DANIEL SIGMUND

WEINBERG DOLOMITEN IGT PINOT NERO BIO 2024 - DANIEL SIGMUND

Regular price €39,00 Sale price€42,00you save €3,00

Abbinamenti, La finezza tannica e la freschezza del Pinot Nero 2024 di Daniel Sigmund lo rendono particolarmente versatile a tavola, soprattutto con preparazioni nelle quali eleganza e delicatezza prevalgono sulla potenza. È magnifico con anatra, faraona, pollo arrosto, coniglio e carni bianche, ma trova abbinamenti particolarmente interessanti con selvaggina da piuma, carpaccio di cervo e filetto di capriolo. La componente floreale e leggermente terrosa si accompagna molto bene a funghi porcini, finferli e risotti ai funghi, mentre la freschezza permette di valorizzare anche primi piatti delicati, pasta ripiena e preparazioni a base di verdure arrostite. Per un abbinamento territoriale è particolarmente interessante con canederli ai funghi, speck altoatesino e formaggi di malga, dove il frutto e la trama tannica sottile riescono ad accompagnare la sapidità senza appesantire il palato.
Alcol, 12%
Annata, 2024
Denominazione, Weinberg Dolomiten IGT
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Pinot Nero 2024 di Daniel Sigmund è un'espressione raffinata e profondamente territoriale di questo vitigno, coltivato sulle ripide pendici della Valle Isarco, in Alto Adige. Un vino che nasce dalla passione di un giovane vignaiolo per il Pinot Nero e dalla volontà di interpretarlo attraverso un territorio montano, caratterizzato da altitudini importanti, terreni rocciosi e forti escursioni termiche. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, attraversato da delicati riflessi granati. Il profilo aromatico è elegante e progressivo: ciliegia fresca, fragolina di bosco, lampone e piccoli frutti rossi incontrano sfumature di mora, erbe aromatiche e fiori delicati. Con l'ossigenazione emergono richiami di spezie fini, sottobosco e leggere sensazioni terrose, mentre il legno rimane perfettamente integrato, senza sovrastare la componente varietale. In bocca è sottile, dinamico e sorprendentemente espressivo, con una freschezza vivace che attraversa il sorso e accompagna una trama tannica fine e delicata. La struttura è misurata, ma il vino possiede una bella profondità gustativa, sostenuta da una componente sapida che ne amplifica la persistenza. Il finale è elegante, fresco e leggermente speziato, con ritorni di piccoli frutti rossi e delicate note minerali. Un Pinot Nero che privilegia precisione, leggerezza e naturalezza rispetto alla concentrazione, mostrando tutta la personalità delle vigne d'altitudine della Valle Isarco.

CURIOSITÁ:

Il Pinot Nero 2024 nasce da uve biologiche coltivate nel vigneto Lahner, nella frazione di Scezze, sopra Bressanone, a circa 630 metri di altitudine, con esposizione sud-est. Le piante, ancora relativamente giovani, crescono su terreni dominati da fillade quarzifera, una roccia metamorfica ricca di quarzo e minerali micacei, particolarmente diffusa in Valle Isarco. Il vigneto è allevato a Guyot, con una densità di circa 7.000 ceppi per ettaro e rese contenute intorno ai 40 ettolitri per ettaro. La vendemmia 2024 si è svolta manualmente tra il 9 e il 16 settembre. In cantina Daniel Sigmund segue un'impostazione artigianale, cercando di preservare soprattutto la finezza del Pinot Nero: dopo una macerazione iniziale a freddo, circa il 20% dei grappoli viene mantenuto intero, mentre la fermentazione avviene spontaneamente grazie ai lieviti indigeni. La lavorazione delle bucce è delicata, evitando estrazioni eccessive che potrebbero compromettere l'eleganza del vino. Dopo la fermentazione malolattica, il Pinot Nero affronta un affinamento di circa 11 mesi in barrique usate, seguito da ulteriori 5 mesi in acciaio, prima dell'imbottigliamento senza chiarifiche né filtrazioni. Il progetto di Daniel Sigmund nasce ufficialmente nel 2021, quando il giovane vignaiolo decide di dare una propria identità alla storica azienda agricola di famiglia, le cui origini risalgono al 1935. Oggi lavora piccoli appezzamenti distribuiti tra i 600 e gli 820 metri, coltivando Sylvaner, Riesling, Pinot Nero e Portugieser. La conduzione è biologica certificata e comprende anche l'utilizzo di pecore tra i filari, impiegate per gestire naturalmente la vegetazione e favorire la biodiversità. È una viticoltura di montagna che unisce tradizione familiare e sensibilità contemporanea, con l'obiettivo di ottenere vini capaci di raccontare senza artifici la particolare identità della Valle Isarco.

