WEINGUT ANDI WEINGAND

WHITE CUVÉE DRY & UNFILTERED BIO 2024 - WEINGUT ANDI WEINGAND

Regular price €22,50 Sale price€26,00you save €3,50

Abbinamenti, È un bianco che trova la sua dimensione ideale nella cucina quotidiana, soprattutto grazie alla freschezza, alla componente aromatica e alla piacevole consistenza legata all'affinamento sulle fecce. Lo vediamo benissimo con formaggi freschi, caprini, verdure grigliate e torte salate, ma anche con risotti alle erbe, pasta con zucchine e primi piatti vegetariani. Molto interessante con pesci al forno, gamberi, calamari e crostacei, dove la freschezza e le note agrumate riescono a valorizzare la delicatezza degli ingredienti. La presenza di vitigni aromatici come Scheurebe e Bacchus permette inoltre abbinamenti con cucina asiatica, soprattutto preparazioni a base di zenzero, coriandolo e spezie non eccessivamente piccanti. Da provare anche con pollo al limone, carni bianche leggere e piatti accompagnati da salse alle erbe.
Alcol, 11%
Annata, 2024
Denominazione, Deutscher Landwein Main
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Germania
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Silvaner 25%, Müller-Thurgau 25%, Scheurebe 20%, Pinot Bianco 20%, Bacchus 10%

NOTE SENSORIALI:

La White Cuvée Dry & Unfiltered 2024 di Andi Weigand è un bianco tedesco che mette al centro freschezza, spontaneità e una piacevole componente materica, con uno stile immediato ma tutt'altro che semplice. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, leggermente velato per via dell'imbottigliamento senza filtrazione. Al naso troviamo mela croccante, pera, pesca bianca e scorza di limone, accompagnate da fiori di campo, erbe aromatiche e delicate sfumature di lievito. Con qualche minuto nel bicchiere emergono sensazioni più profonde di frutta gialla, mandorla fresca e una sottile nota speziata che arricchisce il profilo. In bocca è secco, succoso e dinamico, con una freschezza vivace che sostiene il frutto e una consistenza leggermente cremosa, legata al lavoro sulle fecce. Il sorso rimane scorrevole, ma conserva una piacevole profondità e una componente sapida che accompagna tutto il palato. Il finale è asciutto, agrumato e leggermente mandorlato, con ritorni di mela, erbe aromatiche e una delicata sensazione minerale. È un bianco che conquista per la sua energia e per quella naturalezza espressiva che rende ogni bicchiere particolarmente piacevole.

CURIOSITÁ:

La White Cuvée 2024 nasce a Iphofen, in Franconia, dal lavoro di Andi Weigand, giovane vignaiolo che dal 2015 ha assunto la guida produttiva dell'azienda di famiglia, scegliendo successivamente di convertirla alla viticoltura biologica e a una vinificazione con interventi ridotti al minimo. È un assemblaggio di cinque varietà: 25% Silvaner, 25% Müller-Thurgau, 20% Scheurebe, 20% Pinot Bianco e 10% Bacchus. Le uve provengono da vigneti di circa 45 anni coltivati su terreni di Keuper, una formazione geologica composta da marne e componenti calcaree che caratterizza questa parte della Franconia. La vendemmia è manuale e la pressatura viene effettuata con un vecchio torchio a cestello di circa ottant'anni. Il mosto fermenta spontaneamente in grandi botti di legno già utilizzate da 1.250 litri, dove rimane per circa dieci mesi a contatto con le fecce, senza chiarifiche, filtrazioni o aggiunta di solforosa. È proprio questa lavorazione a spiegare la consistenza leggermente cremosa e la naturale velatura del vino. La White Cuvée rappresenta la porta d'ingresso ideale nel mondo di Andi Weigand: un bianco che riunisce alcune delle varietà più rappresentative della regione, interpretate attraverso una filosofia artigianale che lascia grande libertà espressiva al frutto.

