NEBBIOLO D'ALBA "VIGNA ARIONE" 2023 - GIACOMO CONTERNO
Abbinamenti, È un Nebbiolo che possiamo trattare tranquillamente come un piccolo Barolo a tavola. Lo vediamo benissimo con tajarin al ragù, agnolotti del plin, arrosti, Fassona, vitello, anatra e piccione, ma anche con piatti a base di porcini e naturalmente con il tartufo bianco d’Alba. La finezza del tannino permette anche abbinamenti leggermente meno strutturati rispetto a Francia o Cerretta, come coniglio arrosto e primi piatti importanti della cucina piemontese. Molto bello anche con formaggi di media e lunga stagionatura.
Alcol, 14,5%
Annata, 2023
Denominazione, Nebbiolo d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Vigna Arione 2023 è uno di quei Nebbiolo che fanno dimenticare abbastanza velocemente quello che c’è scritto sulla denominazione. Al naso è finissimo, con ciliegia, fragolina di bosco e piccoli frutti rossi che lasciano spazio a rosa, fiori essiccati, liquirizia e una bella parte balsamica di menta ed erbe aromatiche. Con l’ossigeno arrivano zenzero, spezie e leggere sfumature affumicate e minerali. In bocca cambia registro e mostra tutta la profondità di Arione: è pieno, teso e molto preciso, con un tannino compatto e finissimo che dà struttura senza appesantire il sorso. Il frutto rimane succoso, mentre freschezza e sapidità accompagnano un finale lungo, floreale e balsamico. Il 2023 ha già una bellissima armonia, ma è ancora giovanissimo e ha decisamente la struttura per evolvere. È difficile considerarlo semplicemente un “Nebbiolo d’Alba”: per profondità, tannino e capacità di invecchiamento gioca in una categoria tutta sua.
CURIOSITÁ:
Arione si trova nella parte meridionale di Serralunga d’Alba, praticamente al confine con Roddino, ed è uno dei vigneti entrati più recentemente nella storia di Giacomo Conterno. Roberto Conterno acquistò la proprietà nel 2015 e una parte delle vigne venne successivamente reimpiantata, con nuovi impianti di Nebbiolo realizzati nel 2016. La particolarità di questa bottiglia è che le uve provengono sia da questi giovani vigneti sia da una piccola porzione situata appena al di fuori del confine geografico della DOCG Barolo: pochi metri che, dal punto di vista della denominazione, fanno un’enorme differenza e obbligano il vino a uscire come Nebbiolo d’Alba DOC. Il terroir rimane però quello di Arione, con terreni poveri e calcarei e una forte esposizione al sole. La vinificazione segue la stessa filosofia tradizionale dei grandi Nebbiolo della casa, con fermentazione in grandi tini di legno e successivamente circa 30 mesi di affinamento nelle grandi botti di rovere. Il legno rimane completamente al servizio del vino e non cerca mai di addolcirne il carattere. È probabilmente uno degli esempi più interessanti per capire quanto una denominazione racconti soltanto una parte della storia di una bottiglia.
Giacomo Conterno +

Giacomo Conterno è uno di quei nomi per cui la parola “produttore” sembra quasi riduttiva: è un pezzo di storia del Barolo, una cantina che ha contribuito a definire cosa possa diventare il Nebbiolo quando territorio, tempo e rigore vengono messi davanti a tutto il resto. Le origini risalgono alla famiglia Conterno di Monforte d’Alba e alla figura di Giovanni Conterno, che già nei primi anni del Novecento produceva vino nell’osteria di famiglia. È però il figlio Giacomo a dare forma alla cantina così come la conosciamo, imbottigliando Barolo destinati a lunghissimi affinamenti e costruendo quella filosofia che ancora oggi rimane praticamente intatta. Nel 1924 nasce il primo Barolo Monfortino Riserva, una bottiglia destinata a diventare uno dei grandi miti del vino italiano. Successivamente la proprietà passa a Giovanni Conterno, figlio di Giacomo, che continua con assoluta coerenza il lavoro del padre e nel 1974 compie probabilmente l’acquisto più importante della storia aziendale: la Cascina Francia a Serralunga d’Alba. Fino a quel momento la famiglia acquistava parte delle uve da viticoltori selezionati; con Francia entra invece in possesso di uno dei grandi terroir di Serralunga e può controllare direttamente la produzione dalla vigna alla bottiglia. Dal 2003 la cantina è guidata da Roberto Conterno, che rappresenta oggi la terza generazione e ha avuto il merito, tutt’altro che scontato, di far evolvere un mito senza snaturarlo. Il patrimonio si è ampliato nel 2008 con l’acquisizione di Cerretta, sempre a Serralunga d’Alba, e soprattutto nel 2015 con l’acquisto della storica Cantina Nervi di Gattinara, diventata