HILBERG PASQUERO

NEBBIOLO D'ALBA DOC SUPERIORE BIO "SUL MONTE" 2019 - HILBERG PASQUERO

Regular price €36,50 Sale price€42,00you save €5,50

Abbinamenti, È un Nebbiolo di grande struttura e complessità, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni importanti nelle quali la profondità del vino possa incontrare ingredienti ricchi e saporiti. Lo consigliamo con brasato al vino rosso, guancia di manzo a lenta cottura, arrosto di Fassona e filetto di vitello ai funghi porcini, dove la trama tannica e la freschezza contribuiscono a bilanciare la componente più intensa delle carni. Particolarmente interessante con agnolotti del plin al sugo d'arrosto, tajarin al ragù di lepre, risotto ai funghi e preparazioni impreziosite dal tartufo bianco d'Alba, piatti nei quali le sfumature evolute di sottobosco e spezie trovano una naturale continuità. Ottimo anche con anatra arrosto, piccione, faraona e selvaggina da piuma, soprattutto quando accompagnati da erbe aromatiche e fondi di cottura delicati. Per un abbinamento territoriale suggeriamo formaggi piemontesi stagionati come Castelmagno, Bra Duro e Toma di lunga maturazione, capaci di valorizzare la struttura e la persistenza del vino.
Alcol, 14,5%
Annata, 2019
Denominazione, Nebbiolo d'Alba DOC Superiore
Filosofia, Bioergodinamica
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Nebbiolo d'Alba Superiore Sul Monte 2019 di Hilberg Pasquero è un rosso di grande profondità e carattere, capace di interpretare il Nebbiolo attraverso una dimensione matura e complessa, nella quale la struttura del vitigno incontra una raffinata eleganza espressiva. Nel calice si presenta con un rosso granato luminoso, attraversato da delicati riflessi aranciati che testimoniano l'evoluzione del vino. Il bouquet è ampio e stratificato, con profumi di ciliegia sotto spirito, lampone maturo, rosa appassita e viola essiccata, accompagnati da note di tabacco, liquirizia e spezie dolci. L'ossigenazione lascia emergere sfumature di cuoio, sottobosco, scorza d'arancia e delicate sensazioni balsamiche, componendo un insieme profondo ma sempre misurato. In bocca è strutturato, avvolgente e armonioso, con una trama tannica fitta ma levigata dal tempo, sostenuta da una freschezza ancora vivace che dona slancio e precisione alla degustazione. La componente sapida accompagna una progressione gustativa elegante, mentre il frutto conserva intensità e definizione. Il finale è lungo e persistente, con ritorni floreali, spezie, radici aromatiche e sottili richiami terrosi. Un Nebbiolo che esprime il fascino dell'evoluzione senza perdere la propria identità, capace di regalare una degustazione profonda e coinvolgente.

CURIOSITÁ:

Sul Monte nasce nel territorio di Priocca, nel Roero, dove Annette Hilberg e Michele Pasquero hanno costruito un progetto vitivinicolo fondato sul rispetto della natura e sulla ricerca di un equilibrio autentico tra vigneto e vino. L'azienda lavora secondo principi biologici e si ispira alla filosofia biodinamica, con particolare attenzione alla biodiversità, alla vitalità del suolo e alla riduzione degli interventi agronomici. Le uve Nebbiolo provengono da parcelle selezionate, coltivate su terreni caratterizzati da sabbie, marne e componenti calcaree, che contribuiscono a definire vini dalla trama elegante e dalla spiccata complessità aromatica. La versione Superiore nasce con l'obiettivo di valorizzare la capacità evolutiva del Nebbiolo attraverso una selezione rigorosa delle uve e un affinamento capace di accompagnarne lentamente la maturazione. Il nome Sul Monte richiama il legame con il paesaggio collinare e con la particolare identità dei vigneti aziendali. L'annata 2019, oggi arricchita da alcuni anni di evoluzione, offre un'espressione del Nebbiolo nella quale la profondità aromatica si accompagna a una struttura ancora vitale e ben definita.

