ANSELMET

VALLEE D'AOSTE CHAMBAVE MUSCAT DOC 2025 - ANSELMET

Regular price €20,90 Sale price€23,00you save €2,10

Abbinamenti, È un vino che funziona benissimo già come aperitivo, ma a tavola diventa ancora più interessante. Lo vediamo molto bene con sushi, sashimi, tartare di pesce, salmone affumicato e crostacei, dove la sua aromaticità accompagna il piatto mentre freschezza e sapidità mantengono il palato pulito. Molto bello anche con la cucina asiatica leggermente speziata, perché i profumi del Moscato riescono a dialogare con spezie ed erbe aromatiche senza perdere equilibrio. Restando in montagna, può accompagnare torte salate, verdure, formaggi freschi e preparazioni a base di erbe.
Alcol, 14%
Annata, 2025
Denominazione, Valle d'Aosta DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Valle d'Aosta (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chambave Muscat 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Chambave Muscat 2025 di Anselmet è uno di quei vini che riescono a essere aromatici senza diventare mai eccessivi. Il naso è immediato e molto riconoscibile, con fiori bianchi, rosa, pesca e frutta fresca, accompagnati da quella nota di salvia tipica del Moscato che qui assume un carattere quasi alpino. In bocca cambia completamente registro rispetto a quello che i profumi potrebbero far immaginare: è secco, fresco, scorrevole e soprattutto molto sapido. Il frutto rimane presente, ma viene continuamente alleggerito dalla freschezza e da una piacevole sensazione minerale che rende il sorso decisamente dinamico. Il finale torna sulle erbe aromatiche, sui fiori e sulla frutta, lasciando una bella sensazione di pulizia. Un Moscato molto particolare, perché conserva tutta l’espressività del vitigno ma la porta dentro un vino di montagna asciutto, verticale e facilissimo da bere.

CURIOSITÁ:

Siamo a Chambave, una delle zone storicamente più legate al Moscato in Valle d’Aosta, dove il vitigno prende il nome di Muscat de Chambave. Qui le vigne crescono in un contesto decisamente alpino, tra pendenze importanti, terreni poveri e ricchi di scheletro e forti escursioni termiche tra giorno e notte. Anselmet lo interpreta in maniera molto semplice e diretta: Moscato Bianco in purezza, fermentazione a temperatura controllata e affinamento esclusivamente in acciaio, senza legno, proprio per lasciare intatti i profumi e soprattutto la freschezza del vino. Dietro c’è Maison Anselmet, oggi guidata da Giorgio Anselmet a Villeneuve, ma appartenente a una famiglia la cui presenza nella viticoltura valdostana è documentata addirittura dal 1585. È una bottiglia che racconta bene il loro modo di lavorare: partire dai vitigni e dalle tradizioni della Valle d’Aosta senza appesantirli, cercando di far emergere soprattutto il carattere del territorio.

Anselmet

Anselmet è una delle cantine che meglio raccontano il carattere della viticoltura di montagna della Valle d’Aosta. La famiglia è legata alla vite da secoli e porta avanti una storia costruita tra piccoli vigneti, forti pendenze e varietà locali, in un territorio dove il lavoro dell’uomo deve continuamente adattarsi alle condizioni imposte dalle Alpi.
Le origini viticole degli Anselmet sono molto antiche e testimoniano un rapporto con il vino che attraversa diverse generazioni. La storia moderna dell’azienda prende però forma con Renato Anselmet, che negli anni Settanta comincia a trasformare quella che era essenzialmente una produzione familiare in un’attività sempre più attenta alla qualità e alla valorizzazione delle proprie vigne.
Negli anni Novanta entra in azienda il figlio Giorgio Anselmet, dando nuovo impulso al progetto. La sua visione parte dalla volontà di comprendere più profondamente le potenzialità della Valle d’Aosta, recuperando antichi vitigni locali e sperimentando allo stesso tempo con varietà capaci di adattarsi alle particolari condizioni climatiche della regione.
La cantina ha sede a Villeneuve, in una posizione strategica per seguire vigneti distribuiti in differenti zone della valle. La frammentazione delle parcelle è una delle caratteristiche della viticoltura valdostana: piccoli appezzamenti si alternano lungo pendii e terrazzamenti, spesso in luoghi dove la meccanizzazione è difficile e molte operazioni devono ancora essere eseguite manualmente.
L’altitudine è uno degli elementi determinanti. Le vigne crescono in condizioni molto differenti a seconda della quota e dell’esposizione, permettendo alla famiglia di individuare per ogni varietà il luogo più adatto. Le importanti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono maturazioni graduali e aiutano a conservare freschezza e intensità aromatica nelle uve.
Anche la geologia contribuisce alla complessità del territorio. La formazione delle Alpi ha creato una grande varietà di terreni, spesso poveri, sassosi e caratterizzati da differenti componenti minerali. Ogni vigneto può quindi comportarsi in maniera diversa e richiede un lavoro specifico, costruito attraverso l’esperienza e l’osservazione delle singole annate.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Anselmet è la valorizzazione del patrimonio varietale valdostano. Petit Rouge, Fumin, Cornalin e Mayolet convivono con altre uve coltivate storicamente sulle montagne della regione, permettendo di conservare una biodiversità viticola che rappresenta una parte importante dell’identità della Valle d’Aosta.
Accanto alle varietà autoctone trovano spazio anche vitigni internazionali, interpretati però attraverso una sensibilità profondamente alpina. Chardonnay e Pinot Noir, ad esempio, trovano nelle altitudini e nelle escursioni termiche della valle condizioni capaci di conferire ai vini una personalità molto diversa rispetto a quella sviluppata in territori più caldi.
In cantina non viene seguito un unico metodo per tutte le etichette. Acciaio, legno e differenti periodi di affinamento vengono scelti in funzione delle caratteristiche dell’uva e della singola vendemmia. L’obiettivo rimane quello di accompagnare il vino senza perdere la freschezza e la tensione che rappresentano alcuni dei caratteri più riconoscibili della viticoltura valdostana.
Il lavoro di Giorgio Anselmet ha contribuito anche alla riscoperta di varietà che nel corso del Novecento avevano rischiato di scomparire. Recuperare queste uve significa preservare non soltanto un patrimonio genetico, ma anche una parte della storia agricola della regione e delle tradizioni delle comunità che per secoli hanno coltivato le pendici della valle.
Oggi Anselmet rimane una realtà profondamente familiare, cresciuta senza perdere il rapporto diretto con il vigneto. La produzione racconta la Valle d’Aosta attraverso numerose varietà e parcelle, mostrando quanto un territorio geograficamente piccolo possa racchiudere una sorprendente diversità di espressioni.
Anselmet rappresenta così una storia di montagna, famiglia e viticoltura eroica. Dai vitigni autoctoni alle varietà internazionali, ogni vino nasce dal confronto con altitudine, pendenze e forti escursioni termiche, seguendo una filosofia che cerca di trasformare le difficoltà dell’ambiente alpino nel carattere più autentico e riconoscibile della produzione.