MUSELLA

VERONA IGT PINOT BIANCO BIO "FIBIO" 2023 - MUSELLA

Regular price €20,60 Sale price€25,50you save €4,90

Abbinamenti, La freschezza del Pinot Bianco e soprattutto la maggiore consistenza di Fibio permettono di andare ben oltre il semplice aperitivo. È eccellente con capesante, scampi, gamberi, tartare di ricciola, sushi e sashimi, ma possiede materia sufficiente per accompagnare risotti di pesce, spaghetti alle vongole, branzino, rombo e preparazioni più cremose. Interessante anche con carni bianche delicate, verdure, formaggi freschi e formaggi a pasta molle, soprattutto quando il vino acquista qualche anno di evoluzione.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Verona IGT
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Bianco 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice Fibio mostra un giallo paglierino luminoso, con un profilo aromatico inizialmente delicato che acquista progressivamente profondità con l’ossigenazione. Emergono mela gialla, pera, pesca bianca e agrumi, accompagnati da fiori bianchi, erbe fini e una componente minerale che richiama pietra e gesso. Non è un bianco costruito sulla semplice esplosività aromatica: il fascino di Fibio risiede soprattutto nella consistenza e nella trama del sorso. In bocca è fresco e vivo, ma possiede contemporaneamente volume e una piacevole sensazione tattile derivante dal lungo affinamento in contenitori neutri. L’acidità accompagna il frutto senza diventare tagliente e lascia progressivamente spazio a una vena sapida e minerale. Con qualche minuto nel bicchiere possono emergere sfumature più mature di frutta a polpa gialla, mandorla e frutta secca.

CURIOSITÁ:

Il Fibio 2023 di Musella è un Pinot Bianco che nasce da un progetto decisamente fuori dagli schemi per il territorio veronese, dove la cantina sceglie di valorizzare questo vitigno attraverso una viticoltura biologica e biodinamica e una vinificazione estremamente poco interventista. Il vino proviene dal Vigneto Monte del Drago, un piccolo appezzamento di circa un ettaro situato a nord-est di Verona, sulla collina che separa Montorio dalla Valle d’Illasi. Le viti di Pinot Bianco, piantate nel 2012 con una densità di circa 6.000 ceppi per ettaro, affondano le radici in un terreno di medio impasto caratterizzato da argilla bianca e tufo, matrice che contribuisce in maniera importante alla freschezza e alla particolare impronta minerale del vino. Fibio viene prodotto per la prima volta nel 2014, anno dal quale risulta anche certificato Demeter, e rappresenta perfettamente la ricerca di Musella verso vini capaci di esprimersi senza forzature tecniche. Dopo la pressatura soffice, il mosto viene stabilizzato sfruttando persino l’acqua fresca di sorgente della proprietà e la fermentazione parte naturalmente. Il vino viene poi lasciato evolvere in contenitori neutri, senza manipolazioni invasive. È un Pinot Bianco artigianale e profondamente territoriale, nel quale la purezza del frutto viene accompagnata da materia, mineralità e una consistenza decisamente più importante rispetto alle interpretazioni più convenzionali del vitigno.