Hilberg Pasquero

Hilberg Pasquero è una delle realtà più personali del Roero, una piccola azienda familiare di Priocca nata dall’incontro, all’inizio degli anni Ottanta, tra due persone provenienti da mondi molto diversi: Annette Hilberg, infermiera tedesca arrivata in Italia con una forte sensibilità verso ecologia e natura, e Michele Pasquero, cresciuto nella campagna piemontese e profondamente legato alla tradizione agricola della propria famiglia. Le radici della proprietà sono però precedenti: la famiglia Pasquero lavorava già all’inizio del Novecento sulla collina di Bricco Gatti, dove la vecchia azienda agricola seguiva il modello della policoltura contadina, alternando vite, ortaggi, mais, fieno e altre coltivazioni. L’incontro tra Annette e Michele trasforma progressivamente questa eredità in qualcosa di nuovo. Negli anni in cui l’agricoltura biologica era ancora una scelta pionieristica, i due iniziano a sperimentare sistemi di coltivazione differenti, osservando fertilità dei terreni, biodiversità, cicli lunari e rapporti tra piante e ambiente. Da questa ricerca nasce quella che oggi definiscono “bio-ergo-dinamica”: non l’applicazione rigida di un protocollo, ma un metodo che mette insieme conoscenze agronomiche, esperienza contadina, principi biologici e biodinamici e osservazione continua della natura. Il termine “ergon”, inteso come lavoro e capacità dell’uomo di interagire consapevolmente con il proprio ambiente, sintetizza bene una filosofia nella quale il vignaiolo non deve dominare il vigneto, ma comprenderne gli equilibri. La cantina si trova a Bricco Gatti, sul margine sud-orientale del Roero, in un territorio particolarmente interessante perché rappresenta una zona di transizione geologica. Nei vigneti convivono sabbie, marne, gesso e argille, comprese caratteristiche argille blu, creando una forte variabilità anche tra parcelle relativamente vicine. È proprio questa diversità a costituire uno degli elementi centrali della produzione: Michele e Annette hanno progressivamente imparato a conoscere ogni appezzamento e a interpretarlo attraverso vinificazioni e affinamenti differenti, evitando di applicare un'unica ricetta a tutte le uve. Nebbiolo e Barbera rappresentano il cuore storico della produzione, affiancati dall’Arneis e da varietà meno comuni che testimoniano la curiosità dell’azienda e il desiderio di preservare biodiversità e vecchio materiale vegetale. Negli anni Hilberg Pasquero ha infatti lavorato anche sul recupero di varietà rare e sulla sperimentazione di selezioni e incroci, costruendo una gamma molto più articolata di quanto ci si potrebbe aspettare dalle dimensioni della proprietà. Il Nebbiolo costituisce inevitabilmente uno degli interpreti principali. Priocca si trova all’interno della denominazione Roero e qui il vitigno cresce su terreni profondamente differenti da quelli delle Langhe poste sulla sponda opposta del Tanaro: la presenza significativa di sabbie e marne tende a favorire profili nei quali profumo, finezza e agilità convivono con la struttura tannica tipica della varietà. Mon Suri, Sul Monte, Val Martin e Ciabot delle Rose rappresentano differenti letture del Nebbiolo e mostrano quanto l’azienda abbia scelto di approfondire il rapporto tra singola vigna e vino. Il Roero DOCG costituisce una delle espressioni più rappresentative del progetto e nasce esclusivamente da vigneti di Priocca, affrontando un affinamento prolungato tra rovere francese e bottiglia. Anche la Barbera viene osservata attraverso parcelle e interpretazioni differenti: Mon Seij e Sulla Stella appartengono alle selezioni più importanti, mentre altri vini esplorano un volto più immediato e dinamico della varietà. Accanto alle uve tradizionali compaiono etichette come Vareij, legata alla ricerca sulle varietà autoctone rare, e una serie di microproduzioni che rendono evidente quanto per Michele il vino rimanga prima di tutto un campo di osservazione e sperimentazione. Anche i nomi delle bottiglie raccontano spesso luoghi, ricordi e piccoli elementi della vita aziendale. Ciabot delle Rose richiama il piccolo edificio presente nel vigneto e la rosa piantata dalla nonna; Val Martin prende il nome dalla valle nella quale si trova la parcella, immersa in un ambiente ricco di biodiversità e tartufaie; altre etichette utilizzano espressioni piemontesi o riferimenti ai cicli naturali. Persino la linea 29,5 richiama i circa 29,5 giorni del ciclo sinodico della Luna, trasformando un elemento della filosofia agricola aziendale nell’identità stessa del vino. In cantina l’obiettivo rimane quello di trovare per ogni vino il proprio equilibrio attraverso fermentazione e maturazione, scegliendo tempi e contenitori in funzione della materia prima piuttosto che imponendo un protocollo prestabilito. Il legno viene utilizzato soprattutto come strumento di evoluzione e non per costruire un carattere aromatico uniforme; per le selezioni più importanti gli affinamenti possono essere lunghi, coerentemente con la convinzione di Michele che Nebbiolo e Barbera possano esprimere pienamente la propria personalità soltanto quando viene concesso loro il tempo necessario. L’intero progetto conserva inoltre una dimensione fortemente familiare. Annette ha portato nel Roero uno sguardo esterno, creativo e profondamente sensibile alle tematiche ambientali; Michele vi ha aggiunto la conoscenza di una campagna nella quale è cresciuto e una continua curiosità agronomica ed enologica. Dalla loro unione sono nati anche tre figli e l’azienda continua a presentarsi non semplicemente come cantina, ma come fattoria e luogo di vita. È probabilmente proprio questo incontro tra culture differenti a spiegare l’originalità di Hilberg Pasquero: profondamente piemontese nella terra e nelle varietà, ma poco incline a lasciarsi imprigionare dalle convenzioni. La tradizione viene rispettata quando possiede un significato agricolo, ma può essere messa in discussione quando l’osservazione suggerisce una strada differente. Oggi Hilberg Pasquero rappresenta così un volto particolarmente indipendente del Roero: una realtà di dimensioni contenute nella quale Nebbiolo, Barbera, Arneis e varietà rare diventano strumenti per raccontare la complessità di Bricco Gatti e di Priocca. Argille blu, marne, gesso e sabbie, biodiversità, cicli naturali e lunghi affinamenti confluiscono in una filosofia che Annette e Michele hanno costruito in oltre quarant’anni di vita insieme. Più che aderire semplicemente alle definizioni di biologico o biodinamico, hanno cercato di sviluppare un proprio linguaggio agricolo, nel quale esperienza, scienza e sensibilità convivono. È questa libertà, unita a un legame profondissimo con la campagna del Roero, a rendere Hilberg Pasquero una cantina difficilmente assimilabile ad altre: una storia nata dall’incontro tra una donna tedesca e un uomo piemontese e diventata, vendemmia dopo vendemmia, una delle interpretazioni più originali di Priocca e del suo territorio.