GOLAN HEIGHTS WINERY

GALILEE PINOT GRIS "YARDEN" 2022 - GOLAN HEIGHTS WINERY

Regular price €20,90 Sale price€23,00you save €2,10

Abbinamenti, Il Pinot Gris Yarden 2022 è un vino dalla notevole versatilità gastronomica, particolarmente interessante con preparazioni che richiedono un bianco capace di combinare freschezza e buona struttura. Lo consigliamo con branzino al forno, orata alla griglia, trota salmonata al burro e limone e filetti di sogliola alle erbe aromatiche, piatti nei quali la componente agrumata del vino valorizza la delicatezza del pesce. Ottimo con linguine ai gamberi, risotto agli asparagi, pasta con zucchine e ricotta e ravioli ripieni di verdure, soprattutto quando accompagnati da condimenti cremosi che trovano equilibrio nella freschezza del Pinot Gris. La sua consistenza lo rende particolarmente interessante anche con pollo al limone e rosmarino, tacchino alle erbe, vitello tonnato e insalate di pollo con verdure croccanti. Per chi ama la cucina asiatica, suggeriamo sushi, sashimi, tempura di gamberi e preparazioni delicatamente speziate a base di zenzero, dove la ricchezza fruttata e la vivacità gustativa contribuiscono a creare abbinamenti armoniosi. Da provare anche con formaggi caprini freschi, robiola, feta e preparazioni a base di verdure grigliate o carciofi.
Alcol, 13,5%
Annata, 2022
Denominazione, Galilee
Filosofia, Kosher
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Israele
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Grigio 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Pinot Gris Yarden 2022 di Golan Heights Winery è un vino bianco che interpreta il carattere del Pinot Grigio attraverso una dimensione particolarmente elegante e strutturata, nella quale la freschezza del frutto incontra una piacevole complessità aromatica. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, impreziosito da delicati riflessi dorati. Il bouquet si sviluppa attorno a profumi di pera nashi, mela verde, pesca bianca e melone, accompagnati da richiami di lime, pompelmo e scorza di mandarino. Con l'ossigenazione emergono sfumature floreali, leggere sensazioni di zenzero, spezie delicate e una sottile impronta minerale, che contribuiscono a rendere il profilo olfattivo articolato e raffinato. In bocca è fresco, armonioso e di medio corpo, con una consistenza piacevolmente avvolgente che rivela un'interpretazione del Pinot Gris più ricca rispetto alle versioni maggiormente orientate alla leggerezza. La componente agrumata sostiene il sorso, mentre una buona tensione acida accompagna la maturità del frutto, mantenendo equilibrio e dinamismo. Il finale è nitido e persistente, con ritorni di pera, agrumi e delicate sfumature speziate. Un bianco capace di coniugare fragranza e profondità, offrendo un'espressione del Pinot Gris nella quale precisione aromatica, freschezza e struttura convivono con naturale eleganza.

CURIOSITÀ:

Golan Heights Winery nasce nel 1983 a Katzrin, sulle alture del Golan, dall'iniziativa di quattro kibbutz e quattro moshav, comunità agricole che hanno contribuito alla trasformazione qualitativa della viticoltura israeliana. La cantina ha costruito la propria reputazione attraverso un approccio particolarmente attento allo studio dei vigneti, sotto la guida dell'enologo Victor Schoenfeld, formatosi all'Università della California a Davis. Il Pinot Gris Yarden proviene da due vigneti situati nella parte settentrionale delle alture del Golan, un territorio caratterizzato da suoli vulcanici, inverni freddi ed elevate escursioni termiche. Queste condizioni favoriscono una maturazione graduale delle uve e permettono di conservare la freschezza naturale del vitigno. La particolarità della vinificazione riguarda la fermentazione: circa metà del vino fermenta in grandi botti ovali di rovere, mentre la restante parte viene lavorata in acciaio inox. Una scelta che consente di arricchire la consistenza e la complessità gustativa senza compromettere la precisione aromatica del Pinot Gris. Il nome Yarden richiama il fiume Giordano e identifica la linea di riferimento della cantina, dedicata alle uve selezionate dai suoi vigneti più vocati. La vendemmia 2022, quarantesima nella storia aziendale, ha beneficiato delle piogge primaverili che hanno garantito buone riserve idriche nei terreni vulcanici, nonostante le elevate temperature registrate alla fine dell'estate. Un progetto che dimostra come il Pinot Gris possa trovare un'identità originale anche lontano dalle sue regioni europee più conosciute.

