FATTORIA SAN LORENZO

VINO BIANCO ELEVATO 30 MESI SUI PROPRI LIEVITI "LE OCHE INTEGRALE" 2024 MAGNUM - FATTORIA SAN LORENZO

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Abbinamenti, La struttura e la complessità del Le Oche Integrale 2019 Magnum permettono di trattarlo a tavola quasi come un grande bianco da lunga evoluzione. È magnifico con pesci importanti al forno o alla griglia, rombo, ricciola e pesce azzurro, ma possiede materia sufficiente per accompagnare crostacei, risotti di mare e primi piatti intensi. La componente sapida e il caratteristico finale ammandorlato trovano un bellissimo equilibrio con baccalà, stoccafisso e preparazioni mediterranee a base di erbe aromatiche, mentre la profondità acquisita durante i quattro anni sui lieviti consente di spingersi verso carni bianche, coniglio e formaggi di media stagionatura. È interessante anche da solo, servito lentamente nel corso della serata per seguirne l'evoluzione nel bicchiere.
Alcol, 14%
Annata, 2019
Denominazione, Vino Bianco
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Marche (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Verdicchio 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Le Oche Integrale 2019 di Fattoria San Lorenzo è una delle interpretazioni più radicali e affascinanti del Verdicchio firmate da Natalino Crognaletti, realizzata in quantità estremamente limitata e proposta nel solo formato Magnum. È un bianco che nasce per mostrare il vitigno senza sovrastrutture, lasciandogli tempo e libertà di evolvere a lungo sui propri lieviti. Nel calice si presenta con un giallo paglierino intenso attraversato da evidenti riflessi dorati. Il profilo aromatico è profondo e mutevole: mela gialla, pera matura e scorza di agrumi si intrecciano a fiori secchi, camomilla ed erbe aromatiche, per lasciare progressivamente spazio a mandorla, frutta secca, spezie e sensazioni più complesse legate alla lunga permanenza sui lieviti. In bocca sorprende per materia e ampiezza, ma soprattutto per la tensione che riesce a conservare nonostante la ricchezza. È caldo, sapido e strutturato, attraversato da una freschezza ancora viva e da una componente quasi salina che alleggerisce il sorso e ne amplifica la profondità. Il finale è molto lungo, asciutto e leggermente ammandorlato, con ritorni di erbe, agrumi maturi e frutta secca. Un Verdicchio fuori dagli schemi, potente ma tutt'altro che pesante, nel quale il tempo diventa parte integrante del carattere del vino.

CURIOSITÁ:

Il Le Oche Integrale 2019 nasce principalmente dal Verdicchio coltivato da Natalino Crognaletti a Montecarotto, nel cuore dei Castelli di Jesi, e rappresenta una versione speciale e decisamente più estrema del lavoro di Fattoria San Lorenzo sui propri bianchi. Le informazioni disponibili sulla cuvée indicano una selezione dei grappoli effettuata direttamente in vigna e una vendemmia tardiva, collocata indicativamente tra il 20 e il 30 ottobre. Le uve vengono sottoposte a una pressatura estremamente delicata, intorno a 0,2 atmosfere, e la fermentazione parte spontaneamente grazie ai lieviti indigeni, senza ricorrere a inoculi selezionati. È però ciò che accade successivamente a rendere questa bottiglia davvero particolare: il vino rimane per circa 48 mesi a contatto con i propri lieviti di fermentazione, prevalentemente in cemento, con bâtonnage durante il lungo affinamento, e viene infine imbottigliato mantenendo gli stessi lieviti. Il termine “Integrale” racconta proprio questa scelta di portare in bottiglia il vino nella sua forma più completa, senza chiarificazioni o filtrazioni pensate per renderlo più convenzionale. Per questa edizione vengono indicate appena 500 Magnum prodotte, dettaglio che restituisce bene la natura quasi sperimentale della cuvée. Alcune fonti riportano inoltre una piccolissima componente di Malvasia leggermente appassita e macerata accanto al Verdicchio, mentre altre schede indicano semplicemente Verdicchio: per questo è più corretto considerare il Verdicchio come assoluto protagonista senza attribuire percentuali non univocamente documentate. È un vino che sintetizza perfettamente l'approccio di Natalino Crognaletti: fermentazioni spontanee, lunghissimi tempi di attesa e pochissima manipolazione, con l'obiettivo di lasciare che siano uva, lieviti e tempo a costruire l'identità finale del vino.

