COSTADOR

XAREL-LO ORANGE "METAMORPHIKA" 2020 - COSTADOR

Regular price €30,50 Sale price€34,00you save €3,50

Abbinamenti, Eccellente con pesce alla brace, crostacei, polpo arrosto, cucina asiatica e mediorientale, carni bianche, formaggi a crosta lavata, verdure grigliate e piatti a base di funghi. Grazie alla sua struttura accompagna perfettamente anche preparazioni speziate e fermentate.
Alcol, 12%
Annata, 2020
Denominazione, Orange Wine
Filosofia, Naturale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Spagna
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Xarel-lo 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un intenso colore dorato dai riflessi ambrati. Il bouquet è ricco e sfaccettato, con note di scorza d'arancia, pompelmo, mela cotogna, pesca gialla e albicocca, seguite da richiami di camomilla, tè nero, erbe aromatiche, miele d'acacia, spezie orientali e una sottile mineralità. L'assaggio è ampio e materico, sostenuto da una trama tannica elegante che dona profondità senza appesantire il sorso. La freschezza naturale dello Xarel·lo e la marcata sapidità mantengono il vino dinamico e verticale, accompagnando un finale lungo, asciutto e persistente, ricco di richiami agrumati, balsamici e minerali.

CURIOSITÀ:

Il Metamorphika Xarel·lo Orange 2020 di Costador è una delle interpretazioni più autentiche e affascinanti del vitigno simbolo della Catalogna. Ottenuto da Xarel·lo in purezza, nasce all'interno della linea Metamorphika, il progetto con cui Joan Franquet riscopre le antiche tecniche di vinificazione in anfora, dando vita a vini naturali che esprimono senza filtri il carattere del territorio. Il risultato è un orange wine intenso, profondo e raffinato, capace di coniugare struttura, freschezza e una sorprendente eleganza. Costador ha sede nella Conca de Barberà, un territorio caratterizzato da vigneti coltivati tra i 500 e gli 800 metri di altitudine, dove le forti escursioni termiche favoriscono una maturazione lenta e completa delle uve. I terreni di origine calcarea, argillosa e scistosa conferiscono ai vini una marcata impronta minerale, mentre la conduzione biologica e il lavoro manuale in vigna permettono di preservare l'identità di ogni parcella. Lo Xarel·lo, tradizionalmente impiegato nella produzione del Cava, trova in questa versione una veste completamente diversa. Dopo la raccolta manuale, le uve fermentano spontaneamente con lieviti indigeni e rimangono a lungo a contatto con le bucce, estraendo aromi, struttura e una delicata componente tannica. L'affinamento avviene in anfore di terracotta, che favoriscono una lenta micro-ossigenazione senza alterare la purezza del frutto. Il vino non viene chiarificato né filtrato e la solforosa è utilizzata solo in quantità minime.