successivamente Nervi-Conterno, portando la famiglia a confrontarsi anche con il Nebbiolo dell’Alto Piemonte. Il cuore di Giacomo Conterno rimane però Serralunga e in particolare Francia, un grande vigneto di circa 14 ettari complessivi posto intorno ai 400 metri di altitudine su terreni caratterizzati dalle marne calcaree tipiche della Formazione di Lequio, capaci di dare Nebbiolo austeri, profondi e straordinariamente longevi. Qui vengono coltivati Nebbiolo e Barbera e da queste vigne nascono il Barolo Francia, la Barbera d’Alba Francia e, soltanto nelle annate considerate davvero eccezionali, il Monfortino. Cerretta offre una lettura differente dello stesso comune, con maggiore presenza di argilla e vini generalmente più potenti, scuri e strutturati. Roberto ha inoltre ampliato ulteriormente la precisione territoriale attraverso Arione, storica MGA di Serralunga confinante proprio con Francia e acquisita nel 2015: un terroir capace di produrre un Nebbiolo più floreale, slanciato e raffinato, che completa perfettamente il carattere più profondo di Francia e quello più muscolare di Cerretta. In vigna il lavoro è maniacale, con rese contenute, selezioni severissime e un’attenzione assoluta alla maturità dell’uva; non interessa ottenere semplicemente concentrazione, ma materia perfettamente sana e tannini maturi, perché tutta la filosofia successiva dipende dalla qualità di ciò che entra in cantina. Ed è proprio qui che Conterno rimane incredibilmente fedele alla propria storia. Niente barrique, niente scorciatoie e nessuna ricerca di morbidezza immediata: il Nebbiolo fermenta in grandi tini con lunghe macerazioni e successivamente matura per anni nelle enormi botti di rovere di Slavonia che sono diventate quasi un simbolo della cantina. Il Barolo Francia, Cerretta e Arione vengono vinificati separatamente e affinano lungamente prima dell’imbottigliamento, ma il Monfortino appartiene a un'altra categoria. Non nasce da una parcella chiamata Monfortino: è una selezione delle migliori uve di Nebbiolo provenienti principalmente da Francia e viene prodotto esclusivamente quando Roberto ritiene che la vendemmia abbia caratteristiche realmente eccezionali. Se non esistono quelle condizioni, semplicemente non si fa. La macerazione è lunghissima e l’affinamento nelle grandi botti può arrivare a circa sette anni prima dell’imbottigliamento, senza cercare di accelerare nulla. È questo uno dei motivi per cui Monfortino è diventato uno dei Barolo più ricercati e longevi al mondo: non è pensato per essere impressionante appena aperto, ma per attraversare decenni mantenendo energia, tannino, freschezza e una complessità aromatica che cresce lentamente con il tempo. Accanto al Nebbiolo, la Barbera occupa un ruolo tutt’altro che secondario. Barbera d’Alba Francia e Barbera d’Alba Cerretta vengono trattate con lo stesso rigore dei Barolo e mostrano quanto questa varietà possa raggiungere profondità e capacità di evoluzione quando proviene da grandi vigne e viene lavorata senza considerarla un semplice vino quotidiano. Roberto Conterno ha inoltre introdotto strumenti tecnologici estremamente sofisticati per il controllo delle uve, tra cui sistemi di selezione ottica capaci di analizzare ogni singolo acino, dimostrando bene cosa significhi per lui essere tradizionalista: non rifiutare la tecnologia, ma utilizzarla dove può migliorare la materia prima senza modificare l’identità del vino. È forse proprio questo l’aspetto che trovo più interessante di Giacomo Conterno. Non è una cantina rimasta ferma nel passato. Roberto ha acquistato nuovi grandi vigneti, investito in tecnologia, sviluppato una conoscenza sempre più precisa delle parcelle e portato il progetto fino a Gattinara, ma non ha mai toccato i principi fondamentali ricevuti dal padre e dal nonno. Francia, Cerretta e Arione vengono lasciate parlare attraverso il Nebbiolo; il legno serve ad accompagnare il vino e non ad aromatizzarlo; il tempo non è un problema da abbreviare, ma uno degli ingredienti fondamentali. E sopra tutto rimane Monfortino, prodotto per la prima volta nel 1924 e ancora oggi realizzato soltanto quando l’annata lo merita davvero. A mio avviso è proprio questa coerenza, più ancora della rarità o dei prezzi raggiunti dalle bottiglie, a spiegare perché Giacomo Conterno sia diventato un riferimento assoluto: qui non si cerca di fare un Barolo che piaccia subito, si cerca di fare un grande vino capace di essere ancora lì, vivo e riconoscibile, dopo trenta, quaranta o cinquant’anni.