Fattoria San Lorenzo

Fattoria San Lorenzo è una delle realtà più rappresentative del Verdicchio contemporaneo e nasce a Montecarotto, nel cuore dei Castelli di Jesi, dalla storia agricola della famiglia Crognaletti. L’identità moderna della cantina prende forma nel 1995 con Natalino Crognaletti, terza generazione di una famiglia che aveva già costruito un rapporto profondo con vite e vino: il nonno Enrico era vignaiolo, vinificatore e bottaio, mentre il padre Gino era un esperto potatore e si dedicò a un importante lavoro di selezione delle piante di Verdicchio, patrimonio che Natalino avrebbe successivamente valorizzato nei propri vigneti.  Oggi Fattoria San Lorenzo lavora circa 24 ettari vitati e produce nell’ordine delle 80.000 bottiglie, con vigneti concentrati nell’area di Montecarotto e nelle colline circostanti, in un paesaggio caratterizzato da terreni prevalentemente argilloso-calcarei e dalla significativa influenza climatica dell’Adriatico. Il Verdicchio è il centro assoluto del progetto e viene interpretato non come un bianco da consumare necessariamente giovane, ma come una varietà capace di struttura, profondità e soprattutto di lunghissime evoluzioni. Il lavoro agricolo segue principi biologici e pratiche di ispirazione biodinamica, evitando la chimica di sintesi e privilegiando un rapporto diretto con la fertilità naturale del terreno; questa impostazione prosegue in cantina attraverso fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, interventi ridotti, aggiunte molto contenute di solforosa e lunghi affinamenti sulle fecce. Cemento, acciaio e vecchie botti vengono utilizzati come strumenti di affinamento senza ricercare un'impronta aromatica del contenitore, lasciando invece che siano vitigno, annata e tempo a determinare il carattere finale del vino. È proprio il tempo uno dei concetti fondamentali per comprendere Natalino Crognaletti: i suoi Verdicchio vengono spesso lasciati maturare a lungo prima dell’imbottigliamento e possiedono una capacità evolutiva che ha contribuito a modificare la percezione stessa della varietà. La gamma costruisce una sorta di progressione attraverso differenti interpretazioni del Verdicchio. Il Bianco di Gino è dedicato al padre e rappresenta l’espressione più immediata e quotidiana della filosofia aziendale; Le Oche nasce dalla Vigna delle Oche a Montecarotto e affronta un lungo affinamento sulle proprie fecce, mostrando maggiore struttura e profondità; Campo delle Oche porta ulteriormente avanti questa ricerca attraverso selezione, concentrazione e lunghi tempi di maturazione, mentre Il San Lorenzo rappresenta una delle interpretazioni più rare e ambiziose della cantina, prodotta nelle annate considerate particolarmente adatte a un'evoluzione prolungata. Accanto ai bianchi, Natalino lavora anche varietà rosse come Montepulciano, Sangiovese e Syrah, dando origine a vini come Rosso di Gino, Artù e Solleone, nei quali la stessa filosofia viene applicata attraverso fermentazioni spontanee, macerazioni importanti e affinamenti capaci di accompagnare la naturale struttura delle uve. Fattoria San Lorenzo rimane però indissolubilmente legata al Verdicchio e alla Vigna delle Oche, diventata nel tempo quasi un simbolo della proprietà. Dietro questi vini esiste una continuità familiare estremamente concreta: Enrico costruiva le botti, Gino selezionava e potava le migliori piante e Natalino ha raccolto entrambe le esperienze trasformandole in una propria visione del vino. Non si tratta di una ricerca della naturalità fine a se stessa, ma della volontà di ridurre progressivamente la distanza tra vigneto e bottiglia, lasciando che fermentazioni spontanee, lunghe soste sulle fecce e affinamenti pazienti restituiscano il carattere dell’annata e delle colline di Montecarotto. È proprio questa combinazione tra cultura contadina, vecchie selezioni di Verdicchio e una vinificazione volutamente poco interventista ad aver reso Fattoria San Lorenzo una delle firme più riconoscibili dei Castelli di Jesi: vini energici, profondi e spesso sorprendentemente longevi, attraverso i quali Natalino Crognaletti continua il lavoro iniziato dalle generazioni precedenti senza trasformarlo in nostalgia, ma utilizzandolo come base per una delle interpretazioni più personali del Verdicchio marchigiano.