Il Rosso di Montalcino 2024 è prodotto da 100% Sangiovese Grosso e proviene da quattro differenti parcelle della proprietà: tre si trovano intorno alla sede aziendale, sul versante settentrionale di Montalcino a circa 330 metri di altitudine, mentre la quarta è situata nella zona di Pullera, esposta a sud e posta intorno ai 500 metri. Le Chiuse possiede un legame straordinario con la storia del Brunello: la proprietà apparteneva alla famiglia Biondi Santi e fu ereditata da Simonetta Valiani, discendente della famiglia, mentre oggi il progetto è portato avanti insieme al figlio Lorenzo Magnelli. Nei vigneti viene conservata anche la storica selezione massale BBS11 di Sangiovese Grosso e l’azienda lavora in regime biologico certificato. La 2024 fermenta spontaneamente grazie ai lieviti indigeni in vasche termocontrollate, senza superare i 29 °C, e rimane sulle bucce per circa 19 giorni. Durante questa fase rimontaggi, follature e délestage vengono modulati in funzione dell’andamento della fermentazione anziché seguire uno schema rigido. Dopo la malolattica e un primo periodo di riposo, il vino matura per circa 12 mesi in una grande botte di rovere di Slavonia da 30 ettolitri, quindi ritorna nel cemento prima dell’imbottigliamento, effettuato per gravità. È una lavorazione molto vicina per filosofia a quella riservata ai vini maggiori della tenuta, ma con tempi più brevi, pensati per preservare l’energia e la fragranza del Sangiovese.
ROSSO DI MONTALCINO DOC BIO 2024 - LE CHIUSE
Abbinamenti, La freschezza e la trama tannica misurata del Rosso di Montalcino 2024 lo rendono estremamente versatile a tavola. È perfetto con pappardelle al ragù di carne, tagliatelle al ragù toscano, lasagne e primi piatti con sughi saporiti, ma accompagna molto bene anche coniglio alle erbe, pollo arrosto, maiale, bistecca e carni alla griglia. La componente succosa e la vivace acidità funzionano particolarmente bene con piatti caratterizzati da una certa grassezza, mentre le sfumature di erbe aromatiche e spezie permettono abbinamenti molto naturali con funghi, verdure arrosto e preparazioni della cucina toscana. Ottimo anche con salumi e Pecorino Toscano di media stagionatura.
Alcol, 13%
Annata, 2024
Denominazione, Rosso di Montalcino DOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Toscana (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Sangiovese 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Rosso di Montalcino 2024 di Le Chiuse è un Sangiovese luminoso e dinamico, capace di raccontare lo stile della cantina con maggiore immediatezza rispetto al Brunello senza rinunciare alla profondità del territorio. Nasce a Montalcino da vigne coltivate biologicamente e interpreta un’annata particolarmente favorevole a vini freschi, precisi e scorrevoli. Nel calice si presenta con un rosso rubino brillante, ancora attraversato da giovani riflessi violacei. Il profilo aromatico è nitido e raffinato: ciliegia fresca, visciola e piccoli frutti rossi incontrano violetta e fiori di campo, seguiti da scorza d’arancia, ginepro, erbe mediterranee e una delicata speziatura. In bocca è succoso e teso, con una freschezza vivace che attraversa il sorso e mette continuamente in risalto il frutto. I tannini sono presenti ma fini e setosi, mentre una piacevole componente sapida contribuisce ad allungare la progressione gustativa. Il finale è persistente, pulito e leggermente speziato, con un equilibrio particolarmente riuscito tra energia, eleganza e facilità di beva. È un Rosso di Montalcino che non cerca di imitare il Brunello in versione più giovane, ma possiede una propria identità, costruita sulla fragranza e sulla trasparenza del Sangiovese.