Weingut Andi Weingand

Weingut Andi Weigand è una delle realtà più dinamiche della nuova scena del vino naturale tedesco e nasce a Iphofen, storica cittadina della Franconia, in Baviera, ai piedi dello Steigerwald. Il progetto affonda le proprie radici nell’azienda familiare fondata dal padre Werner Weigand, ma è con l’ingresso di Andi che cambia progressivamente identità. Andi assume la responsabilità della vinificazione intorno al 2015 e nel 2018 imprime una svolta decisiva, orientando vigneti e cantina verso agricoltura biologica e vinificazioni naturali. La trasformazione avviene con il sostegno della famiglia, che rimane ancora oggi parte integrante della vita aziendale: genitori e nonni collaborano insieme a un gruppo giovane e internazionale che ruota attorno alla cantina durante le diverse fasi dell’anno. La proprietà lavora circa dieci ettari distribuiti sulle colline intorno a Iphofen e possiede un patrimonio particolarmente interessante di vecchie vigne, con un’età media elevata e parcelle che raggiungono circa 60-70 anni. Il territorio è dominato dal Keuper, formazione geologica del Triassico composta da differenti stratificazioni di marne, argille, gesso, calcare e arenarie. È proprio questo terreno a rappresentare uno degli elementi centrali dell’identità dei vini: povero, friabile e fortemente minerale, costringe le radici a penetrare profondamente e permette di ottenere maturità aromatica mantenendo tensione e freschezza. Tra le zone più importanti figurano Iphöfer Kronsberg, Iphöfer Kalb e soprattutto Julius-Echter-Berg. Il Kronsberg è caratterizzato da pendii esposti prevalentemente a sud, con inclinazioni che possono raggiungere circa il 60%, e da un Keuper particolarmente ricco di gesso; la Kalb presenta invece terreni più leggeri, con una maggiore componente calcarea. Julius-Echter-Berg rappresenta uno dei vigneti simbolo di Iphofen: un anfiteatro naturale rivolto a sud, estremamente ripido e caldo, dove Keuper e infiltrazioni di arenaria contribuiscono a creare vini profondi, speziati e capaci di evolvere nel tempo. Alcune delle parcelle lavorate da Weigand, come Herrleiten, possiedono vecchie vigne di Silvaner di oltre quarantacinque anni. Il Silvaner costituisce inevitabilmente il cuore della produzione e viene considerato da Andi uno degli strumenti migliori per raccontare le differenti sfumature del Keuper. Accanto ad esso trovano spazio Müller-Thurgau, Riesling, Scheurebe, Weissburgunder, Chardonnay e Spätburgunder, oltre a piccole produzioni e sperimentazioni con altre varietà. Particolarmente prezioso è il vecchio Müller-Thurgau aziendale: alcune piante raggiungono circa settant’anni, un’età rarissima per una varietà spesso associata a produzioni semplici e ad alte rese. Andi lo tratta invece come un vero patrimonio viticolo, raccogliendolo manualmente e vinificandolo con la stessa attenzione dedicata alle parcelle più prestigiose di Silvaner. Anche il rarissimo Blauer Silvaner, mutazione naturale del Silvaner presente ormai su pochissimi ettari nel mondo, è entrato a far parte della produzione, confermando l’interesse di Weigand per il patrimonio varietale della Franconia. Tutte le uve vengono raccolte manualmente e la selezione avviene direttamente in vigneto. Andi tende a non aspettare maturazioni eccessive: ricerca piuttosto un equilibrio nel quale il frutto possieda sufficiente maturità mantenendo acidità, energia e gradazioni alcoliche moderate. La conduzione biologica, accompagnata da pratiche ispirate alla biodinamica, elimina diserbanti e fertilizzanti chimici di sintesi e punta a mantenere terreni vivi attraverso vegetazione spontanea e biodiversità. Il lavoro manuale assume particolare importanza nelle vecchie parcelle, dove preservare la salute delle piante viene considerato molto più importante dell’aumento delle rese. In cantina l’approccio è altrettanto essenziale. Le fermentazioni sono spontanee