DANIEL SIGMUND

MITTERBERG IGT RIESLING 2024 - DANIEL SIGMUND

Regular price €33,50 Sale price€37,00you save €3,50

Abbinamenti, La freschezza incisiva, la struttura e la marcata componente sapida rendono il Riesling 2024 di Daniel Sigmund particolarmente interessante a tavola. È eccellente con pesci d'acqua dolce, trota alpina, salmerino, pesce al vapore e crostacei, dove la tensione agrumata del vino riesce a valorizzare la delicatezza delle preparazioni. La componente leggermente fenolica e il carattere erbaceo permettono inoltre abbinamenti più originali con verdure, asparagi, risotti alle erbe aromatiche e primi piatti vegetariani. Particolarmente riuscito l'incontro con la cucina di montagna, soprattutto con canederli, patate, crauti e speck, dove freschezza e sapidità contrastano efficacemente la ricchezza degli ingredienti. Ottimo anche con carni bianche, pollo arrosto, formaggi di capra e preparazioni leggermente speziate.
Alcol, 12%
Annata, 2024
Denominazione, Mitterberg IGT
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Riesling 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Riesling 2024 di Daniel Sigmund è un bianco di montagna dalla personalità vibrante, capace di raccontare con grande precisione il carattere più fresco e minerale della Valle Isarco. Nasce da vigneti situati ad altitudini importanti, dove le forti escursioni termiche e i terreni ricchi di quarzo e granito contribuiscono a definire uno stile particolarmente teso, essenziale e profondo. Nel calice si presenta con un giallo paglierino tenue e luminoso, attraversato da delicati riflessi verdolini. Il bouquet è inizialmente sottile e riservato, ma si apre progressivamente su scorza di limone, lime, mela verde e pera, accompagnati da melissa, salvia e leggere sfumature di pesca bianca. Con l'ossigenazione emergono sensazioni più complesse, che ricordano la pietra bagnata, il fumo leggero e le erbe alpine. In bocca è asciutto, verticale e particolarmente energico, con una freschezza incisiva che attraversa tutto il sorso e una trama quasi tattile, leggermente fenolica, che aggiunge struttura senza appesantire. La componente sapida è marcata e accompagna il vino verso un finale lungo, agrumato e minerale, nel quale riaffiorano erbe aromatiche e delicate sfumature speziate. La fermentazione malolattica e il passaggio in legno contribuiscono a dare maggiore profondità alla struttura, senza compromettere quella tensione che costituisce il tratto distintivo di questo Riesling. Un bianco rigoroso e contemporaneo, capace di combinare l'eleganza dei grandi Riesling europei con una precisa identità altoatesina.

CURIOSITÁ:

Il Riesling 2024 è prodotto da 100% Riesling Renano e proviene da diversi piccoli vigneti situati sulle alture della Valle Isarco, nei dintorni di Bressanone e Chiusa. Le parcelle si trovano nelle zone di Lahner, presso Tschötsch, Leitach e Holzer, distribuite tra circa 620 e 820 metri di altitudine, con esposizioni prevalentemente orientate verso sud-est. La composizione dei terreni è uno degli aspetti più interessanti del progetto: dominano filladi quarzifere e granito, rocce metamorfiche e magmatiche che danno origine a suoli poveri, drenanti e particolarmente adatti a una viticoltura di montagna. Daniel Sigmund lavora complessivamente circa quattro ettari di vigneto, suddivisi in piccoli appezzamenti dalle caratteristiche differenti, cercando di valorizzare le peculiarità di ogni singola posizione. Le vigne destinate al Riesling comprendono impianti realizzati tra il 2000 e la metà degli anni 2010. La vendemmia viene effettuata manualmente, generalmente attraverso due passaggi successivi, per raccogliere le uve nel momento più adatto. In cantina la lavorazione segue una filosofia artigianale e poco interventista: dopo la pressatura, la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni, senza controllo artificiale della temperatura. Il vino svolge anche la fermentazione malolattica e prosegue il proprio affinamento per circa 12 mesi in grandi botti di legno, prima di essere trasferito in acciaio per favorire la naturale sedimentazione. L'imbottigliamento avviene senza chiarifica né filtrazione, con una piccola aggiunta di solforosa. Per l'annata 2024 è previsto nella primavera del 2026, dopo un lungo periodo di maturazione che permette al vino di acquisire complessità e armonia. È proprio questa scelta di non intervenire eccessivamente, lasciando tempo al vino e alle sue fermentazioni, a distinguere il lavoro di Daniel Sigmund da interpretazioni più tecniche e immediate del Riesling altoatesino.

