TRAVAGLINI

GATTINARA DOCG 2023 - TRAVAGLINI

Regular price €26,50 Sale price€30,00you save €3,50

Abbinamenti, È un Nebbiolo di grande vocazione gastronomica, capace di accompagnare preparazioni importanti grazie alla combinazione tra freschezza, struttura e tannini eleganti. Lo vediamo benissimo con brasato al vino rosso, guancia di manzo, arrosti di vitello e selvaggina da piuma, dove la componente sapida e la freschezza riescono a bilanciare la ricchezza delle carni. Particolarmente interessante con agnolotti del plin al sugo d'arrosto, tajarin al ragù di lepre, risotto ai funghi porcini e preparazioni a base di tartufo, piatti nei quali le sfumature terrose e speziate del vino trovano una piacevole continuità. Per un abbinamento territoriale consigliamo la panissa vercellese, preparata con riso, fagioli e salame della duja, oppure formaggi dell'Alto Piemonte come il Toma e il Bettelmatt di buona stagionatura. Da provare anche con anatra arrosto, piccione e funghi trifolati, preparazioni che valorizzano la finezza del Nebbiolo senza sovrastarne il carattere.
Alcol, 13,5%
Annata, 2023
Denominazione, Gattinara DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Gattinara DOCG 2023 di Travaglini è un Nebbiolo che racconta con grande eleganza l'identità dell'Alto Piemonte, dove la freschezza del clima pedemontano e la particolare composizione dei terreni danno vita a vini profondamente diversi da quelli delle Langhe. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso, attraversato da riflessi granati e da quella delicata trasparenza che contraddistingue le interpretazioni più raffinate del vitigno. Al naso emergono ciliegia rossa, lampone e ribes, accompagnati da note di violetta, petali di rosa e leggere sfumature balsamiche. Con qualche minuto nel bicchiere si sviluppano sensazioni più profonde di pepe nero, noce moscata, cardamomo e sottobosco, insieme a una sottile componente ferrosa che richiama il carattere dei suoli di Gattinara. In bocca è strutturato ma slanciato, con una trama tannica fine e ben definita, sostenuta da una freschezza vivace che accompagna il sorso dall'inizio alla fine. La componente sapida contribuisce a dare profondità, mentre il frutto rimane preciso e riconoscibile. Il finale è lungo, elegante e persistente, con ritorni di piccoli frutti rossi, spezie e delicate sensazioni minerali. È un Nebbiolo che privilegia finezza e tensione rispetto alla potenza, mostrando una personalità territoriale particolarmente affascinante.

CURIOSITÁ:

Il Gattinara 2023 rappresenta l'etichetta storica della famiglia Travaglini, una delle realtà che hanno contribuito maggiormente alla valorizzazione del Nebbiolo dell'Alto Piemonte. La famiglia coltiva la vite a Gattinara dall'Ottocento, ma è nel 1958 che Giancarlo Travaglini fonda l'azienda moderna, introducendo anche la celebre bottiglia dalla forma asimmetrica, progettata per trattenere naturalmente gli eventuali sedimenti durante il servizio. Il vino nasce da Nebbiolo in purezza, proveniente da diversi vigneti aziendali situati tra i 300 e i 450 metri di altitudine, su terreni rocciosi di origine vulcanica, ricchi di minerali di ferro e caratterizzati dal tipico colore rossastro. La vicinanza del Monte Rosa e le importanti escursioni termiche contribuiscono alla maturazione lenta delle uve e alla conservazione della freschezza. La vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata, con una macerazione di circa 15-18 giorni, seguita da un affinamento di circa 30 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia e da un ulteriore riposo in bottiglia. È un Gattinara che racconta perfettamente la filosofia della famiglia Travaglini: valorizzare il Nebbiolo attraverso un'eleganza riconoscibile, lasciando che siano il territorio e il tempo a definire la personalità del vino.