Golan Heights Winery

Golan Heights Winery è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla nascita e all’affermazione del vino israeliano moderno, trasformando un territorio fino ad allora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo in una delle aree di riferimento del paese. La cantina viene fondata nel 1983 da otto comunità agricole e kibbutz locali – Ortal, Allone Habashan, El Rom, Geshur, Yonatan, Ein Zivan, Ramat Magshimim e Ramot Naftali – dopo che le prime sperimentazioni viticole avviate sull’altopiano avevano mostrato un potenziale qualitativo particolarmente interessante. Il primo vino commercializzato è uno Yarden Sauvignon Blanc della vendemmia 1983 e proprio Yarden diventerà negli anni il marchio simbolo e la linea più prestigiosa della cantina. La sede viene stabilita a Katzrin e da qui prende forma un progetto che introduce in Israele un approccio profondamente moderno alla viticoltura e all’enologia, basato sulla selezione dei siti, sul controllo delle temperature, sulla sperimentazione clonale e soprattutto sullo studio sistematico delle differenze tra i vigneti. Il vero patrimonio della cantina è rappresentato infatti dall’altopiano del Golan, dove altitudine e origine vulcanica creano condizioni radicalmente differenti rispetto all’immagine generalmente associata alla viticoltura israeliana. I vigneti si distribuiscono dal Golan meridionale, intorno ai 400 metri, fino alle zone settentrionali che raggiungono circa 1.100-1.200 metri di altitudine. Salendo verso nord le temperature diminuiscono sensibilmente, gli inverni diventano freddi e piovosi con nevicate non rare, mentre le estati rimangono asciutte ma caratterizzate da importanti escursioni termiche e notti fresche. I terreni derivano in larga parte dall’antica attività vulcanica della regione e presentano differenti combinazioni di basalto, tufo e argille, generalmente caratterizzate da un ottimo drenaggio. Questa combinazione tra altitudine, clima relativamente fresco e suoli vulcanici permette maturazioni lente e rappresenta il vero elemento distintivo dei vini. Tra i vigneti più importanti troviamo El Rom, situato intorno ai 1.050 metri e piantato inizialmente nel 1983, Odem a circa 1.100 metri, Bar’on intorno ai 1.040 metri, Yonatan tra 600 e 700 metri e Allone Habashan nell’area orientale del Golan. Ogni sito viene studiato separatamente e nel corso degli anni la cantina ha sviluppato numerose selezioni single vineyard proprio per mostrare quanto Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Chardonnay e altri vitigni possano cambiare secondo altitudine, esposizione e composizione del terreno. Il patrimonio varietale è estremamente ampio: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah e Malbec costituiscono una parte importante della produzione rossa, mentre Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris occupano un ruolo centrale tra i bianchi; Pinot Noir viene coltivato soprattutto nei vigneti più freschi e in quota, mentre varietà come Tinta Cão, Touriga Nacional e Tempranillo testimoniano la continua attività di sperimentazione. La sostenibilità è diventata negli ultimi anni un altro elemento importante e numerosi vigneti sono certificati secondo protocolli di viticoltura sostenibile, con un lavoro sempre più preciso sulla gestione dell’acqua, del suolo e della biodiversità. In cantina l’impostazione rimane fortemente tecnica e orientata alla precisione: le parcelle vengono vinificate separatamente, acciaio e rovere francese vengono utilizzati secondo varietà e obiettivo stilistico e i migliori vini affrontano lunghi affinamenti prima della commercializzazione. La produzione è organizzata attraverso diverse famiglie di etichette. Mount Hermon rappresenta l’espressione più immediata e accessibile, Gamla approfondisce varietà e territorio con maggiore struttura, mentre Yarden costituisce il vertice qualitativo e raccoglie sia vini varietali sia selezioni provenienti da singoli vigneti. Il Cabernet Sauvignon Yarden è diventato nel tempo una delle etichette più rappresentative della produzione israeliana, affiancato da Syrah, Merlot, Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc e da numerose interpretazioni parcellari. Particolarmente significativo è Katzrin, prodotto soltanto nelle annate considerate migliori e costruito come grande vino rosso da lungo affinamento attraverso una selezione delle migliori uve aziendali. Anche il mondo delle bollicine occupa uno spazio importante: Chardonnay e Pinot Noir provenienti dai vigneti freschi del Golan settentrionale vengono lavorati secondo il Metodo Tradizionale, con vendemmia manuale, pressatura a grappolo intero, seconda fermentazione in bottiglia e lunghi affinamenti sui lieviti; Yarden Brut Rosé, per esempio, può rimanere circa cinque anni sui lieviti prima della commercializzazione. La capacità di produrre contemporaneamente Cabernet Sauvignon strutturati, Chardonnay maturati in rovere, Pinot Noir di alta quota, vini dolci da Gewürztraminer e Metodo Tradizionale dimostra quanto la vera forza di Golan Heights Winery risieda nella diversità altimetrica e climatica del proprio patrimonio. Dalla prima vendemmia del 1983 la cantina ha costruito gran parte della propria identità attraverso la ricerca, studiando progressivamente quali combinazioni tra varietà, altitudine e suolo possano esprimere meglio il territorio. Golan Heights Winery rappresenta quindi un passaggio fondamentale nella storia enologica israeliana contemporanea: non soltanto una grande cantina, ma uno dei progetti che hanno dimostrato per primi il potenziale qualitativo dei vigneti d’altitudine del Golan. Suoli vulcanici, forti escursioni termiche, vigneti che superano i mille metri, sperimentazione varietale e vinificazioni estremamente precise costituiscono ancora oggi le fondamenta di una produzione che spazia dai vini più immediati di Mount Hermon fino alle selezioni Yarden e ai grandi single vineyard. È proprio la volontà di leggere ogni vigneto come un ambiente distinto, più che l’applicazione di un unico stile aziendale, ad aver costruito nel corso di oltre quarant’anni l’identità di Golan Heights Winery e ad averne fatto uno dei nomi più rappresentativi del vino israeliano moderno.