e affidate esclusivamente ai lieviti naturalmente presenti sulle uve; non vengono ricercate chiarifiche o filtrazioni destinate a rendere il vino più uniforme e l’utilizzo della solforosa è estremamente ridotto, fino a essere completamente escluso per diverse cuvée. Una delle immagini più rappresentative del progetto è il vecchio torchio verticale a cestello, utilizzato ancora oggi per pressare delicatamente una parte delle uve. Per il Müller-Thurgau proveniente dalle vigne più antiche viene impiegato un vecchio torchio risalente agli anni Venti del Novecento, mentre una parte importante dei vini fermenta e matura in grandi botti di rovere già ampiamente utilizzate. La cantina storica, risalente al XVII secolo, ospita Stück e Halbstück della tradizione tedesca insieme a contenitori di dimensioni differenti; parallelamente Andi sperimenta anche anfore, qvevri e altri recipienti neutri. Il contenitore viene scelto in funzione del vino, senza ricercare un'impronta aromatica del legno. Anche il contatto con le bucce viene utilizzato liberamente. Alcune uve vengono pressate direttamente, altre affrontano brevi o più lunghe macerazioni e in determinate cuvée le due componenti vengono successivamente assemblate. Il Blauer Silvaner, per esempio, può nascere dall’unione tra una parte pressata direttamente e una parte fermentata sulle bucce per circa due settimane, ottenendo struttura fenolica senza rinunciare alla freschezza. L’affinamento sulle fecce costituisce un altro elemento importante e può protrarsi per molti mesi o, per le selezioni provenienti dalle vigne migliori, anche sensibilmente più a lungo. La gamma permette di osservare diversi livelli di questa filosofia. I vini più immediati cercano soprattutto energia, bevibilità e carattere varietale; salendo verso le selezioni di vecchie vigne, il Keuper e la singola parcella diventano progressivamente protagonisti. I Silvaner provenienti dalla Kalb e dal Julius-Echter-Berg sono particolarmente interessanti proprio perché consentono di confrontare due terroir dello stesso comune attraverso la stessa varietà. Herrleiten, proveniente dal Julius-Echter-Berg, nasce da vecchie vigne su uno dei pendii più ripidi della proprietà e può affrontare macerazione, fermentazione spontanea e circa un anno di maturazione in grandi botti, sviluppando una struttura decisamente più profonda rispetto all’immagine tradizionalmente semplice attribuita al Silvaner. Anche il Müller-Thurgau viene completamente rivalutato: le vecchie vigne, il torchio storico e l’affinamento in grandi botti trasformano una varietà spesso considerata secondaria in uno dei vini più identitari della cantina. Weingut Andi Weigand rappresenta così un incontro particolarmente riuscito tra la tradizione rurale della Franconia e una nuova sensibilità produttiva. Vecchi torchi, botti storiche, vigne mature e Silvaner convivono con macerazioni, anfore e vinificazioni senza manipolazioni, ma la componente “naturale” non viene utilizzata per cancellare il territorio. Al contrario, Andi cerca vini snelli, freschi, tesi e profondamente segnati dal Keuper di Iphofen. La vera originalità del progetto sta proprio qui: prendere varietà tradizionali come Silvaner e Müller-Thurgau, alcune provenienti da vigne di oltre mezzo secolo, e interpretarle con una libertà contemporanea senza perdere il legame con la storia familiare. Dietro l’immagine giovane e informale della cantina esiste quindi un lavoro molto preciso su vecchie vigne, singoli vigneti e suoli. È questa combinazione tra spontaneità e conoscenza del territorio ad aver trasformato Andi Weigand in uno dei nomi più riconoscibili della nuova Franconia: una generazione che non rinnega la tradizione, ma utilizza fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti e interventi minimi per riportare al centro proprio ciò che esisteva prima di qualsiasi tecnica, la vigna e il Keuper di Iphofen.