Travaglini

Travaglini è uno dei nomi simbolo di Gattinara e dell’Alto Piemonte, una realtà familiare che ha contribuito in maniera decisiva alla valorizzazione del Nebbiolo ai piedi del Monte Rosa. La storia moderna della famiglia inizia negli anni Venti del Novecento, quando Clemente Travaglini comincia a vinificare le uve provenienti dai propri piccoli vigneti e fonda la prima cantina nel centro di Gattinara; dopo di lui prosegue il figlio Arturo, ma la svolta fondamentale arriva nel 1958, quando Giancarlo Travaglini eredita l’azienda e avvia una profonda trasformazione sia in vigneto sia in cantina. Giancarlo comprende con largo anticipo il potenziale di Gattinara e dedica la propria vita allo studio del Nebbiolo e delle differenti parcelle, introducendo nuove pratiche viticole ed enologiche e contribuendo alla crescita qualitativa e alla notorietà internazionale della denominazione. Nello stesso 1958 disegna e brevetta quella che diventerà una delle bottiglie più riconoscibili del vino italiano: la celebre “bottiglia storta” Travaglini, caratterizzata da una particolare curva studiata non soltanto per ragioni estetiche, ma per trattenere naturalmente i sedimenti durante il servizio dei vini più evoluti, mentre il vetro scuro protegge il contenuto dalla luce. Tra il 1958 e il 2004 l’azienda cresce, raggiunge i mercati internazionali e approfondisce sempre più il lavoro sui singoli vigneti; proprio dagli studi condotti in questo periodo nascono etichette destinate a diventare centrali nella storia della cantina, come Gattinara Tre Vigne e Il Sogno. Dal 2004 la guida passa alla quarta generazione rappresentata da Cinzia Travaglini, figlia di Giancarlo, e dal marito Massimo Collauto, che continuano gli investimenti in vigna e in cantina mantenendo intatta la centralità del Nebbiolo; dal 2019 sono entrate stabilmente anche le figlie Alessia e Carolina, quinta generazione della famiglia. Oggi la proprietà comprende 59 ettari, prevalentemente dedicati al Nebbiolo, sulle colline di Gattinara ai piedi del Monte Rosa. È un territorio profondamente diverso dalle Langhe: i suoli sono di antichissima origine vulcanica, rocciosi e ricchi di porfido, granito e ferro, mentre le Alpi proteggono i vigneti dalle correnti più fredde provenienti da nord. Le esposizioni dei versanti, comprese prevalentemente tra sud-est e sud-ovest, e le brezze alpine favoriscono forti escursioni termiche e maturazioni lente, elementi che contribuiscono a definire il carattere del Nebbiolo di Gattinara, generalmente contraddistinto da grande freschezza, tannini fini, note ferrose e minerali e una straordinaria capacità di evoluzione. La filosofia della famiglia parte proprio dalla volontà di intervenire il meno possibile sul vino, cercando di preservare ciò che vigneto e annata hanno prodotto. Le parcelle vengono osservate e vinificate con attenzione alle rispettive caratteristiche e gli affinamenti sono studiati per accompagnare il Nebbiolo senza cancellarne l’identità territoriale. Il Gattinara DOCG rappresenta l’espressione più classica della casa, mentre Gattinara Tre Vigne nasce dall’unione di uve provenienti da tre vigneti differenti, scelti proprio per le caratteristiche complementari dei rispettivi terroir, e si colloca stilisticamente tra il Gattinara tradizionale e la maggiore profondità della Riserva. Il Gattinara Riserva rappresenta invece una delle interpretazioni più longeve e strutturate della produzione, costruita per affrontare lunghi affinamenti e un’evoluzione importante in bottiglia. Il Sogno nasce da un’intuizione completamente differente e utilizza Nebbiolo da uve stramature, mostrando un volto più concentrato e inconsueto del vitigno. La ricerca della famiglia ha portato anche fuori dai confini tradizionali del grande rosso piemontese: Nebolé interpreta infatti il Nebbiolo attraverso il Metodo Classico, dimostrando la capacità della varietà di conservare acidità e tensione anche nella produzione di spumanti di lungo affinamento, mentre Nebbiolo Coste della Sesia DOC propone una lettura più immediata e accessibile del vitigno. Cinzia completa la collezione e rende omaggio alla quarta generazione della famiglia. Sette interpretazioni differenti costruite attorno a un unico grande protagonista, il Nebbiolo, sintetizzano perfettamente la filosofia aziendale. Travaglini rappresenta quindi molto più di una storica cantina di Gattinara: la famiglia ha accompagnato direttamente la rinascita moderna della denominazione, riconosciuta DOC nel 1967 e DOCG nel 1990, continuando a investire in un territorio che per decenni è rimasto lontano dalla notorietà raggiunta dalle Langhe. Dalle prime vinificazioni di Clemente negli anni Venti alla rivoluzione introdotta da Giancarlo nel 1958, fino al lavoro contemporaneo di Cinzia, Massimo, Alessia e Carolina, cinque generazioni hanno costruito la propria identità intorno allo stesso vitigno e alle stesse colline. Oggi Travaglini porta i propri vini in oltre 46 Paesi, ma il centro del progetto rimane Gattinara: 59 ettari, terreni vulcanici, venti del Monte Rosa e Nebbiolo. La celebre bottiglia curva è diventata il simbolo immediatamente riconoscibile della cantina, ma dietro quella forma esiste soprattutto un lavoro iniziato più di un secolo fa e una convinzione rimasta invariata nel tempo: che il Nebbiolo dell’Alto Piemonte, quando interpretato rispettandone territorio, freschezza e naturale eleganza, possa appartenere alle grandi espressioni italiane capaci di attraversare i decenni.