ARPEPE

VALTELLINA SUPERIORE DOCG NEBBIOLO GRUMELLO RISERVA "BUON CONSIGLIO" 2016 - ARPEPE

Regular price €67,50 Sale price€75,00you save €7,50

Abbinamenti, La finezza del Grumello Riserva Buon Consiglio 2016 suggerisce abbinamenti importanti ma non necessariamente pesanti, capaci di accompagnarne la complessità senza nascondere la sottigliezza del Nebbiolo alpino. È magnifico con pizzoccheri, polenta taragna accompagnata da carni in umido, brasati e arrosti, ma trova una sintonia particolarmente elegante con cervo, capriolo, anatra e selvaggina da piuma. Le note di erbe alpine, sottobosco e pietra rendono molto interessante l’incontro con funghi porcini e preparazioni a base di tartufo, mentre la componente sapida si lega naturalmente ai formaggi di montagna, dal Bitto alle tome più stagionate.
Alcol, 13%
Annata, 2016
Denominazione, Valtellina Superiore Grumello Riserva DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Grumello Riserva Buon Consiglio 2016 è una delle espressioni più profonde e longeve di ARPEPE, un Valtellina Superiore capace di raccontare la Chiavennasca attraverso eleganza, tensione e una straordinaria impronta alpina. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, già attraversato da delicate sfumature granate. Il profilo aromatico è estremamente articolato: lampone, ciliegia e piccoli frutti rossi incontrano rosa essiccata, scorza d’arancia ed erbe di montagna, per poi aprirsi verso menta, ginepro, liquirizia e leggere sensazioni affumicate. Con l’ossigenazione emergono note di pietra bagnata, tabacco, sottobosco e spezie, in un insieme che continua a cambiare nel bicchiere. Al palato sorprende per la capacità di combinare profondità e leggerezza: il frutto è succoso, i tannini sono fini e ormai perfettamente distesi, mentre una freschezza ancora vivissima attraversa il sorso e ne sostiene la progressione. La componente minerale diventa sempre più evidente verso il finale, lungo, salino e leggermente balsamico. La 2016 è oggi in una splendida fase espressiva, ma conserva ancora energia e precisione sufficienti per continuare a evolvere a lungo.

CURIOSITÀ:

Il Buon Consiglio 2016 è un Valtellina Superiore Grumello Riserva DOCG prodotto da 100% Chiavennasca, il nome valtellinese del Nebbiolo. Le uve provengono dai terrazzamenti della sottozona Grumello, con esposizione a sud e altitudini comprese indicativamente tra 350 e 400 metri. Il vigneto si sviluppa sopra il quartiere Cà Bianca, tra Sondrio e Montagna in Valtellina, in un paesaggio impressionante dove alcuni muri a secco raggiungono addirittura i sette metri di altezza. La vendemmia 2016 è stata effettuata il 17 ottobre, con una resa contenuta intorno ai 40 ettolitri per ettaro. È però la vinificazione a raccontare meglio la filosofia di ARPEPE: la macerazione si è protratta per ben 102 giorni all’interno di tini di legno da 50 ettolitri, un tempo lunghissimo scelto per estrarre lentamente e senza forzature la complessità della Chiavennasca. Il vino ha successivamente affrontato 34 mesi di affinamento tra tini e grandi botti da 50 ettolitri, acciaio e infine bottiglia. La produzione è estremamente limitata: dalla vendemmia 2016 sono nate 12.711 bottiglie da 0,75 litri, appena 230 Magnum e 40 Jeroboam. Il nome Buon Consiglio richiama Via del Buon Consiglio, dove ha sede la famiglia Pelizzatti Perego, ma anche la Chiesa della Madonna del Buon Consiglio di Poggiridenti. È una delle selezioni storiche della cantina, prodotta come Riserva soltanto nelle annate ritenute adatte a sopportare lunghissime macerazioni e anni di affinamento prima della commercializzazione.
Arpepe

