GOLAN HEIGHTS WINERY

GALILEE CHARDONNAY "YARDEN" 2023 - GOLAN HEIGHTS WINERY

Regular price €22,50 Sale price€25,00you save €2,50

Abbinamenti, Lo Chardonnay Yarden 2023 è un vino dalla notevole vocazione gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni ricche e strutturate, nelle quali la sua consistenza cremosa, la freschezza e le delicate note tostate possano trovare un equilibrio naturale. Lo consigliamo con risotto alle capesante, tagliolini al tartufo bianco, ravioli di ricotta e spinaci al burro e salvia e risotto ai funghi porcini, piatti nei quali la profondità dello Chardonnay valorizza la ricchezza degli ingredienti senza comprometterne la delicatezza. Ottimo con rombo al forno, salmone alla griglia, coda di rospo in crosta di erbe aromatiche e astice al burro, soprattutto quando accompagnati da salse cremose o leggere emulsioni al limone. La sua struttura lo rende particolarmente interessante anche con pollo arrosto, faraona ripiena, vitello alle erbe e tacchino con salsa ai funghi, preparazioni nelle quali la morbidezza del vino incontra la succulenza delle carni bianche. Per quanto riguarda i formaggi, suggeriamo Brie, Camembert, Comté e formaggi a pasta semidura di media stagionatura, capaci di valorizzarne le sfumature di nocciola, burro e spezie dolci. Da provare anche con una fonduta delicata, un gratin di patate e funghi oppure con gamberi alla griglia accompagnati da una salsa al burro e agrumi.
Alcol, 14%
Annata, 2023
Denominazione, Galilee
Filosofia, Kosher
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Israele
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Chardonnay Yarden 2023 di Golan Heights Winery è un bianco di grande eleganza e personalità, capace di coniugare la ricchezza espressiva dello Chardonnay affinato in legno con una freschezza sorprendente, favorita dalle particolari condizioni climatiche delle alture del Golan. Nel calice si presenta con un giallo paglierino intenso e luminoso, impreziosito da delicati riflessi dorati. Il bouquet è ampio e articolato, con profumi di mela gialla, pera matura, ananas e melone, accompagnati da richiami di scorza di limone, albicocca e fiori bianchi. Con l'ossigenazione emergono eleganti sfumature di vaniglia, nocciola tostata, burro e spezie dolci, testimonianza di un utilizzo del rovere francese capace di arricchire il vino senza sovrastarne la componente fruttata. In bocca è pieno, avvolgente e di notevole consistenza, con una tessitura cremosa che conferisce profondità e una piacevole sensazione di morbidezza. La freschezza sostiene la ricchezza del frutto, mentre una delicata tensione minerale e sapida accompagna la progressione gustativa, mantenendo il sorso equilibrato e dinamico. Il finale è lungo e persistente, con ritorni di agrumi maturi, frutta tropicale, nocciola e leggere note tostate. Uno Chardonnay di impostazione internazionale, ricco ma mai eccessivo, nel quale la maturità del frutto e l'eleganza del legno incontrano una freschezza capace di conferire precisione, equilibrio e un interessante potenziale evolutivo.

CURIOSITÀ:

Golan Heights Winery nasce nel 1983 a Katzrin, sulle alture del Golan, dall'iniziativa di otto comunità agricole, quattro kibbutz e quattro moshav, diventando una delle realtà più importanti per lo sviluppo della viticoltura israeliana moderna. Sotto la direzione enologica di Victor Schoenfeld, la cantina ha costruito la propria identità attraverso uno studio approfondito dei vigneti e delle differenti condizioni climatiche e geologiche del territorio. Lo Chardonnay Yarden 2023 proviene da vigneti situati nella parte settentrionale delle alture del Golan, tra circa 800 e 1.200 metri di altitudine, dove i terreni di origine vulcanica, gli inverni freddi e le importanti escursioni termiche favoriscono una maturazione graduale delle uve. Il vino viene fermentato in rovere francese e successivamente affinato per circa sette mesi sulle fecce fini in barrique, delle quali una parte significativa è nuova. Questa lavorazione conferisce struttura, profondità e una consistenza cremosa, preservando al tempo stesso la freschezza naturale dello Chardonnay. Il nome Yarden, che in ebraico indica il fiume Giordano, identifica la linea di riferimento dell'azienda, dedicata alla valorizzazione delle uve provenienti dai vigneti più vocati. L'annata 2023 è stata caratterizzata da precipitazioni inferiori alla media e da un'intensa ondata di calore nel mese di agosto, condizioni che hanno richiesto particolare attenzione nella gestione dei vigneti. Il risultato è uno Chardonnay che dimostra come l'altitudine e i suoli vulcanici possano dare origine a vini bianchi di grande struttura, capaci di unire ricchezza aromatica, freschezza e longevità.

