Domaine Ricardelle de Lautrec è una storica realtà familiare di Coursan, nell’Aude, a pochi chilometri da Narbonne, oggi guidata da Lionel e Cathy Boutié insieme alla nuova generazione della famiglia. La proprietà si trova in una posizione particolarmente interessante del Languedoc, nel punto d’incontro tra i territori della Clape, delle Corbières e del Minervois, e conserva tracce di una storia molto più antica della cantina stessa: la Via Domitia, la strada romana che collegava l’Italia alla penisola iberica, attraversa ancora oggi i circa 50 ettari del vigneto. In epoca più recente la proprietà appartenne alla famiglia Toulouse-Lautrec, dalla quale deriva il nome Ricardelle de Lautrec, mentre le cantine storiche risalgono al XIX secolo. Il domaine entra successivamente nel patrimonio della famiglia Boutié e Lionel e Cathy ne assumono direttamente la conduzione nel 1998, raccogliendo il lavoro sviluppato dalle generazioni precedenti e imprimendogli immediatamente una direzione molto precisa. Già nel 1999 Lionel sceglie infatti di convertire l’intera proprietà all’agricoltura biologica, decisione decisamente anticipatrice per un vigneto di queste dimensioni nel Languedoc di fine anni Novanta. Nel tempo questa sensibilità si evolve ulteriormente verso la biodinamica, fino alla certificazione Demeter ottenuta nel 2022. Per Lionel la biodinamica non rappresenta semplicemente un protocollo agronomico, ma un modo di considerare il vigneto come un ecosistema nel quale terreno, vite, animali e uomo devono ritrovare un equilibrio comune. Nei vigneti vengono quindi utilizzati preparati biodinamici e semine di essenze vegetali, mentre pecore e altri strumenti naturali contribuiscono alla gestione dell’erba; siepi, alberi e rifugi per gli uccelli vengono mantenuti o introdotti per aumentare la biodiversità e ridurre progressivamente la necessità di interventi esterni. Il clima mediterraneo di Coursan, caratterizzato da estati calde e asciutte, forte luminosità e costante presenza dei venti, favorisce naturalmente questa impostazione, mentre i terreni prevalentemente argillo-calcarei, con zone ricche di ciottoli e depositi alluvionali, permettono di lavorare un patrimonio ampelografico particolarmente ampio. La proprietà coltiva infatti una decina di varietà: Syrah, Pinot Noir, Merlot, Cabernet Sauvignon e Caladoc tra le uve rosse, Chardonnay, Viognier, Sauvignon Blanc e Muscat à Petits Grains tra le bianche, insieme ad altre varietà utilizzate secondo le differenti linee aziendali. Questa diversità è uno dei tratti più riconoscibili di Ricardelle de Lautrec e permette a Lionel di interpretare il Languedoc senza vincolarsi a un unico assemblaggio tradizionale. Molti vini vengono commercializzati come IGP Pays d’Oc o Vin de France proprio per mantenere maggiore libertà nella scelta dei vitigni e delle tecniche di vinificazione. In cantina l’approccio segue naturalmente il lavoro iniziato nel vigneto: le uve vengono raccolte cercando un equilibrio completo tra maturità, acidità e concentrazione e le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni. I bianchi vengono generalmente lavorati a temperature più basse per preservare precisione aromatica e freschezza, mentre i rossi affrontano fermentazioni e macerazioni più lunghe, adattate alla varietà e alla maturità della vendemmia. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo il carattere del vino, senza applicare un’unica ricetta all’intera produzione, e una parte importante della ricerca è dedicata alla riduzione degli interventi enologici. Alcune cuvée vengono infatti prodotte completamente senza solforosa aggiunta e costituiscono la linea Nature, nella quale Chardonnay, Pinot Noir, Syrah e Caladoc vengono interpretati attraverso fermentazioni spontanee e un lavoro volutamente essenziale; alla stessa filosofia appartiene il Pet Nat, che porta la ricerca del domaine anche nel mondo delle rifermentazioni naturali. La gamma Scène esplora invece numerosi vitigni in purezza e possiede una forte componente artistica: le etichette sono state sviluppate in collaborazione con l’artista Fauve e costituiscono un richiamo contemporaneo al legame storico della proprietà con la famiglia Toulouse-Lautrec. La collezione Ricardelle rappresenta il cuore più tradizionale della produzione biodinamica, mentre Pontserme approfondisce il ruolo dell’affinamento in rovere attraverso vini più strutturati e complessi. È proprio questa libertà a caratterizzare maggiormente Lionel Boutié: invece di trasformare biologico, biodinamica e vino naturale in categorie separate, li considera strumenti differenti all’interno dello stesso percorso. Un Pinot Noir può quindi essere vinificato senza solforosa, uno Chardonnay mantenuto esclusivamente in contenitori neutri e un'altra selezione affrontare un lungo affinamento in rovere, purché ogni scelta sia coerente con la materia prima. Oggi anche i figli sono entrati nel progetto familiare, garantendo continuità a una storia che attraversa ormai quattro generazioni. I circa 50 ettari di Ricardelle de Lautrec costituiscono così un vero laboratorio agricolo nel cuore del Mediterraneo: biologico dal 1999, biodinamico certificato Demeter dal 2022, biodiversità, lieviti indigeni, vini senza solfiti aggiunti, Pet Nat e affinamenti tradizionali convivono senza contraddizioni. Lionel Boutié ha costruito la propria identità proprio su questa capacità di sperimentare senza perdere il rapporto con la terra, trasformando una proprietà storica attraversata dalla Via Domitia in una delle realtà più dinamiche della viticoltura naturale e biodinamica dell’Aude.
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