Musella

Musella è una realtà vitivinicola della Valpolicella orientale, situata a San Martino Buon Albergo, alle porte di Verona, in un territorio dove le colline di Montorio incontrano la Valle d’Illasi. La tenuta ha costruito la propria identità attorno a una visione precisa: interpretare le varietà tradizionali veronesi attraverso una viticoltura rispettosa degli equilibri naturali, lasciando che siano vigneto, suolo e annata a determinare il carattere dei vini.
La proprietà si inserisce all’interno di un ambiente molto più ampio rispetto alla sola superficie vitata. Vigneti, prati, boschi e corsi d’acqua convivono all’interno della tenuta, creando quella biodiversità che negli anni è diventata uno degli elementi fondamentali della filosofia aziendale.
Il cuore storico di Musella è un’antica corte rurale le cui origini risalgono al Cinquecento. Gli edifici, un tempo legati alle attività agricole e alle scuderie della proprietà, sono stati progressivamente recuperati e trasformati negli spazi della cantina, conservando il rapporto con l’architettura originaria.
La storia contemporanea della tenuta è legata alla famiglia Pasqua Di Bisceglie. Il progetto si sviluppa con l’obiettivo di recuperare e valorizzare il patrimonio agricolo della proprietà, concentrando progressivamente l’attenzione sulla qualità delle vigne e sulla possibilità di produrre una Valpolicella diversa dalle interpretazioni maggiormente concentrate che hanno caratterizzato parte della denominazione.
La posizione dei vigneti è particolarmente interessante. Le parcelle occupano differenti settori collinari e presentano caratteristiche geologiche diverse, permettendo alle varietà tradizionali di assumere sfumature differenti anche all’interno della stessa proprietà.
In alcune zone prevalgono terreni calcarei accompagnati da argille rosse ricche di ferro, mentre in altre emergono componenti argillose e tufacee. Questa diversità viene considerata una risorsa fondamentale e le differenti vigne vengono gestite cercando di conservarne la personalità.
Corvina e Corvinone costituiscono il centro della produzione rossa, affiancate dalla Rondinella e da altre varietà presenti tradizionalmente nel territorio. Musella cerca soprattutto di mettere in evidenza la componente più fresca ed elegante di queste uve, evitando che maturità e concentrazione diventino gli unici parametri attraverso cui interpretare la Valpolicella.
La trasformazione più importante nella filosofia aziendale arriva con la scelta della biodinamica. A partire dalla fine degli anni Duemila la gestione dei vigneti viene progressivamente ripensata, con l’obiettivo di recuperare fertilità naturale, attività microbiologica e capacità del terreno di mantenere autonomamente il proprio equilibrio.
Musella considera infatti la tenuta come un unico organismo agricolo. La vite rappresenta soltanto una parte di un sistema nel quale vegetazione spontanea, animali, microrganismi e caratteristiche del suolo contribuiscono insieme alla salute dell’ambiente.
Compost e preparati biodinamici vengono utilizzati per sostenere la fertilità dei terreni, mentre vengono esclusi gli interventi chimici di sintesi incompatibili con questa filosofia. Il percorso ha portato Musella alla certificazione Demeter, consolidando definitivamente l’impostazione biodinamica della proprietà. La stessa ricerca continua in cantina. Le fermentazioni spontanee permettono ai lieviti naturalmente presenti sulle uve di partecipare alla trasformazione del mosto, mentre gli interventi vengono mantenuti quanto più possibile misurati. L’obiettivo non è ottenere vini perfettamente uniformi da un’annata all’altra, ma conservare le differenze naturali generate dalla vendemmia. Il Valpolicella rappresenta l’espressione più immediata di questa filosofia. Corvina e Corvinone rimangono protagoniste e vengono lavorate cercando succosità, freschezza e agilità, mostrando il volto più dinamico delle varietà veronesi.
Con il Valpolicella Superiore e il Ripasso aumenta progressivamente la struttura, ma l’obiettivo rimane quello di conservare equilibrio e bevibilità. Nel Ripasso il tradizionale contatto con le vinacce dell’Amarone aggiunge profondità e complessità senza trasformare il vino in una semplice versione più concentrata.
L’Amarone della Valpolicella rappresenta naturalmente uno dei vertici della produzione. Le migliori uve vengono selezionate e sottoposte al tradizionale appassimento, durante il quale perdono progressivamente acqua e concentrano zuccheri, aromi e struttura.
Musella interpreta però l’Amarone cercando di preservarne anche la freschezza. La concentrazione derivante dall’appassimento deve essere accompagnata da energia e tensione, così che il vino possa mantenere equilibrio nonostante la propria ricchezza naturale. Gli affinamenti vengono condotti privilegiando contenitori capaci di accompagnare lentamente l’evoluzione senza sovrapporre aromi eccessivamente marcati. Grandi botti e cemento permettono al vino di maturare mantenendo riconoscibile il carattere delle uve e del territorio. Accanto ai grandi rossi della Valpolicella, Musella porta avanti anche una ricerca particolarmente interessante sui vini bianchi. La Garganega diventa uno degli strumenti attraverso cui esplorare un’altra anima della proprietà, mostrando quanto questa varietà possa sviluppare profondità e complessità quando viene coltivata e vinificata con attenzione. Una delle sperimentazioni più originali riguarda l’utilizzo del marmo rosso di Verona come recipiente di affinamento. La scelta recupera un materiale profondamente legato al territorio e lo trasforma in uno strumento enologico, permettendo al vino di evolvere senza ricevere l’impronta aromatica tipica del legno.
È un esempio significativo della filosofia di Musella: tradizione e sperimentazione non vengono considerate elementi opposti. Antiche varietà, appassimento, biodinamica e contenitori alternativi possono convivere quando vengono utilizzati per raggiungere lo stesso obiettivo, cioè conservare nel vino la riconoscibilità della sua origine.
Musella rappresenta così una lettura personale della Valpolicella orientale. Corvina, Corvinone, Rondinella e Garganega raccontano terreni calcarei, argille rosse e suoli differenti attraverso una viticoltura biodinamica che mette al centro la vitalità della terra. Dall’antica corte cinquecentesca ai vigneti della tenuta, il progetto cerca soprattutto equilibrio, freschezza e identità, dimostrando che anche Amarone e Ripasso possono esprimere profondità senza rinunciare all’eleganza e che la tradizione della Valpolicella può continuare a evolversi senza perdere il proprio legame con il territorio.