CURIOSITÀ:
Le Chiuse +

Le Chiuse è una piccola e prestigiosa realtà di Montalcino, profondamente legata alle origini del Brunello e alla storia della famiglia Biondi Santi. Situata sul versante settentrionale della collina, la tenuta custodisce un patrimonio viticolo costruito attorno al Sangiovese Grosso e porta avanti una visione volutamente classica, nella quale eleganza, freschezza e capacità di evolvere nel tempo vengono prima della ricerca della potenza. Le radici della proprietà risalgono alla fine del Settecento, quando Le Chiuse entra nel patrimonio della famiglia Santi attraverso Maria Tamanti, che sposa Clemente Santi. Da questa linea genealogica nascerà Ferruccio Biondi Santi, figura fondamentale per lo sviluppo del Brunello di Montalcino e per la selezione del Sangiovese che avrebbe contribuito a definire l'identità della denominazione. Il legame con i Biondi Santi prosegue attraverso le generazioni. Le vigne di Le Chiuse erano considerate particolarmente vocate e le loro uve vennero utilizzate per lungo tempo nella produzione dei vini della storica tenuta Il Greppo, entrando anche nelle selezioni destinate alle grandi Riserve. Un passaggio fondamentale avviene con Tancredi Biondi Santi, che lascia Le Chiuse alla figlia Fiorella raccomandandole di conservare la proprietà e soprattutto i suoi vigneti. La gestione delle vigne rimane per anni collegata alla famiglia Biondi Santi e le uve continuano a essere destinate alle loro vinificazioni fino all'inizio degli anni Novanta. La storia moderna della cantina prende forma con Simonetta Valiani, figlia di Fiorella. Insieme al marito Nicolò Magnelli, Simonetta decide di recuperare la proprietà e darle finalmente una propria identità produttiva. Vengono restaurati gli edifici storici, ampliati i vigneti e realizzata una cantina sotterranea, mantenendo però una forte continuità con la tradizione familiare. Oggi anche il figlio Lorenzo Magnelli è protagonista del progetto, portando avanti una filosofia che continua a mettere il vigneto al centro di ogni scelta. La dimensione contenuta della tenuta permette alla famiglia di seguire direttamente le diverse parcelle e di preservare un'impostazione profondamente artigianale. Le vigne si trovano prevalentemente sul versante nord e nord-est di Montalcino, a quote intorno ai 300 metri e oltre. L'esposizione relativamente fresca favorisce maturazioni lente del Sangiovese e contribuisce a mantenere acidità, precisione aromatica e tensione, caratteristiche che si ritrovano con particolare evidenza nei Brunello della proprietà. I terreni presentano una composizione complessa, con argille, galestro e componenti di origine marina, testimonianza dell'antichissima storia geologica della zona. Una parte delle vigne deriva inoltre da selezioni massali legate allo storico patrimonio vegetale della famiglia Biondi Santi, rafforzando ulteriormente il legame tra Le Chiuse e la tradizione di Montalcino. Anche in cantina la filosofia rimane essenziale. Le fermentazioni avvengono spontaneamente attraverso lieviti indigeni, mentre per l'affinamento vengono utilizzate le tradizionali grandi botti di rovere di Slavonia. Il legno non deve diventare protagonista, ma accompagnare lentamente il Sangiovese permettendogli di mantenere riconoscibili profumi, freschezza e carattere territoriale. Il Brunello di Montalcino Le Chiuse rappresenta perfettamente questa impostazione: un vino costruito sulla finezza e sulla longevità, senza cercare concentrazioni eccessive. La stessa filosofia viene portata ancora più lontano con la Riserva, prodotta attraverso una selezione rigorosa delle migliori uve e pensata per affrontare lunghi periodi di maturazione. Particolarmente rappresentativo è il progetto Diecianni, attraverso il quale la Riserva viene commercializzata soltanto dopo un lunghissimo percorso evolutivo. È una scelta che racconta perfettamente la fiducia della famiglia nella capacità del Sangiovese di trasformarsi attraverso il tempo e la volontà di presentarlo soltanto quando ha raggiunto una fase di particolare armonia. Accanto alla tradizione esiste anche spazio per la sperimentazione. Ne è un esempio Stellare, Metodo Classico ottenuto da Sangiovese, un progetto insolito per Montalcino che permette alla famiglia di esplorare un volto differente dello stesso vitigno senza allontanarsi dalle proprie radici. Le Chiuse rimane così una cantina nella quale la storia non viene utilizzata semplicemente come elemento narrativo, ma continua concretamente attraverso vigne, selezioni vegetali, metodi di affinamento e una precisa idea di Sangiovese. Profondamente intrecciata alla storia dei Biondi Santi e alle origini del Brunello, Le Chiuse custodisce una delle eredità più affascinanti di Montalcino. Oggi Simonetta Valiani e Lorenzo Magnelli continuano questo percorso attraverso Sangiovese Grosso, fermentazioni spontanee, grandi botti e lunghi affinamenti: una filosofia classica e senza scorciatoie, nella quale il tempo rimane uno degli ingredienti fondamentali del vino.