico. È ideale con crudi di pesce, tartare, ostriche, crostacei e molluschi, dove la tensione agrumata e minerale riesce ad accompagnare perfettamente la naturale salinità delle preparazioni. Funziona molto bene anche con pesci bianchi alla griglia, risotti di mare e primi piatti delicati, mentre la sua parte più erbacea permette abbinamenti interessanti con asparagi, frittate alle erbe e verdure primaverili. La permanenza sulle fecce le conferisce però sufficiente consistenza per spingersi verso baccalà, carni bianche delicate e formaggi freschi o di media stagionatura.
Alcol, 12%
Annata, 2025
Denominazione, Friuli Colli Orientali DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Friuli Venezia Giulia (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Ribolla Gialla 100%

NOTE SENSORIALI:

La Ribolla Gialla 2025 di Marco Sara è un bianco essenziale e profondamente territoriale, nato sulle colline di Povoletto, a nord-est di Udine, dove la freschezza delle Prealpi Giulie incontra i caratteristici terreni di ponca dei Colli Orientali. È una Ribolla interpretata senza macerazioni e senza legno, con l’obiettivo di lasciare emergere soprattutto tensione, sapidità e naturale espressività del vitigno. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso dai riflessi verdolini. Il profilo aromatico è sottile e progressivo, inizialmente giocato su mela fresca, pera, scorza di limone e piccoli agrumi, ai quali si aggiungono fiori bianchi, erbe di campo e leggere sfumature minerali. Al palato è asciutta, verticale e molto dinamica, sostenuta da una freschezza netta e da una componente sapida che diventa uno dei tratti più riconoscibili del sorso. L’affinamento sulle fecce fini aggiunge consistenza senza togliere slancio, regalando una sensazione leggermente cremosa che contrasta piacevolmente con la parte più citrina e minerale. Il finale è pulito, salino e persistente, con un delicato richiamo agrumato e una piacevole austerità. Una Ribolla Gialla precisa e poco costruita, nella quale Marco Sara ricerca soprattutto la trasparenza del vitigno e del territorio.

CURIOSITÁ:

La Ribolla Gialla 2025 nasce da 100% Ribolla Gialla coltivata in regime biologico nei vigneti di Marco Sara sulle colline di Povoletto, nella parte più fresca dei Colli Orientali del Friuli. Le vigne utilizzate per questa etichetta sono state piantate indicativamente tra il 2000 e il 2010, si trovano tra circa 175 e 300 metri di altitudine e godono di esposizione prevalentemente orientale. Il terreno è la celebre ponca friulana, una successione stratificata di marne e arenarie formatasi da antichi sedimenti marini, povera e friabile, capace di imprimere ai vini una marcata tensione sapida. La vendemmia viene effettuata manualmente nel mese di settembre. In cantina i grappoli vengono pressati direttamente senza diraspatura e viene utilizzata soltanto la parte più fine della pressatura, indicativamente intorno al 60% del mosto ottenibile. La fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e avviene in cemento; non viene svolta la fermentazione malolattica, scelta fondamentale per preservare l’acidità e il carattere verticale della Ribolla. Anche l’affinamento prosegue in cemento, sulle fecce fini, per circa 6-8 mesi, senza alcun passaggio in legno. La produzione è limitata a circa 7.000 bottiglie. È una lavorazione perfettamente coerente con il percorso di Marco Sara, che ha preso in mano l’azienda familiare nel 2000 e dal 2005 conduce i vigneti in biologico certificato, lavorando piccoli appezzamenti circondati anche da boschi e cercando nei propri vini un’espressione sempre più nitida della ponca e del microclima prealpino.