Costador

Costador Terroirs Mediterranis è il progetto personale di Joan Franquet, vignaiolo catalano che ha costruito la propria identità recuperando vecchie vigne di montagna e varietà autoctone in alcuni dei territori più estremi della Catalogna, con il cuore produttivo a Barberà de la Conca, nella Conca de Barberà, in provincia di Tarragona. Il progetto nasce nel 2014 e prende forma all’interno dello storico edificio della cooperativa di Barberà de la Conca, costruito alla fine dell’Ottocento e considerato tra i più antichi esempi di cantina cooperativa della Catalogna. Joan proviene da una famiglia legata alla produzione di olio nell’area del Priorat e si avvicina professionalmente al vino dopo una formazione da sommelier, scegliendo successivamente di dedicarsi direttamente alla viticoltura. Fin dall’inizio Costador viene concepito in maniera radicalmente diversa rispetto a una cantina convenzionale: invece di costruire la produzione intorno a poche varietà internazionali o a uno stile prestabilito, Joan ricerca vecchi vigneti, spesso difficili da lavorare e situati ad altitudini comprese indicativamente tra 400 e 800 metri, con piante che nella maggior parte dei casi hanno tra 60 e 110 anni.  Il patrimonio è distribuito su suoli estremamente differenti, nei quali si alternano argille, calcari, pietre e ardesie; l’altitudine e le forti escursioni termiche tra giorno e notte permettono maturazioni lente, particolarmente importanti in un territorio mediterraneo perché consentono di raggiungere concentrazione e maturità senza perdere completamente freschezza e acidità. Costador lavora soprattutto con il patrimonio ampelografico catalano e recupera varietà che in molti casi sopravvivono ormai soltanto in superfici molto ridotte: Garnatxa, Carinyena, Sumoll Negre e Trepat tra le uve rosse; Macabeu, Xarel-lo, Sumoll Blanc, Parellada e Garnatxa Blanca tra le bianche, alle quali si aggiungono alcune sperimentazioni con varietà non autoctone. Emblematico è il Macabeu di Presa Romana 1905, proveniente da vigne che possono raggiungere 80-110 anni poste tra circa 650 e 700 metri di altitudine, oppure il Sumoll Blanc ottenuto da piante di circa 70-80 anni coltivate su terreni argillosi, pietrosi e calcarei a 550-600 metri. La viticoltura segue principi biologici accompagnati da pratiche biodinamiche: Joan utilizza compost, lavora seguendo anche il calendario lunare e limita i trattamenti essenzialmente a rame e zolfo, precisando però di non voler trasformare la biodinamica in un sistema dogmatico ma di utilizzare soltanto ciò che considera realmente utile alla vite e al vino. Le vendemmie sono manuali, le rese possono essere estremamente basse e la selezione delle uve è particolarmente severa. In cantina il lavoro diventa ancora più riconoscibile. Le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni, e vengono condotte soprattutto in anfore di terracotta – le tradizionali tinajas spagnole – affiancate da acciaio e da botti usate di rovere francese o acacia. Le macerazioni possono essere molto lunghe anche per le uve bianche, trasformando alcune interpretazioni in veri orange wine: nel caso dei Metamorphika possono protrarsi per diverse settimane e il vino continua successivamente l’affinamento sulle fecce. La malolattica avviene spontaneamente, chiarifiche e filtrazioni vengono generalmente evitate e la solforosa è ridotta drasticamente: diverse vinificazioni affrontano fermentazione e affinamento senza alcuna aggiunta, con eventuali minime quantità utilizzate soltanto prima dell’imbottigliamento. La linea Metamorphika rappresenta probabilmente la sintesi più riconoscibile del pensiero di Joan Franquet. Garnatxa, Carinyena, Sumoll Negre, Sumoll Blanc, Macabeu, Xarel-lo e altre varietà vengono vinificate separatamente attraverso lunghe macerazioni, anfore e legni usati, e alcune bottiglie vengono realizzate direttamente in ceramica, trasformando anche il contenitore in parte dell’identità del progetto. Particolarmente interessante è il lavoro sul Sumoll, una delle varietà storiche catalane che Costador contribuisce a riportare al centro dell’attenzione, tanto nella versione rossa quanto nel rarissimo Sumoll Blanc. Anche il Trepat, la Carinyena e le vecchie vigne di Macabeu mostrano la stessa volontà: non utilizzare la vinificazione naturale per creare vini semplicemente eccentrici, ma recuperare varietà, vigneti e metodi che rischiavano di essere dimenticati. Presa Romana 1905 porta questa ricerca sulle vecchissime vigne di Macabeu, mentre la famiglia Metamorphika rappresenta il laboratorio più libero della cantina; Joan sperimenta inoltre il metodo ancestrale per le bollicine e differenti combinazioni tra terracotta e legni già utilizzati. Costador è quindi un progetto difficile da racchiudere nelle normali categorie del vino catalano: vecchie vigne di montagna, altitudini elevate, rese bassissime, varietà quasi scomparse, agricoltura biologica con pratiche biodinamiche, fermentazioni spontanee, macerazioni prolungate, tinajas e pochissima solforosa costruiscono vini fortemente personali e volutamente lontani dalla standardizzazione. Joan Franquet utilizza tecniche antiche senza trasformarle in folklore e interpreta l’anfora non come elemento estetico, ma come uno strumento capace di accompagnare fermentazione e affinamento mantenendo leggibile il carattere dell’uva. È proprio questa combinazione tra vecchissime vigne catalane e una libertà produttiva quasi assoluta a definire Costador: un progetto nel quale Sumoll, Trepat, Carinyena, Garnatxa, Macabeu e Xarel-lo tornano protagonisti e nel quale ogni bottiglia cerca prima di tutto di raccontare la varietà, l’altitudine e il luogo da cui proviene.