ARPEPE è una delle cantine che meglio rappresentano l'anima della Valtellina e la straordinaria eleganza che il Nebbiolo riesce a raggiungere quando incontra la montagna. Dietro questo nome si trova la famiglia Pelizzatti Perego, protagonista della viticoltura valtellinese fin dal 1860. Una storia lunga oltre un secolo e mezzo, attraversata da cinque generazioni e da un legame con il territorio che non si è mai interrotto. La svolta fondamentale arriva nel 1984, quando Arturo Pelizzatti Perego riprende parte degli storici vigneti di famiglia e gli spazi di affinamento del Buon Consiglio, dando vita ad AR.PE.PE., acronimo del proprio nome. Più che una nuova cantina, è il ritorno alle origini e l'inizio di un progetto destinato a diventare uno dei riferimenti assoluti del Nebbiolo delle Alpi. Arturo sceglie fin dall'inizio una strada precisa: nessuna rincorsa alla quantità, nessuna scorciatoia e soprattutto nessuna fretta. Per lui il Nebbiolo valtellinese deve avere il tempo necessario per trasformare la forza della montagna in finezza. Questa convinzione diventa il principio fondamentale della cantina, sintetizzato nell'idea del "giusto tempo di attesa". Emblematico è quanto accade dopo la rinascita aziendale: per diverse vendemmie i vini rimangono nelle cantine del Buon Consiglio senza essere commercializzati, perché Arturo preferisce aspettare piuttosto che presentare bottiglie non ancora capaci di esprimere pienamente la propria identità. Dopo la sua scomparsa nel 2004, sono i figli Isabella, Emanuele e Guido Pelizzatti Perego a raccoglierne l'eredità e a proseguire il percorso familiare. La quinta generazione porta avanti la stessa visione con grande coerenza, custodendo le conoscenze tramandate dalla famiglia e interpretandole con sensibilità contemporanea. Il principio rimane immutato: non costruire il vino secondo uno stile prestabilito, ma permettere a ogni vigneto e a ogni vendemmia di raccontare la propria storia. Il vero patrimonio di ARPEPE si trova sulle spettacolari montagne del versante retico della Valtellina, dove il Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca, cresce su ripidissimi terrazzamenti sostenuti dagli storici muri a secco. Le vigne guardano verso sud e beneficiano di un ambiente alpino unico, nel quale altitudine, esposizione, escursioni termiche e terreni poveri contribuiscono a creare vini caratterizzati più dalla finezza e dalla tensione che dalla potenza. Qui parlare di viticoltura eroica non è un'espressione retorica: le pendenze rendono estremamente difficile la meccanizzazione e gran parte delle operazioni deve essere svolta manualmente, trasformando ogni vendemmia in un lavoro di enorme precisione e fatica. È proprio questa frammentazione della montagna a diventare uno dei punti di forza della produzione. ARPEPE lavora in alcune delle zone più prestigiose del Valtellina Superiore DOCG, concentrandosi soprattutto su Sassella, Grumello e Inferno. Tre territori vicini geograficamente ma profondamente differenti nell'espressione del Nebbiolo. La cantina non cerca di uniformarli: al contrario, lascia che ciascuno mostri la propria personalità attraverso vinificazioni e affinamenti pensati per accompagnare il carattere della singola vigna. Da questa filosofia sono nate alcune delle etichette più rappresentative della Valtellina. Nomi come Rocce Rosse, Nuova Regina, Ultimi Raggi, Stella Retica, Buon Consiglio, Sant'Antonio, Rocca De Piro, Sesto Canto e Fiamme Antiche raccontano differenti luoghi, esposizioni e interpretazioni della Chiavennasca. Non si tratta semplicemente di una gamma di vini, ma di una vera lettura della montagna attraverso il Nebbiolo, nella quale ogni bottiglia rappresenta un frammento preciso del paesaggio valtellinese. In cantina ARPEPE rimane profondamente legata alla tradizione. Le conoscenze della famiglia sono state tramandate attraverso generazioni e persino attraverso le antiche agende di cantina conservate fin dal 1860, autentica memoria storica del lavoro dei Pelizzatti Perego. Le vinificazioni privilegiano estrazioni delicate e lunghi tempi di maturazione, mentre l'affinamento accompagna lentamente il Nebbiolo verso quella combinazione di eleganza, complessità e longevità che costituisce la firma della casa. Non esiste una ricetta identica per ogni vendemmia: è il vino a determinare il proprio percorso e il momento nel quale è realmente pronto. Il tempo, infatti, è probabilmente l'ingrediente più importante di ARPEPE. Alcuni vini vengono lasciati riposare per anni prima di raggiungere il mercato e persino l'imbottigliamento viene effettuato seguendo le fasi lunari, prima di un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia. È una filosofia lontana dalla velocità commerciale contemporanea, ma perfettamente coerente con una cantina che considera il vino come il risultato di un processo naturale da accompagnare e non da accelerare. Oggi ARPEPE è considerata una delle realtà fondamentali per comprendere il Nebbiolo delle Alpi e una delle cantine che più hanno contribuito alla rinascita qualitativa e internazionale della Valtellina. La famiglia Pelizzatti Perego continua a custodire una viticoltura difficile e profondamente manuale, trasformando le pendenze, i muri a secco e la severità della montagna in vini di straordinaria finezza. Più che sulla concentrazione, i vini ARPEPE costruiscono la propria grandezza su eleganza, verticalità, freschezza e capacità di evoluzione. Sono vini che non cercano di impressionare immediatamente, ma che raccontano lentamente il luogo da cui provengono. Ed è forse proprio questa fedeltà assoluta alla Valtellina, insieme alla volontà di concedere al Nebbiolo tutto il tempo necessario, ad aver trasformato ARPEPE in uno dei nomi più autorevoli e riconoscibili della viticoltura italiana.