Golan Heights Winery

Golan Heights Winery è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla nascita e all’affermazione del vino israeliano moderno, trasformando un territorio fino ad allora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo in una delle aree di riferimento del paese. La cantina viene fondata nel 1983 da otto comunità agricole e kibbutz locali – Ortal, Allone Habashan, El Rom, Geshur, Yonatan, Ein Zivan, Ramat Magshimim e Ramot Naftali – dopo che le prime sperimentazioni viticole avviate sull’altopiano avevano mostrato un potenziale qualitativo particolarmente interessante. Il primo vino commercializzato è uno Yarden Sauvignon Blanc della vendemmia 1983 e proprio Yarden diventerà negli anni il marchio simbolo e la linea più prestigiosa della cantina. La sede viene stabilita a Katzrin e da qui prende forma un progetto che introduce in Israele un approccio profondamente moderno alla viticoltura e all’enologia, basato sulla selezione dei siti, sul controllo delle temperature, sulla sperimentazione clonale e soprattutto sullo studio sistematico delle differenze tra i vigneti. Il vero patrimonio della cantina è rappresentato infatti dall’altopiano del Golan, dove altitudine e origine vulcanica creano condizioni radicalmente differenti rispetto all’immagine generalmente associata alla viticoltura israeliana. I vigneti si distribuiscono dal Golan meridionale, intorno ai 400 metri, fino alle zone settentrionali che raggiungono circa 1.100-1.200 metri di altitudine. Salendo verso nord le temperature diminuiscono sensibilmente, gli inverni diventano freddi e piovosi con nevicate non rare, mentre le estati rimangono asciutte ma caratterizzate da importanti escursioni termiche e notti fresche. I terreni derivano in larga parte dall’antica attività vulcanica della regione e presentano differenti combinazioni di basalto, tufo e argille, generalmente caratterizzate da un ottimo drenaggio. Questa combinazione tra altitudine, clima relativamente fresco e suoli vulcanici permette maturazioni lente e rappresenta il vero elemento distintivo dei vini. Tra i vigneti più importanti troviamo El Rom, situato intorno ai 1.050 metri e piantato inizialmente nel 1983, Odem a circa 1.100 metri, Bar’on intorno ai 1.040 metri, Yonatan tra 600 e 700 metri e Allone Habashan nell’area orientale del Golan. Ogni sito viene studiato separatamente e nel corso degli anni la cantina ha sviluppato numerose selezioni single vineyard proprio per mostrare quanto Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Chardonnay e altri vitigni possano cambiare secondo altitudine, esposizione e composizione del terreno. Il patrimonio varietale è estremamente ampio: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah e Malbec costituiscono una parte importante della produzione rossa, mentre Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris occupano un ruolo centrale tra i bianchi; Pinot Noir viene coltivato soprattutto nei vigneti più freschi e in quota, mentre varietà come Tinta Cão, Touriga Nacional e Tempranillo testimoniano la continua attività di sperimentazione. La sostenibilità è diventata negli ultimi anni un altro elemento importante e numerosi vigneti sono certificati secondo protocolli di viticoltura sostenibile, con un lavoro sempre più preciso sulla gestione dell’acqua, del suolo e della biodiversità. In cantina l’impostazione rimane fortemente tecnica e orientata alla precisione: le parcelle vengono vinificate separatamente, acciaio e rovere francese vengono utilizzati secondo varietà e obiettivo stilistico e i migliori vini affrontano lunghi affinamenti prima della commercializzazione. La produzione è organizzata attraverso diverse famiglie di etichette. Mount Hermon rappresenta l’espressione più immediata e accessibile, Gamla approfondisce varietà e territorio con maggiore struttura, mentre Yarden costituisce il vertice qualitativo e raccoglie sia vini varietali sia selezioni provenienti da singoli vigneti. Il Cabernet Sauvignon Yarden è diventato nel tempo una delle etichette più rappresentative della produzione israeliana, affiancato da Syrah, Merlot, Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc e da numerose interpretazioni parcellari. Particolarmente significativo è Katzrin, prodotto soltanto nelle annate considerate migliori e costruito come grande vino rosso da lungo affinamento attraverso una selezione delle migliori uve aziendali. Anche il mondo delle bollicine occupa uno spazio importante: Chardonnay e Pinot Noir provenienti dai vigneti freschi del Golan settentrionale vengono lavorati secondo il Metodo Tradizionale, con vendemmia manuale, pressatura a grappolo intero, seconda fermentazione in bottiglia e lunghi affinamenti sui lieviti; Yarden Brut Rosé, per esempio, può rimanere circa cinque anni sui lieviti prima della commercializzazione. La capacità di produrre contemporaneamente Cabernet Sauvignon strutturati, Chardonnay maturati in rovere, Pinot Noir di alta quota, vini dolci da Gewürztraminer e Metodo Tradizionale dimostra quanto la vera forza di Golan Heights Winery risieda nella diversità altimetrica e climatica del proprio patrimonio. Dalla prima vendemmia del 1983 la cantina ha costruito gran parte della propria identità attraverso la ricerca, studiando progressivamente quali combinazioni tra varietà, altitudine e suolo possano esprimere meglio il territorio. Golan Heights Winery rappresenta quindi un passaggio fondamentale nella storia enologica israeliana contemporanea: non soltanto una grande cantina, ma uno dei progetti che hanno dimostrato per primi il potenziale qualitativo dei vigneti d’altitudine del Golan. Suoli vulcanici, forti escursioni termiche, vigneti che superano i mille metri, sperimentazione varietale e vinificazioni estremamente precise costituiscono ancora oggi le fondamenta di una produzione che spazia dai vini più immediati di Mount Hermon fino alle selezioni Yarden e ai grandi single vineyard. È proprio la volontà di leggere ogni vigneto come un ambiente distinto, più che l’applicazione di un unico stile aziendale, ad aver costruito nel corso di oltre quarant’anni l’identità di Golan Heights Winery e ad averne fatto uno dei nomi più rappresentativi del vino israeliano moderno.