Daniel Sigmund

Daniel Sigmund è un vignaiolo altoatesino che interpreta il vino attraverso una sensibilità artigianale, mettendo al centro il rapporto tra vitigno, territorio e lavoro agricolo. Il suo progetto si inserisce nel panorama dei piccoli produttori indipendenti dell’Alto Adige, una regione nella quale la viticoltura è profondamente condizionata dalla montagna, dalle forti escursioni termiche e dalla straordinaria varietà geologica. In questo contesto, la ricerca di Daniel Sigmund si distingue per l’attenzione alla materia prima e per la volontà di ottenere vini che conservino un legame riconoscibile con la propria origine, privilegiando personalità ed equilibrio rispetto alla standardizzazione stilistica.
La storia dell’azienda affonda le proprie radici nel 1935, quando la famiglia Sigmund acquista un antico maso nella frazione di Scezze, sopra Bressanone, in Valle Isarco. La proprietà, conosciuta storicamente come Blaßbühlhof e documentata già nel 1297, viene tramandata attraverso quattro generazioni, passando al nonno Albino nel 1978 e successivamente alla madre Fiorina nel 2006. È però Daniel a compiere il passaggio decisivo: nel 2021 fonda ufficialmente la propria cantina, scegliendo di vinificare e imbottigliare direttamente le uve familiari e trasformando un patrimonio agricolo storico in un progetto indipendente. Oggi il vigneto comprende circa quattro ettari distribuiti in tre differenti zone della Valle Isarco, tra Bressanone, Chiusa e Velturno, con altitudini comprese tra 620 e 820 metri. Lahner, situato sotto Scezze, rappresenta il nucleo principale con 2,2 ettari di Sylvaner, Riesling e Pinot Nero coltivati su terreni di fillade quarzifera alterata e piccole componenti granitiche; Leitach, a nord di Chiusa, comprende 1,1 ettari tra 700 e 750 metri, dove Sylvaner e Riesling crescono su suoli dominati dalla fillade quarzifera; Holzer, a Velturno, costituisce invece il vigneto più alto e storico, con appena 0,7 ettari tra 730 e 820 metri, su terreni granitici con substrato di fillade quarzifera e viti che raggiungono addirittura i 110 anni. Qui, accanto a Sylvaner e Riesling, sopravvive anche il Portugieser, varietà a bacca rossa poco diffusa in Alto Adige e particolarmente interessante per la sua capacità di dare vini delicati e fragranti. La conduzione agricola è orientata al biologico, già certificato nei vigneti di Lahner e Leitach dal 2023, mentre Holzer, acquisito in gestione nel 2024, segue un percorso di conversione. La filosofia è quella di un'agricoltura il più possibile integrata nell’ambiente montano, con lavorazioni manuali imposte dalle forti pendenze, inerbimenti e persino l’impiego di pecore che pascolano tra i filari, contribuendo alla gestione della vegetazione e alla fertilità dei terreni. La vendemmia viene effettuata manualmente, selezionando direttamente in vigna i grappoli destinati alla vinificazione. In cantina Daniel segue un approccio poco interventista, basato su fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, assenza di chiarifiche e filtrazioni e utilizzo misurato della solforosa. I vini fermentano e maturano prevalentemente in contenitori di legno usato, tra botti di rovere tedesco, tonneaux e barrique francesi, con affinamenti sulle fecce fini che possono protrarsi per diversi mesi. Particolarmente interessante è la vinificazione delle uve bianche, sottoposte a pressature lente e prolungate per ottenere non soltanto il succo, ma anche una componente fenolica capace di conferire struttura e profondità. Il Sylvaner rappresenta una delle espressioni più caratteristiche del domaine, con un profilo che unisce freschezza alpina, materia e una trama sapida particolarmente evidente; il Riesling interpreta invece l’altitudine attraverso tensione, precisione e una spiccata componente agrumata. Tra i rossi, il Pinot Nero viene lavorato con delicatezza, utilizzando anche una parte di grappoli interi per preservare eleganza e fragranza, mentre il Portugieser costituisce probabilmente una delle interpretazioni più originali della cantina, capace di valorizzare un vitigno raramente protagonista nelle produzioni altoatesine contemporanee. La gamma rimane volutamente essenziale e concentrata su queste quattro varietà, ciascuna interpretata senza cercare eccessiva concentrazione o una riconoscibilità costruita attraverso la tecnica. Daniel Sigmund rappresenta così una delle espressioni più interessanti della nuova generazione di piccoli vignaioli della Valle Isarco: una cantina fondata soltanto nel 2021, ma sostenuta da un maso familiare acquistato nel 1935, vigne storiche e una conoscenza del territorio tramandata attraverso quattro generazioni. I ripidi pendii tra Bressanone, Chiusa e Velturno, i terreni di quarzo, fillade e granito, le altitudini che superano gli 800 metri e una viticoltura biologica fortemente manuale costituiscono il fondamento di vini nei quali la freschezza non è ricercata attraverso interventi di cantina, ma nasce direttamente dall’ambiente montano. È proprio questa combinazione tra antiche radici agricole e libertà interpretativa contemporanea a definire Daniel Sigmund: un giovane vignaiolo che ha scelto di trasformare le vigne di famiglia in vini essenziali, profondi e personali, capaci di raccontare una Valle Isarco meno convenzionale e particolarmente affascinante.