Daniel Sigmund

Daniel Sigmund è un vignaiolo altoatesino che interpreta il vino attraverso una sensibilità artigianale, mettendo al centro il rapporto tra vitigno, territorio e lavoro agricolo. Il suo progetto si inserisce nel panorama dei piccoli produttori indipendenti dell’Alto Adige, una regione nella quale la viticoltura è profondamente condizionata dalla montagna, dalle forti escursioni termiche e dalla straordinaria varietà geologica. In questo contesto, la ricerca di Daniel Sigmund si distingue per l’attenzione alla materia prima e per la volontà di ottenere vini che conservino un legame riconoscibile con la propria origine, privilegiando personalità ed equilibrio rispetto alla standardizzazione stilistica.
La storia dell’azienda affonda le proprie radici nel 1935, quando la famiglia Sigmund acquista un antico maso nella frazione di Scezze, sopra Bressanone, in Valle Isarco. La proprietà, conosciuta storicamente come Blaßbühlhof e documentata già nel 1297, viene tramandata attraverso quattro generazioni, passando al nonno Albino nel 1978 e successivamente alla madre Fiorina nel 2006. È però Daniel a compiere il passaggio decisivo: nel 2021 fonda ufficialmente la propria cantina, scegliendo di vinificare e imbottigliare direttamente le uve familiari e trasformando un patrimonio agricolo storico in un progetto indipendente. Oggi il vigneto comprende circa quattro ettari distribuiti in tre differenti zone della Valle Isarco, tra Bressanone, Chiusa e Velturno, con altitudini comprese tra 620 e 820 metri. Lahner, situato sotto Scezze, rappresenta il nucleo principale con 2,2 ettari di Sylvaner, Riesling e Pinot Nero coltivati su terreni di fillade quarzifera alterata e piccole componenti granitiche; Leitach, a nord di Chiusa, comprende 1,1 ettari tra 700 e 750 metri, dove Sylvaner e Riesling crescono su suoli dominati dalla fillade quarzifera; Holzer, a Velturno, costituisce invece il vigneto più alto e storico, con appena 0,7 ettari tra 730 e 820 metri, su terreni granitici con substrato di fillade quarzifera e viti che raggiungono addirittura i 110 anni. Qui, accanto a Sylvaner e Riesling, sopravvive anche il Portugieser, varietà a bacca rossa poco diffusa in Alto Adige e particolarmente interessante per la sua capacità di dare vini delicati e fragranti. La conduzione agricola è orientata al biologico, già certificato nei vigneti di Lahner e Leitach dal 2023, mentre Holzer, acquisito in gestione nel 2024, segue un percorso di conversione. La filosofia è quella di un'agricoltura il più possibile integrata nell’ambiente montano, con lavorazioni manuali imposte dalle forti pendenze, inerbimenti e persino l’impiego di pecore che pascolano tra i filari, contribuendo alla gestione della vegetazione e alla fertilità dei terreni. La vendemmia viene effettuata manualmente, selezionando direttamente in vigna i grappoli destinati alla vinificazione. In cantina Daniel segue un approccio poco interventista, basato su fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, assenza di chiarifiche e filtrazioni e utilizzo misurato della solforosa. I vini fermentano e maturano prevalentemente in contenitori di legno usato, tra botti di rovere tedesco, tonneaux e barrique francesi, con affinamenti sulle fecce fini che possono protrarsi per diversi mesi. Particolarmente interessante è la vinificazione delle uve bianche, sottoposte a pressature lente e prolungate per ottenere non soltanto il succo, ma anche una componente fenolica capace di conferire struttura e profondità. Il Sylvaner rappresenta una delle espressioni più caratteristiche del domaine, con un profilo che unisce freschezza alpina, materia e una trama sapida particolarmente evidente; il Riesling interpreta invece l’altitudine attraverso tensione, precisione e una spiccata componente agrumata. Tra i rossi, il Pinot Nero viene lavorato con delicatezza, utilizzando anche una parte di grappoli interi per preservare eleganza e fragranza, mentre il Portugieser costituisce probabilmente una delle interpretazioni più originali della cantina, capace di valorizzare un vitigno raramente protagonista nelle produzioni altoatesine contemporanee. La gamma rimane volutamente essenziale e concentrata su queste quattro varietà, ciascuna interpretata senza cercare eccessiva concentrazione o una riconoscibilità costruita attraverso la tecnica. Daniel Sigmund rappresenta così una delle espressioni più interessanti della nuova generazione di piccoli vignaioli della Valle Isarco: una cantina fondata soltanto nel 2021, ma sostenuta da un maso familiare acquistato nel 1935, vigne storiche e una conoscenza del territorio tramandata attraverso quattro generazioni. I ripidi pendii tra Bressanone, Chiusa e Velturno, i terreni di quarzo, fillade e granito, le altitudini che superano gli 800 metri e una viticoltura biologica fortemente manuale costituiscono il fondamento di vini nei quali la freschezza non è ricercata attraverso interventi di cantina, ma nasce direttamente dall’ambiente montano. È proprio questa combinazione tra antiche radici agricole e libertà interpretativa contemporanea a definire Daniel Sigmund: un giovane vignaiolo che ha scelto di trasformare le vigne di famiglia in vini essenziali, profondi e personali, capaci di raccontare una Valle Isarco meno convenzionale e particolarmente affascinante.