Marco Sara

Marco Sara è una piccola realtà artigianale di Savorgnano del Torre, frazione di Povoletto, nella parte più occidentale e fresca dei Colli Orientali del Friuli, dove la famiglia lavora la terra da generazioni. Il nonno conduceva un’azienda agricola mista, con vigneti, seminativi e animali, mentre il padre di Marco scelse progressivamente di concentrarsi sulla vite e sulla produzione di vino sfuso, secondo una tradizione molto diffusa in questa parte del Friuli. È Marco a cambiare definitivamente direzione: dopo la scomparsa del padre sente la responsabilità di valorizzare direttamente le vigne familiari e nel 2003 inizia a imbottigliare, scegliendo come primo vino proprio il Picolit, varietà rarissima e storicamente legata a Savorgnano. Quel primo passo definisce già buona parte della filosofia futura dell’azienda: recuperare ciò che appartiene al territorio, lavorarlo senza forzature e trasformare una zona poco conosciuta dei Colli Orientali in una precisa identità viticola. Oggi Marco, insieme alla moglie Sandra, conduce circa otto ettari di vigneto affiancati da circa quattro ettari di bosco, distribuiti in piccoli appezzamenti tra 175 e 300 metri di altitudine. Molte vigne hanno tra cinquanta e sessant’anni e crescono sulla caratteristica ponca friulana, un flysch eocenico formato dall’alternanza di marne e arenarie che Marco considera uno degli elementi fondamentali dei propri vini. Non tutta la ponca è però uguale e il suo lavoro si concentra proprio sulla comprensione delle differenze tra le varie parcelle: Riù Falcon presenta una maggiore componente di sabbie e argille e ospita alcune vecchie vigne, mentre Monte della Guardia mostra una presenza più marcata di marne calcaree ed è diventato uno dei luoghi simbolo della ricerca aziendale. Il clima relativamente fresco di Savorgnano del Torre e le importanti escursioni termiche favoriscono maturazioni lente, conservazione dell’acidità e sviluppo aromatico, caratteristiche che si ritrovano nella tensione e nella sapidità dei vini. Marco ha eliminato i prodotti di sintesi dai vigneti già dal 2005 e successivamente ha intrapreso il percorso di certificazione biologica, ottenuta nel 2011. La conduzione privilegia vitalità del terreno, biodiversità, lavoro manuale e rispetto dei cicli naturali, con l’obiettivo di ottenere uve sufficientemente sane e mature da rendere superflui interventi invasivi in cantina. Le fermentazioni vengono condotte con lieviti indigeni, spesso attraverso pied de cuve, la solforosa viene utilizzata con grande moderazione e le filtrazioni vengono evitate quando non considerate necessarie. L’approccio non ricerca però l’irregolarità come valore: per Marco la precisione tecnica e la pulizia del vino rimangono condizioni indispensabili per permettere al territorio di emergere realmente. Il patrimonio varietale è fortemente friulano e comprende Friulano, Ribolla Gialla, Picolit, Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso e altre varietà storicamente presenti nella zona, affiancate dal Cabernet Franc, vitigno internazionale ormai profondamente radicato nella cultura viticola regionale. Il Picolit rimane il vino più intimamente legato alla storia personale di Marco e alla vocazione di Savorgnano, territorio tradizionalmente conosciuto per passiti e vini da uve botritizzate: la naturale predisposizione del vitigno all’aborto floreale determina rese bassissime, mentre particolari condizioni climatiche possono favorire lo sviluppo della Botrytis cinerea e consentire la produzione di vini dolci di straordinaria concentrazione, sostenuti però dalla freschezza tipica della zona. Nel tempo la gamma si è ampliata senza perdere questa impostazione territoriale: il Friulano viene interpretato tanto in una versione più immediata quanto attraverso selezioni come Erba Alta; la Ribolla Gialla conserva un profilo teso e verticale; Schioppettino, Refosco e Cabernet Franc raccontano il volto rosso dei Colli Orientali privilegiando freschezza, spezia e bevibilità rispetto alla concentrazione; Monte della Guardia rappresenta invece una delle espressioni più profonde della ricerca sulle singole vigne. Negli ultimi anni Marco ha inoltre continuato ad ampliare il proprio lavoro sulle varietà autoctone, arrivando anche al Pignolo, prodotto per la prima volta con l’annata 2022 e commercializzato nel 2025. La produzione complessiva rimane inferiore alle 30.000 bottiglie annue, dimensione volutamente contenuta che permette a Marco di seguire direttamente l’intero processo dalla vigna alla bottiglia. È proprio questa scala artigianale a rappresentare uno dei punti centrali del progetto: Marco Sara non cerca di costruire una gamma attraverso numerose etichette o tecniche spettacolari, ma di approfondire progressivamente la conoscenza di Savorgnano del Torre. Vecchie vigne, boschi, forti pendenze, ponca, agricoltura biologica, fermentazioni spontanee e vitigni storici diventano strumenti di una ricerca iniziata con il Picolit nel 2003 e oggi molto più articolata. In un territorio rimasto a lungo ai margini della notorietà dei Colli Orientali, Marco ha contribuito inoltre a creare una nuova consapevolezza collettiva sull’identità di Savorgnano, sostenendone la valorizzazione come area viticola specifica. I suoi vini raccontano quindi non soltanto una piccola azienda familiare, ma un luogo preciso del Friuli: una zona fresca e collinare nella quale la ponca incontra il bosco e dove varietà come Picolit, Friulano, Ribolla Gialla, Schioppettino e Refosco possono esprimersi attraverso vini profondi, sapidi e longevi senza perdere naturalezza e bevibilità.